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Internazionale Open di Chiasso

Messaggioda luigi » lunedì 18 aprile 2005, 19:32

Caro Stelvio è ovvio che discutiamo simpaticamente, se volessimo litigare ci occuperemmo di altre cose, tipo la politica o il calcio. Noi siamo gente, magari "strana", ma "seria", quindi discutiamo per il piacere di farlo e per "imparare", neanche da dirlo. Premesso questo, che comunque era implicito, tornando al nocciolo della discussione, l'errore che fate al riguardo del concetto "fortuna-sfortuna" è quello di discuterlo rapportandolo all'andamento della partita ed al suo risultato finale, quindi la "sfortuna" dell'uno diventa automaticamente "fortuna" dell'altro e viceversa, fate cioè un discorso "filosofico" e non un esame obiettivo e materiale sul singolo episodio di gioco. Io invece, trattando questo argomento, mi rivolgo UNICAMENTE al singolo episodio di gioco, al singolo tiro, "ad ogni singolo tiro effettuato materialmente", punto e basta. Per cui, se la cosa la si guarda da questo punto di vista, è ovvio e lapalissiano che esiste la "fortuna" (= risultato vantaggioso per un tiro eseguito male), ma è altrettanto ovvio e lapalissiano, che NON esiste la "sfortuna", in quanto ad esito negativo di un tiro, il quale per forza di cose "DEVE" essere stato eseguito MALE, visto che ha vuto un esito negativo, (e mai visto un tiro eseguito perfettamente che ha dato un esito negativo, io almeno non l'ho mai visto), quindi, se è stato eseguito male, per chiamarlo col suo nome, lo si deve chiamare "ERRORE", altrimenti sono "scuse". Presa la cosa  in "quest'ottica", non vedo come si possa sostenere il contrario. Che mi frega se, nella circostanza di un errore, elucubrare che l'altro è stato "fortunato" o viceversa, quando la discussione è sul "gioco" e non sul tantra, sul TAO, sul bianco o nero o altra disquisizione metafica? O si parla di "gioco giocato" o si parla di "lettura dei fondi di caffè", sono due cose diverse e a me la seconda non interessa per niente. Sapere e accettare che esiste il tantra, il TAO, il bianco e nero, non mi aiuta per nulla a migliorami come giocatore, al massimo può darmi, come persona (non come giocatore), una sorta di filosofia esistenziale, la quale mi aiuta a "rassegnarmi" meglio nell'accettare una sconfitta... forse. Ma anche questa può rivelarsi "pericolosa", in quanto si fa presto poi da lì a scivolare nella "filosofia della sfiga" e quindi a rifugiarsi nell'alibi di dire che non abbiamo perso perché abbiamo sbagliato, ma perchè siamo stati sfortunati o (se vuoi) perché l'altro è stato fortunato. Trovato l'alibi la sconfitta viene facilmente "digerita" e dimenticata, ma la magagna tecnica che l'ha prodotta... quella rimane... Se Cifalà ha detto: "Perdendo si impara a vincere" o è pazzo oppure una ragione l'avrà pure avuta per dire ciò? Secondo me intendeva dire che è dagli errori (quelli che ci fanno perdere) che si impara a vincere... eliminandoli. Se invece noi diciamo che abbiamo perso per "sfiga", allora come lo mettiamo a posto l'errore? Continuando a perdere? Comprando amuleti?

Credetemi, non è polemica la mia, ma un semplice tentativo di spingervi ad uscire dalla "cultura della sfiga", per abbracciare quella "della tecnica", solo così ci si migliora, accettanto i propri errori come "tali" e cercando di migliorare la propria tecnica e capacità, per non commetterli di nuovo.
Quante volte Vi sarà capitato di vedere un "forte", a partita finita, ripetere un tiro che ha sbagliato durante l'incontro? Tante. E... allora? Se dava la colpa alla sfiga, poteva benissimo risparmiarsi quella fatica, non credete? Tuttu sanno che imitare i forti è, da sempre, un'ottimo modo per migliorare, ma allora... facciamolo...
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Messaggioda Bruce » lunedì 18 aprile 2005, 21:04

Bravo Matteo, anche se deve ringraziare la scarsa forma di Porati che si è disunito nel finale di partita.

