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il famigerato 30%

Area aperta a discussioni su qualsiasi argomento, anche extra-biliardo

il famigerato 30%

Messaggioda luigi » venerdì 10 dicembre 2004, 20:52

Dato che ormai il… “dado è tratto” e visto che la discussione può farsi lunga e articolata, tanto valeva aprire un specifica sezione e andarci giù pesanti (come per altro ci suggerisce la nostra sempre concreta e pragmatica amelie).
Il concetto gira attorno a quanto ben anticipato da Claus ed è relativo al fatto che la percentuale di errore nelle altre specialità del biliardo (snooker - pool – carambola) è di gran lunga inferiore a quella che si riscontra nei birilli. Il tutto è nato quando, seguendo gli ultimi tornei di snooker, ad un certo punto sono apparse in sovrimpressione sullo schermo le percentuali di realizzazione dei vari giocatori, caspita: 92% - 95% - 98% con addirittura Stephen Maguire, astro nascente dello snooker (giocatore veramente fenomenale, personalmente sto ancora con O’Sullivan, ma questo Maguire è veramente formidabile, tant’è che negli ultimi due tornei lo ha battuto in entrambe le circostanze), il quale, appunto in uno di questi scontri con O’Sullivan, si è prodotto in due frame giocati al… 100%. Ma Vi rendete conto? Vuol dire non sbagliare… MAI!
Sempre nell’ultimo torneo di snooker disputato a fine novembre Paul Grady, n.ro 14 del ranking mondiale (quindi neanche uno dei top ten), ha vinto un frame con una serie perfetta di 147 punti, il che significa che quel giocatore ha eseguito 36 (diconsi “36”) momenti di “perfezione quasi assoluta” uno in fila all’altro, senza mai sbagliare. Quindi, “ogni singolo momento” di quella partita è stato un momento di “perfezione quasi assoluta”. A questo punto mi venuta la curiosità di fare un raffronto, infilo nel video una cassetta dei big nostrani e… sorpresa, una partita ai 60 punti (registrazione dall’ultimo Campionato Italiano Pro di Saint Vincent, ometto i nomi dei giocatori, per carità di Patria, ma sono fra i big, fidatevi) un giocatore tira in totale 27 tiri e ne sbaglia… 13! (minchia fa quasi 50%), possibile? Riprovo, altra partita, i due giocano meglio, gli errori sono “solo” il… 35%. Ho riprovato anche oggi, con vecchi incontri di Tele+, sempre ovviamente cambiando i “suonatori” (e sempre restando fra i Top comunque), ma la musica non cambia, si oscilla comunque fra un 33% (15 tiri, 5 errori) ed un 45%. (20 tiri, 9 errori). Passo quindi alla carambola, un set ai 15 punti fra Blomdahl e Ceulemans, lo svedese chiude il set in 22 tiri con un solo errore (fa 4%), altro match: Dielis – Komori, in questo caso il giapponese ha una percentuale del 13% (23 tiri con 3 errori).
Mi sono anche rivisto anche una vecchia cassetta di carambola con un incontro di Coppa del Mondo fra Blomdahl contro Jaspers, ebbene il biondo “martello di Helsinborg” (Blomdahl) ha chiuso il primo set ai 15 punti, senza che il “buon” Jaspers si... alzasse dalla sedia del martirio. Infatti, partendo dall’acchito, Torbjorn si è prodotto in 15 (diconsi “15”) carambole consecutive!(*) Quindi. “ogni singolo momento” di quella partita è stato un momento di “perfezione quasi assolta”. Ovviamente per gli episodi riportati (quello di Maguire, di Grady e questo di Blomdahl) il “quasi” andrebbe eliminato, per cui, anche se si ritiene che la perfezione non appartenga alle umane cose, sarebbe più corretto parlare di... “perfezione assoluta”, d’altra parte stiamo parlando dei migliori professionisti del Mondo, perché meravigliarsi?. Per quanto riguarda il Pool non dispongo di molto materiale, quindi inserisco una vecchia video didattica nella quale Mike