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regolamento fibis

Dubbi, curiosità e domande sui regolamenti delle varie specialità

Messaggioda martille » venerdì 18 marzo 2005, 11:02

Belluta per un periodo giocava per l'accademia di Montemurlo. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di averlo come maestro lo ha definito un "tecnico" (oltre che una persona) eccezionale (cosa che si evidenzia anche vedendolo giocare.).
Visto il maestro che ha avuto, non c'è quindi da meravigliarsi.
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Messaggioda sinonparet » venerdì 18 marzo 2005, 11:52

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Belluta per un periodo giocava per l'accademia di Montemurlo. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di averlo come maestro lo ha definito un "tecnico" (oltre che una persona) eccezionale (cosa che si evidenzia anche vedendolo giocare.).
Visto il maestro che ha avuto, non c'è quindi da meravigliarsi.


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La cosa di cui davvero bisogna meravigliarsi è la tencica di Winkler: pittore sopraffino anche nel gioco. Belluta ha recepito in toto le nozioni; le ha fatte proprie personalizzandole (in qualche frangente troppo, a mio avviso) a tal punto che spesso, capire cosa tira è un vero rebus anche per gli addetti ai lavori... sarà anche vero che l'importante di un tiro è eseguirlo bene ma sapere come e perchè lo si esegue bene, è materia di pochissimi!
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Messaggioda luigi » venerdì 18 marzo 2005, 19:56

Sia Cifalà che Sessa, hanno vinto il loro ultimo titolo, over 50, forse anche Diomajuta quando ha vinto l’europeo era sopra i 50. Lo dico solo come dato storico, in quanto è ovvio che vincere sopra i 50 è più difficile. Se però il biliardo o almeno il regolamento dessero più spazio a: esperienza e conoscenza , rispetto a: colpitura e prestanza fisica, forse gli “over” avrebbero qualche chance in più. Avendo poco tempo per aggiungere altre considerazioni sull’argomento in discussione, dico solo che in senso generale mi trovo sostanzialmente in sintonia col concetto espresso da Biagio999 (anche se a volte usa toni un po’ “irruenti”, niente comunque di paragonabile a Magic, non scherziamo). Personalmente non auspico un ritorno al biliardo con le buche, però, concordo con Biagio quando sostiene che “forse” un diverso regolamento permetterebbe di esprimere una diversa e “migliore” qualità di gioco del biliardo, anche sui biliardi internazionali. Per quanto riguarda la “palla libera”, è vero che uno può essersela conquistata con merito, però mi sembra che comunque, il dargli la possibilità di chiedere l’acchito, offrendogli quindi una concreta possibilità di realizzare 10 punti, sia una “condanna” (per l’avversario) ed un vantaggio (per Lui) decisamente eccessivi. Peggio ancora se tale opportunità gli viene da un colpo fortunoso e quindi senza merito alcuno. Ma, al di la di questo, sono anch’io del parere che il solo fatto di reintrodurre la regola del “cambio palla” già di per sè basterebbe a modificare sostanzialmente lo sviluppo, la conduzione e la strategia della partita. D’altra parte, così mi è stato riferito, lo stesso Winkler (e Belluta, anche) auspicherebbero certi cambiamenti, fra gli altri anche quello di ritornare ad acchittare sia la palla che il pallino, come si faceva anni fa, eliminando il posizionamento iniziale fisso (*). In fondo quello che dice Biagio è che, col regolamento attuale uno impara bene a tirare l'acchito e quindi ad ogni palla in mano tira quello, mentre invece con l'altra regola, quando hai palla libera una volta devi saper tirare un giro, un'altra un filotto, uno sfaccio, un rinterzo, ecc., a secondo di com'è piazzata la palla su cui devi battere. L'altro ha fatto "il furbo"? Non c'è tiro? Bene, si introduce la regola del "rinuncio" e tira l'altro, così era prima. Insomma, è innegabile che il gioco del biliardo “vive” e si sviluppa su equilibri e alchimie molto complesse e delicate, per cui anche il minimo cambiamento può determinarne un miglioramento od un peggioramento, basta ricordare che quando il valore del pallino fu ridotto a 2 punti, il gioco cambiò radicalmente, la palla rossa era vista come un “optional”, quasi un disturbo, reintrodotti i 3 e 4 punti, immediatamente le cose sono cambiate, lo sviluppo del gioco ha preso un’altra direzione. Sta di fatto che, visto com’è “ora” la qualità del gioco, un cambiamento, a mio avviso, sarebbe assai... auspicabile e opportuno. Naturalmente, se per questo mi bollerete da "nostalgico del vecchio biliardo", non mi offendo per nulla, potrebbe anche essere vero, il fatto è che concettualmente NON sono contrario al "nuovo" tavolo, ma sono (questo è vero) nostalgico del "gioco" che si giocava sul vecchio, questo si.
Magari qualcuno potrà anche dire che è meglio così, in quanto prima non c'era verso di battere un forte, ora invece la "sorpresa" capita più di frequente, il gioco è più livellato, però, ammettiamolo, si è livellato... in basso, purtroppo.