* LE FORZE SONO FORZE *
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Messaggioda Stelvio » martedì 19 aprile 2005, 9:34

ehi Bruce, ma allora sabato c'eri ? e non ti sei fatto riconoscere ?
E' vero che Poratti si è disunito, ma altre volte mi è capitato di vederlo che "soffre" il tiro conclusivo col fiato sul collo, sbaglio ?
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Messaggioda Stelvio » martedì 19 aprile 2005, 9:48

caro Luigi, per come hai impostato il discorso (e non fa un plissè), non posso che essere d'accordo con te.
Il mio ragionamento "pratico" è però la visione dal punto di vista del "danneggiato" e non dal "favorito". Intendo dire se rimpallo e bevo è colpa di un mio sbaglio e devo (giustamente) capirlo per correggerlo e se ho perso per quello è solo colpa mia. Se sbaglio e "rubo" posso comunque capire dove ho sbagliato per correggermi ma l'altro ? Non ha tirato, non ha sbagliato ma è stato danneggiato e che si tratti di un tiro (magari decisivo) o più di uno, il risultato è che ha perso e non per demerito suo, quindi !!! E non vale il discorso che lui avrò fatto altri errori durante la partita altrimenti avrebbe vinto, perchè magari avrebbe vinto egualmente senza quel furto.
Concludo: non mi spingo alla lettura dei fondi del caffè ne tantomento "credo fermamente" nella teoria della sfiga; mi riferisco al fatto che il gioco del biliardo (a mio avviso) ha (purtroppo)una "discreta" dose di casualità, basta pensare a come cambia il risultato di un tiro per una differenza di un millimetro sul punto d'impatto della biglia o per un granello di gesso sul panno o la temperatura del tavolo di un grado in più o in meno e quindi non direttamente legati alla realizzazione del tiro.
Preferiamo chiamarla "casualità" anzicchè "sfiga" ? Ok ci sto.
Ciao

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Messaggioda amelie » martedì 19 aprile 2005, 9:52

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Bravo Matteo, anche se deve ringraziare la scarsa forma di Porati che si è disunito nel finale di partita.

* LE FORZE SONO FORZE *
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Bravo Matteo...anche se..... deve ringraziare se stesso per il risultato ottenuto!
E nessun altro....  :D  ;)


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Messaggioda sinonparet » martedì 19 aprile 2005, 10:56

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Bravo Matteo, anche se deve ringraziare la scarsa forma di Porati che si è disunito nel finale di partita.

* LE FORZE SONO FORZE *
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Bravo Matteo...anche se..... deve ringraziare se stesso per il risultato ottenuto!
E nessun altro....  :D  ;)


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Messaggioda gigi » martedì 19 aprile 2005, 12:05

Stelvio,Bruce non c'era gliel'ho raccontato io il finale di partita di Porati  senza però togliere i meriti a Matteo che ha giocato alla grande tutto il torneo giocandola alla pari con giocatori almeno sulla carta più forti di lui .
Si è parlato del fatto che per vincere un torneo ho andare comunque avanti devi anche usufruire di regali da parte dell'avversario come ha fatto Porati con Matteo il Bomba con Riccardo e in parte anche per me che non ho saputo aprofittare degli errori del mio avversario , comunque complimenti di nuovo al Pupetto.
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Messaggioda Stelvio » martedì 19 aprile 2005, 13:01

certo che i regali ... fanno piacere e comodo e sono sempre ben accetti. Grazie per i complimenti e molto lieto di averti finalmente conosciuto di persona. Mi ha stupito e fatto piacere che tu mi abbia riconosciuto subito (dalla foto ?) io ti avevo visto per TV !!!

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Messaggioda gigi » martedì 19 aprile 2005, 13:16

Ti avevo incontrato con tuo figlio a Molicciara La Spezia estate 2003 era sabato pomeriggio c'era un caldo da crepare  ho visto la partita di tuo figlio non giocava come adesso ma si vedeva che la stoffa c'era poi credo abbia giocato anche tu ma non ricordo bene io un caldo cosi non me lo ricordo da quando gioco a biliardo :arrossire:  :arrossire:
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Messaggioda luigi » martedì 19 aprile 2005, 13:18

Caro Stelvio, in effetti per me il discorso fortuna/sfortuna va affrontato, solo e unicamente, da questo punto di vista, in quanto l’applicarne i suoi risvolti, diciamo “esistenziali”, al biliardo, proprio non mi interessa per nulla, lo ritengo totalmente inutile, come imprecare contro il tempo. Se piove... piove, quello “è” e dal momento che non posso farci nulla, parlarne non è altro che una perdita di tempo. Ci sarà sempre uno che vince la lotteria e chi la perde, c’è chi si becca una brutta malattia a 26 anni, come Hunter e chi campa fino a 100 anni senza mai vedere un medico; fortuna – sfortuna – casualità... tutta la vita è una tombola fatta di fortuna – sfortuna – casualità, non vedo perché una partita di biliardo, nel suo insieme, dovrebbe esserne esente. Ma una analisi delle partita fatta in quest’ottica, come giocatori, dove ci porta? Da nessuna parte, è solo inutile retorica = perdita di tempo, come imprecare contro il tempo. Se invece guardiamo la “partita”, come una somma di “singoli tiri” ed analizziamo singolarmente ognuno di essi, “Lì” non c’è fortuna – sfortuna o casualità che tenga, ogni tiro o è eseguito bene o è eseguito male, se è eseguito “bene” il risultato è meritato, se è eseguito male, ma comunque con esito favorevole, è “fortuna”, se è eseguito male e con esito negativo (come sarebbe giusto che fosse... sempre) è... ERRORE. Punto. Da questo esame come giocatore posso trarre un qualcosa di utile, posso... imparare a vincere o, per lo meno, a... “tentarci meglio”, non rifacendo gli stessi ERRORI. Inoltre se questa mentalità si generalizzasse, se non altro, come effetto collaterale, sparirebbe il “partito della sfiga”, quello che si riunisce in occasione di ogni discussione del dopo gara, una cosa pietosa... il piagnisteo totale, per non parlare dell’antisportività di ammettere i meriti di chi ci ha battuti. Battuti? Quando mai? Si va a cercare “quel” pallino, quel rimpallo, quel... I nostri tiri? Tutti perfetti... siamo solo stati sfigati altrimenti quel “brocco” super fortunato l’avremmo stracciato... Squallido...
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Messaggioda Stelvio » martedì 19 aprile 2005, 14:32

