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Steccata morbida

Tecnica, tattica, sistemi e materiali di gioco

Re: Steccata morbida

Messaggioda jk11ul » venerdì 3 agosto 2018, 10:14

Eh Luigi, i tuoi interventi sono al solito saggi e pieni di senso pratico, ma un po’ troppo fondamentalisti.
Pratica, pratica, pratica e ancora pratica, come non darti ragione? Lo vediamo tutti i giorni in sala e in TV quando giocano quelli forti: nessuno si preoccupa dell’attrito volvente, della velocità angolare o dell’urto anelastico, eppure buttano giù birilli come se piovesse e mettono le biglie a posto quando possibile.
Un po’, non sembri il paragone offensivo, come il cane - che dopo un buon addestramento- è capace di rispondere ai nostri ordini pur senza capire la nostra lingua, o il pappagallo che a furia di sentirselo dire, riesce a ripetere Portobello.
Ai fini della singola parità, o del singolo torneo, me ne frega tanto di essere cane o pappagallo: io so come e dove tirare e faccio un sol boccone di te che ti preoccupi della teoria.
Quando però torniamo a casa e guardiamo un dibattito politico, io mi bevo tutto, tu ti metti dei dubbi, ti fai delle domande, preferisci approfondire prima di bere.

Ora, hai ragionissima a dire che per capire certi concetti è necessaria una preparazione universitaria e se non c’è l’hai fai prima a lasciar perdere, ma è anche vero che con delle “semplici” conoscenze di base, accessibili a tutti, riduci di parecchio le indispensabili ore di pratica.
Faccio un esempio: prima che l’angolo 50 diventasse di dominio pubblico, tutti tiravamo ugualmente il 3 sponde, certe volte con successo, altre toccando appena o andando lisci; quelli più forti, cioè quelli più dotati o quelli con più pratica, invece sbagliavano quasi mai. Adesso, con un piccolo sforzo di memoria per imparare le numerazioni e facendo una semplice sottrazione, avendo acquisito il colpo giusto, il gap tra i forti e i normali (in questo particolare tiro) si è assottigliato di parecchio.  

Stesso discorso vale per mille altri principi (parlo sempre di quelli semplici che a te possono sembrare ovvi) la cui conoscenza teorica può ridurre sensibilmente le ore di pratica.
Ultima modifica di jk11ul il venerdì 3 agosto 2018, 10:14, modificato 1 volta in totale.
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Re: Steccata morbida

Messaggioda LuigiBrigada » venerdì 3 agosto 2018, 17:39

nonno luigi
scrivo questo non x polemica ma x chiarirmi le idee ,ho letto tutti gli interventi di nicola ,jk11 e il mio amico luigi e mi sembra di capire che il sapere serve poco e mi sono fatto una domanda e no trovo la risposta ,quando ero ragazzino al mio paese c'era un suonatore di fisarmonica e dicevano che era il piu bravo del mondo ma non conosceva la musica e quando si presentò in un concerto su un palcoscenico arrivò in fondo alla classifica ,ora il presidente della mia provincia mi ha detto che tutte le specialità biliardistiche parteciperanno alle prossime olimpiadi , ora se x partecipare bisognerebbe dare gli esami di pratica geometrie matematica fisica e totto il sapere di qui stiamo parlando chi sarebbe promosso ,gradirei sapere. :ciao:  :ciao:

                      saluto nonno luigi
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Re: Steccata morbida

Messaggioda 1970_Nicola » venerdì 3 agosto 2018, 18:19

Ovviamente sono d'accordo con luigi che ha approfondito quanto già detto da me.
E nonostante quanto scritto da jk11ul rimango della mia idea.
L'esempio sul tre sponde di calcio non lo ritengo per nulla pertinente per i seguenti motivi.
Mettendo da parte i neofiti e gli incapaci, chi prima beccava più di tutti il tiro di calcio senza alcun conteggio, era chi aveva altre nozioni come diagonali, ecc.
Lo dico perchè di vecchietti che ancora oggi giocano così, fanno ovviamente fatica a usare i numeri, ne ho conosciuti tanti e tutti dicono di avere dei riferimenti geometrici che non ti sanno spiegare o non vogliono spiegare.
Inoltre la conoscenza dell'A50 non può essere paragonato alla conoscenza di leggi della fisica. Nel primo caso si tratta di applicare una somma o una sottrazione, previa lettura dell'avversaria tramite delle diagonali.
Applicare scientemente leggi della fisica è un pò più complicato.
Ma per giunta, in nessun altro gioco o sport, i giocatori si affannano a conoscere le leggi della fisica, e non solo, coinvolte.
Dubito che Pirlo si chiedesse cosa succedeva durante una sua punizione. Lui sapeva solo, grazie alla pratica, come colpire il pallone per farlo andare in un certo punto.
Non dimentichiamo che la pratica permette al nostro cervello di memorizzare e sensibilizzare il tutto. Ci permette quindi di analizzare il contesto, valutare al meglio e combinare forza, effetto, colpo, per ottenere il tiro che vogliamo.