PS Cico, è appunto anche perché, come Tu stesso dici, “certi” giocatori, pur cambiando i tavoli ed i “regolamenti” sono rimasti comunque al vertice, che trovi i “loro” nomi nella mia personale Hall of Fame (dalla quale ho colpevolmente omesso Lotti - mi scuso col grande Scuro), mentre non ci trovi altri (almeno io non li metterei) attuali, in quanto, vuoi per i tavoli, vuoi per le regole, non mi sentirei di dire che anche loro esprimono la stessa qualità di gioco che dimostrarono di avere quelli citati. Può anche essere che siano le stesse regole odierne a non consentire loro di esprimersi al meglio, forse anche loro “sono” dei fuoriclasse, però non si sà. Gli altri invece si sapeva e si... vedeva. Certo, a buttare giù birilli sono forti, ma... è "tutto lì" il gioco del biliardo? Questo mi chiedo.

(*) Lupomarino, era questa la regola che Belluta cercava di spiegarti all’Olona. Ricordi?
Infatti, questa vecchia regola è una di quelle, oltre ad altre, che Riccardo e anche Winkler, inserirebbero volentieri nel regolamento.






Scritto Da - luigi on 19 Marzo 2005  00:22:08
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Messaggioda Mike » venerdì 18 marzo 2005, 23:21

Non esiste campione che non abbia almeno un decennio d'esperienza.
Per quante regole siano cambiate o variate, i buoni restano sempre i più buoni.
Il biliardo non è mai stato e ne sarà mai un gioco di forza, non confondere, i veri violenti mandano la bilia fuori biliardo.  :D
Il gioco è di contrapposizione; se tu tiri forte, io tiro piano piano.  ;)

Ciao
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Messaggioda sinonparet » sabato 19 marzo 2005, 13:37

[quote]
Sia Cifalà che Sessa, hanno vinto il loro ultimo titolo, over 50, forse anche Diomajuta quando ha vinto l’europeo era sopra i 50.
Scritto Da - luigi on 19 Marzo 2005  00:22:08
[/quote]

Poffperbacco! Devo aggiornare la mia memoria... Ero certo che nessuno avesse vinto over 50!
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Messaggioda Andros » domenica 20 marzo 2005, 0:05

"..Magari qualcuno potrà anche dire che è meglio così, in quanto prima non c'era verso di battere un forte, ora invece la "sorpresa" capita più di frequente, il gioco è più livellato, però, ammettiamolo, si è livellato... in basso, purtroppo."

E se invece la risposta fosse che oggi si conoscono molti più "sistemi" di ieri, e che quelli che erano "forti" ieri erano forti perchè gli altri erano scarsi?
A questo avete mai pensato?
E se il gioco si fosse si livellato ma verso l' alto e non verso il basso?
Magari anche cambiando il regolamento non cambierebbe nulla...
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Messaggioda luigi » domenica 20 marzo 2005, 1:13