Poichè il quadro finale che hai dipinto è verissimo e ho assistito molte volte alle riunioni del partito della sfiga, ti dico caro Luigi che mi hai convinto.
Certamente non è facile analizzare serenamente una partita persa e ammettere di averla persa; vale quindi quella famosa e saggia affermazione che è difficile saper vincere ma ancora più difficile è saper perdere .
N.B. - Giuro che mi sono disiscritto dal partito della sfiga, anche se non ero un socio ma solo un simpatizzante !!!!

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Messaggioda Stelvio » martedì 19 aprile 2005, 14:38

Caro Gigi, invidio egualmente la tua memoria fotografica. Pensa che ogni volta che andiamo a giocare mio figlio, per ogni giocatore, mi dice chi è, dove lo abbiamo incontrato, punteggio, ecc. ecc. Io non rionosco mai neppure l'ultimo con cui ho perso (dato che vincere vinco poco).
Molicciara 2003; ricordo il caldo torrido in quella sala che sembrava un microonde; giocai anch'io e persi alla prima (come spesso accade) dopo essere stato in vantaggio di un partita a zero e 78 a 60 (se le partire erano a 80).
Però sai che anche Matteo è convinto di avere giocato (e perso) con te quella volta ??? o c'è un altro Arduini in giro ?


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Messaggioda GHOST » martedì 19 aprile 2005, 15:45

bene adesso posso mettere anche la mia , grazie stelvio per aver cercato di difendermi. (dicendo che sono stato sfigato)ma la verita e' che se avessi tirato bene il traversino (e quindi avrei chiuso) sarebbe finita li. tutto il resto serve solo ad imparare a perdere !!!!! PS. cmq l'ultimo tiro mio non era un giro ma un tiro al volo di sponda corta . PS.del PS. anche dal mio punto di vista la sfiga non esiste.

G B
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Messaggioda luigi » martedì 19 aprile 2005, 18:24

Caro Stelvio non ho nessun problema ad ammettere di aver partecipato anch'io alle riunioni del "partito della sf..." del dopo match, d'altra parte è umano cercare in qualche modo di sbollire il "brucio" dopo una sconfitta. Però quando lo facciamo una parte di noi deve essere comunque ben coscente che si tratta solo di uno sfogo, diversa cosa se analizziamo seriamente la nostra prestazione, al fine di migliorarci, in questo caso gli alibi "occulti" meglio lasciarli perdere, sono solo una fegatura che diamo a noi stessi.
Caro Gianni, non avevo dubbi che la pensassi così, uno non entra fra i Grandi, come nel Tuo caso, se non ha la disciplina di farsi un'autoanalisi, anche spietata, dei propri errori di gioco. Credo anche che avrai riprovato più volte quel "maledetto" tiro, per non correre il rischio di sbagliarlo di nuovo in futuro, ed è così che si deve fare. L'alibi della sf... è... "il rifugio degli scarsi".
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Messaggioda gigi » giovedì 21 aprile 2005, 13:48

Stelvio forse eravamo nello stesso girone ma non ricordo di averlo incontrato ma a questo punto non ne sono certo , la memoria di Matteo è sicuramente più fresca e lucida della mia però che spettacolo vedere tu che guardi la sua partita teso come un corda di violino e lui tranquillo e beato secondo me il connubio è perfetto è come se tu ti appropriassi della sua parte di sofferenza.
In merito a ciò a me sucedeva il contrario nelle prime gare che ho fatto quando mio padre mi guardava lui che era più bravo di me mi criticava sembrava non patisse nel guardare la mia partita e aveva epressioni di disappunto quando sbagliavo morale lo soffrivo tremendamente e lo schivavo come una pozzanghera  :(  :(  , che peccato !!!
Era solo il suo modo di fare anche lui era il mio 1°tifoso ah dimenticavo per la cronaca ha 74 anni da ancora del filo da torciere a molti giovincelli , CIAO STELVIO
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