E poi butto qui una provocazione  :D  :D  :D
Avete mai fatto caso che nella maggioranza dei casi, gli studiosi in genere non sono mai grandi campioni?
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Re: Steccata morbida

Messaggioda jk11ul » sabato 4 agosto 2018, 0:20

L’ultima frase è molto vera in tutti gli sport: è lo scienziato che studia e spiega il gesto che il campione fa naturalmente.
Il fuoriclasse non ha bisogno dello studio per capire perché fa così bene una determinata cosa è, se anche la studiasse, probabilmente non farebbe di meglio. Allo stesso modo lo scienziato può spiegare la “maledetta “ di Pirlo, ma difficilmente riuscirà a riprodurla fuori dal pezzo di carta.

Per chi gioca a biliardo da dieci, venti o trent’anni, e ancora si arrabatta tra le categorie di base, secondo me un po’ di studio non farebbe per niente male: sono convinto che migliorerebbe la resa e farebbe capire meglio limiti e possibilità.
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Re: Steccata morbida

Messaggioda roby62 » sabato 4 agosto 2018, 10:39

ho avuto la fortuna di conoscere il signor Winkler e una volta si era appunto discusso dell'argomento in questione e nonostante lui fosse il piu' grande studioso dei fenomeni fisici che regolano il movimento delle biglie nell'occasione aveva ammesso che in fin dei conti a biliardo vince chi gioca di piu'e che bisognava fare le distinzioni fre biliardo teorico e biliardo giocato
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Re: Steccata morbida

Messaggioda luigi » sabato 4 agosto 2018, 15:57

Concordo anche in questo caso con Nicola, quando dice che nell’Angolo 50 non vi è alcunché di “scientifico”. Come, del resto (credo), in nessun altro sistema, fra tutti quelli che si possono trovare sia su libri, che in Internet.
Tutti partoriti non per “logica”, ma per… “prova ed errore”.

E’ ovvio che per giocare a biliardo, una infarinatura di: Fisica – Matematica, Geometria ecc. ecc. è necessaria. Però si tratta di nozioni al livello minimo. Quelle che tutti hanno appreso tra le elementari e la prima media. Nulla più.

Questo ovviamente se parliamo di biliardo "pratico", se invece si parla di biliardo "teorico", allora servono ben altre conoscenze.

Ma serve anche sapere che le due cose: "pratico" e "teorico", non sono... vasi comunicanti.

roby62,
fa piacere (sia a me, che credo agli altri) ritrovarsi in sintonia di pensiero con il Grande Maestro Winkler.
E se quanto scrivi lo diceva Lui, che uno studioso del gioco lo è stato sicuramente, credo si possa ritenerlo… Cassazione.

In merito poi alla “provocazione” finale di Nicola, non mi esprimo. Però di una cosa sono certo. Il buon Coriolis (scienziato di fama mondiale) una stecca in mano non l’ha mai presa in vita sua. Tant’è che elaborò il suo trattato osservando all’opera il miglior giocatore in circolazione al tempo, tale…
M. Mingaud… l’inventore del… girello.
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Re: Steccata morbida

Messaggioda roby62 » sabato 4 agosto 2018, 19:12

caro sig.Luigi ,quello che diceva Winckler riguardo al biliardo per quel che mi riguarda e' vangelo
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Re: Steccata morbida

Messaggioda LuigiBrigada » domenica 5 agosto 2018, 23:45

nonno luigi
in queste materie di qui stiamo parlando io sono O e nonostante tutta l'attenzione non riesco a convincermi ma se tutti siete a favore possibilmente sara cosi , devo dire che anche se qualche considerazzione non mi sono piaciute sono contento e soddisfatto 1°perche gli argomenti e tutte le cose dette sono molto interessanti e piacevoli 2°mi sembra di capire che nessuno cercava la ragione ma il giusto e il meglio ed e una cosa bella  .

            saluti nonno luigi
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Re: Steccata morbida

Messaggioda strisciofortesteola » martedì 21 agosto 2018, 1:36

Sulle palle a sponda sicuramente la teoria colma il gap fra i forti e gli altri, ma sulla palla a vista non è così (secondo me).
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