Ovviamente un bicchiere pieno a metà è: sia "mezzo pieno" che "mezzo vuoto"... dipende dai punti di vista.
In questo caso i nostri punti di vista divergono, ma sono legittimi entrambi.
Tra l'altro Tu dici che oggi i giocatori sono migliorati perché conoscono molti "sistemi", a mio avviso invece il fatto di conoscere tanti sistemi è un elemento trascurabile nella valutazione della qualità di un giocatore. Sono un aiuto, certo, però non determinano che quel giocatore sappia "realmente" giocare a Biliardo o che sia particolarmente abile con la stecca. Semplicemente sarà in condizione di fare qualche punto di più di sponda. A tal proposito vorrei citare testualmente quanto scritto da Riccardo Belluta (e che Belluta sia un "sistemista" è indubbio) nel capitolo dedicato all'Angolo 50 o "diamante", nel suo libro "Il grande libro del biliardo" (ediz. De Vecchi): Ricordate comunque che un buon giocatore di biliardo si riconosce dalla scelta del tiro e non dalla quantità di birilli che abbatte; molto spesso una buona "messa" o "stevola" è più efficace e redditizia di un "filotto". Qusto ha scritto Riccardo e (non a caso secondo me) ha inserito questa frase proprio nel capitolo dedicato ai "sistemi".
Inoltre, sempre restando fedele al "mio" punto di vista, aggiungo anche che, a mio parere, l'introduzione della partita corta ha contribuito parecchio all'abbassamento del livello di gioco.
In ogni caso può darsi che invece sia Tu ad avere ragione e che il gioco sia migliorato, a me non sembra, ma, come dicevo, sono "punti di vista".







Scritto Da - luigi on 20 Marzo 2005  00:18:09
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Messaggioda Ryno » domenica 20 marzo 2005, 11:53

Io la penso come Andros,in passato,intendo almeno 20 anni fà,se non avevi la fortuna di essere amico di un campione non potevi imparare certe cose.......infatti se diamo un'occhiata ai campioni fino a quelli della penultima generazione,vediamo:Cifalà e Albrito,allievi di Coppo - Belluta,allievo di Winkler - Nocerino,figlio d'arte+Diomaiuta+Cifalà ecc. ..... comunque tutte persone che hanno,almeno,avuto la fortuna di avere in sala,giocare ed imparare da grossi calibri.
Oggi invece,vuoi per la maggiore media culturale(prima c'erano anche gli analfabeti!)le persone leggono ed è stato scritto molto di più in proposito rispetto al passato,vuoi per la televisione,anche se il campione non c'è in sala si può vederlo giocare in TV e con l'invenzione del videoregistratore prima e del DVD dopo,pure quando ci pare,in più adesso ci si mette di mezzo pure internet.........adesso il biliardo non ha più segreti o formule magiche preziose custodite dai grandi e rivelate ai pochi fortunati.
Quindi è normale che oggi un mediocre in giornata ed in vena,possa mettere in difficoltà chiunque,specie su 2 partite.
Questa è una mia umile riflessione :)

*Predico il male e razzolo Bene*
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Messaggioda luigi » domenica 20 marzo 2005, 13:36

Permesso che trovo queste discussioni, diciamo di "carattere generale", più interessanti del semplice discutere di questa o quella situazione di gioco e/o sistema, in quanto qui c'è margine per dialogare e parlare di biliardo a tutto tondo. Se poi le varie opinioni, pur se contrapposte, sono espresse con serenità, come fanno Andros, Ryno e (spero) il sottoscritto, senza l'intento cioè di prevalere e/o prevaricare l'una quella degli altri, ma col solo intendimento di confrontare il proprio punto di vista con quello di altri, per cercare di "capire", il tutto è ancora più piacevole. D’altra parte, ogni opinione è legittima, ognuna può essere "quella" giusta, oppure, come spesso capita, la verità può essere un misto di tutte. Anche se Ryno si dichiara di diversa opinione rispetto alla mia, non ho nessun problema a confermare che è verissimo quanto afferma, sicuramente adesso molti hanno l'opportunità di accedere a certe conoscenze e malizie, che prima ai più erano precluse e questo certamente ha elevato il livello di chi stava in basso, però quello a cui io mi riferisco è che si è abbassato il livello qualitativo “generale” del gioco e questo principalmente per due motivi: 1) il biliardo internazionale che privilegia la colpitura; 2) la partita corta, che anch’essa amplifica l’attacco; ora, dato che nessuno pensa di reintrodurre i vecchi biliardi con la sponda tamburata (anche se girano voci che si vorrebbe presentare un biliardo internazionale... con le buche...), alcuni pensano (io fra questi) che si potrebbe almeno agire sul regolamento (oltre ad allungare le partite, altrimenti anche cambiare il regolamento servirebbe probabilmente a poco) per cercare di riportare il gioco su di un piano più “giocato”. L’idea è che si dovrebbe giocare “a biliardo” e non “a birilli”. Se il tavolo ed il regolamento, così come sono, sbilanciano troppo il gioco verso i birilli, senza cambiare tavolo, ma agendo almeno sul regolamento, si potrebbe tentare di vedere se è possibile andare in controtendenza, riportando cioè il gioco ad un suo sviluppo... più giocato. Una volta era così, o sapevi giocare “a Biliardo” (e i forti sapevano farlo) oppure non avevi chance, adesso sparando botte sul dritto e con qualche conoscenza in più per andare di sponda (e con partite sprint) tutti se la possono giocare con chiunque. Certo se facciamo il discorso che almeno così non ci sono “i soliti che pagano” ed “i soliti che prendono”, per cui, per la massa, questo stato di cose va bene così, allora va bene anche per me, in un certo senso posso anche essere d’accordo che, da questo punto di vista, c’è stato certamente un riequilibrio a vantaggio dei più, però a detrimento del gioco.  Per cui, visto che personalmente, non facendo gare, non sono fra i “portatori d’acqua” che cacciano il grano, è chiaro che preferirei vedere invece del bel gioco anche se a vincere poi fossero sempre “i soliti noti” e se questo può offrirmelo un cambio di regolamento... ben venga questo cambio. Sarà un ragionamento egoistico, non discuto, però soltanto quando il Biliardo è giocato al meglio come "gioco del Biliardo" è il "GIOCO PIU' BELLO DEL MONDO", se si gioca solo "a birilli"... allora assomiglia troppo al bowling ed io non sono appassionato di "bowling", ma di Biliardo.
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Messaggioda Andros » domenica 20 marzo 2005, 17:05

..quando parlo di conoscienza di "sistemi", intendo dire che già a livello psicologico il sapere di avere ottime possibilità di "prendere" palla aiuta il giocatore,
tanto piu' se il giocatore in questione è di fronte ad un giocatore forte.
Nondimeno vi è anche un aiuto indiretto nella scelta di tiro migliore.
Certo che il "conoscere" non si trasforma
automaticamente in bravura e nel sapere "giocare" a biliardo, ma quanti buoni giocatori in meno si sarebbero avuti oggi senza il "sapere"?
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Messaggioda luigi » domenica 20 marzo 2005, 18:50

Credo che le due "autostrade" principali per migliorarsi a biliardo siano appunto il "sapere" e la "pratica costante", dove il top del top si ottiene abbinando... il primo alla seconda. Il solo primo non basta, imposti il gioco ma poi non concretizzi, con la sola seconda, non fai gioco ma "semplicemente" realizzi quello che l'altro ti lascia (e spesso si fa, ma senza il "sapere" di "come" si è fatto a farlo). Comunque, è indubbio che il diffondersi della conoscenza ha aiutato tanti giocatori a progredire, per tutte quelle ragioni che Tu stesso elenchi. Così come sono ovviamente d'accordo con Te quando dici: "... il "conoscere" non si trasforma automaticamente in bravura nel sapere "giocare" a biliardo", infatti, perchè questo possa accadere, non basta aver percorso le due autostrade, ci vuole esperienza, ma soprattutto ci vogliono gli "esempi", se però (ovviamente "tiro acqua al mio mulino") anche chi "sa" giocare è costretto ad impostare un gioco di solo realizzo, vuoi per colpa del tavolo, vuoi per il regolamento, ecco che non potendo attingere alla sua esperienza non è in condizione di trasmettere "l'esempio" di come si "gioca a Biliardo" e non "a birilli" e questo va a discapito del gioco in particolare, e di coloro che vogliono migliorarsi in generale. Per cui rieccoci da capo, miglioriamo è vero, ma solo in "quantità" (di birilli abbattuti), non in "qualità" di gioco sviluppato.

Un saluto e un abbraccio a Te Andros, mi sa che siamo rimasti i soli a tirare la carretta sul Forum in questa domenica di primavera. Gli altri, al primo sole, hanno mollato la stecca per... andare per viole. Forse è meglio così, c'è sempre il rischio che in questa, al momento pacata, piacevole e civile conversazione... piombi... lo tsunami MAGIC... brrrrrrrrr!!!
Ciao



Scritto Da - luigi on 20 Marzo 2005  17:54:54
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Messaggioda Roby » lunedì 21 marzo 2005, 10:37

Certo e' un argomento interessante ... ho letto tutti i post intanto che bevevo il caffe' e credo anch'io che si abbia un po' tutti ragione ...
Personalmente posso affermare che le partite corte non sono ben viste dai giocatori PRO, almeno non da tutti, solo che il problema e' proprio lo spettacolo televisivo ... che vuole partite corte x non far addormentare i piu' ...
la televisione e' entrata nel calcio e l'ha modificato (partite al venerdi sabato domenica lunedi ... anticipi posticipi ...) tutto x la televisione ...
e cosi' e' il biliardo ora ... vuoi la ripresa ? accorcia le partite ...
x il regolamento ... be' ci sono diverse "correnti" di pensiero, la mia opinione e' che il livello sia andato a posizionarsi mediamente piu' in alto proprio per la conoscenza di massa che prima era la conoscenza dei pochi ...


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Messaggioda riccardoterzo » lunedì 21 marzo 2005, 12:16

Per non addormentarsi davanti alla Tv basterebbe cambiare telecronista (ma sto sparando sulla croce rossa). Credo che la partita breve sia uno stupro del gioco. A 60 si giocava sui vecchi biliardi, ma lì il filotto lo facevi solo se eri veramente bravo (e di misura), il rosso da solo valeva 5 e si andava di due in due e palla propria sull'orlo della buca. Tempo fa, billy (mi pare) proponeva l'entrata in gioco del secondo pallino, a me sembra una cosa interessante soprattutto perchè si potrebbe dare più valore a chi fa viaggiare con criterio la propria e l'avversaria
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Messaggioda lupomarino » lunedì 21 marzo 2005, 13:38

[quote]
auspicherebbero certi cambiamenti, fra gli altri anche quello di ritornare ad acchittare sia la palla che il pallino, come si faceva anni fa, eliminando il posizionamento iniziale fisso
(*) Lupomarino, era questa la regola che Belluta cercava di spiegarti all’Olona. Ricordi?
Infatti, questa vecchia regola è una di quelle, oltre ad altre, che Riccardo e anche Winkler, inserirebbero volentieri nel regolamento.
[/quote]

Ciao Luigi! Grazie per averlo ricordato. E' un discorso interessante, infatti, e mi unisco a chi come te, ama un biliardo più tecnico, e soprattutto disegnato. Alcune regole andrebbero perfezionate. E questa dell' antico pallino è un esempio interessante. Insieme ad altri piccoli accorgimenti (che gli esperti si esprimano in merito...) migliorerebbero certamente la qualità stilistica del gioco.
Quante volte mi è capitato di vedere partite vinte a son di filotti. 10/12 punti per volta senza preoccuparsi della rimanenza. Vince chi arriva prima!
Non ce l'ho con il filotto... solo perché ne sbaglio così tanti che...beh, lasciamo perdere Immagine  
Sono attratta dalle soluzioni "alternative" nel senso che escono dai soliti schemi impostati dove le numerazioni servono, certo, ma per aumentare le probabilità di riuscita del tiro, non per fossilizzarci nel gioco che più paga.
Purtroppo ultimamente è così e non è più bello.
Colpa anche delle "esigenze televisive" che impongono tempi brevissimi. Quindi partite corte. Quindi vince chi arriva prima, e ...CIAO gioco!
D'accordo, la televisione ci vuole se vogliamo far conoscere, apprezzare e sviluppare questo bellissimo gioco.
Ma sotto con le idee, ragazzi, ci vogliono anche nuove (o vecchie) regole  per non rischiare di svilirlo!
Ciau

P.S.: a proposito di over-50. Lo so che prima o poi quanto tutte saranno colpite dal Parkison (si scherza, non me ne voglia nessuna...) anche Lupomarino riuscirà a vincere una gara!



Scritto Da - lupomarino on 21 Marzo 2005  12:44:54
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Messaggioda Bruce » lunedì 21 marzo 2005, 13:43

Se si giocasse a dichiarare, molti cambierebbero sport.  :D

* FATTI!  NON PUGNETTE *
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