Siegel spiega come si gioca a palla 9 e, per darne dimostrazione, si produce nella spaccata di apertura e poi... pam-pam-pam-pam... imbuca tutte le bilie nella sequenza regolamentare finché, alla fine, sul tavolo rimane solo la... battente! E, mentre lo fa, commenta pure… e, credetemi, so quando c’è “stacco” nelle riprese e lì… non c’era. Ecco che arriviamo quindi all’esperimento di martedì sera, già descritto da Sinon, percentuale 27% e, coi chiari di luna che si profilano in questa discussione, direi che Quarta ha giocato alla grande. A questo punto non so che dire, o meglio qualche idea personale l’ho anche messa assieme, però prima di pronunciarmi e di sentirmi dire che sono “fuori” come un balcone, vorrei che anche Voi rifletteste su queste considerazioni, magari a vostra volta mettendo assieme delle statistiche, più il dato è numeroso e più probabilità ci sono che si avvicini alla realtà. Mi chiedete quali modalità applicare per fare la statistica, è molto semplice o almeno io ho usato il metodo più semplice. Si segna, tiro per tiro di ognuno dei contendenti un semplice “si” se il tiro è stato eseguito bene, oppure un “no” se è stato eseguito male. Prima che tiriate fuori le logiche ed inevitabili contestazioni, vi dico subito che vi sono alcune particolarità da rispettare: 1) non si esprime alcun giudizio sulla scelta di tiro, qualsiasi cosa tiri il giocatore alla battuta, se ne esamina solo il risultato esecutivo, se esso è giusto oppure no; 2) non è necessario e indispensabile che un tiro, per prendere “si” in tabella debba per forza comportare la realizzazione dei punti. Per il resto la vostra conoscenza ed il vostro buon senso dovrebbero bastare per fare un esame obiettivo. Mi spiego meglio, durante la partita di Quarta, esaminata con Rino, lo stesso Quarta ha giocato una garuffa, niente punti ma difesa a smezzare, valutazione: “si” – successiva garuffa, questa volta centrata sui birilli = “si”, alla terza garuffa niente birilli e lascia all’avversario un traversino a spingere, direi che un “no” è inevitabile, sulla replica l'avversario ha marcato 10! Ma anche se l'altro non avesse marcato nulla, il tiro di Quarta era comunque sbagliato, se poi l'avversario sbaglia "di più" non centra. Tra l’altro, sia detto en passant, come potete notare: tre tiri un errore, siamo appunto su quel fatidico e famigerato… 30% e spiccioli. Lo stesso discorso del buon senso vale per tutti i tiri, se uno gioca un giro, sfiora i birilli, non marca nulla, ma se ha condotto bene le bilie e si è almeno coperto, il tiro vale un “si”, certo però che se le bilie sono vicine, il tiro è obiettivamente facile, il mancato punteggio può anche valere un “no”, d’altra parte stiamo pur sempre parlando dei migliori giocatori al mondo di questa specialità, non dimentichiamolo, certe tolleranze sono concesse a chi pratica il biliardo saltuariamente, non a chi lo pratica per professione, che diamine. Sia ben chiaro inoltre che tali tolleranze sono state concesse anche nell’esame di un incontro di carambola, un’esecuzione non prende “si” solo se viene realizzato il punto, ma anche se la terza palla viene solo sfiorata, per esempio nella partita citata di Blomdahl contro Ceulemans, lo svedese ha avuto questo punteggio: 22 tiri in totale, di cui 15 con un si di valutazione e punto di carambola acquisito (infatti ha vinto lui il set) e inoltre 6 “si” senza punto, ma ogni volta un ben udibile sospiro del pubblico in quanto la carambola è stata mancata di un niente e non si può dire che in questo caso il tiro era eseguito male ed infine un “no” (da qui quel 4%) in quanto lo svedese ha giocato una carambola di 5 sponde ed ha rimpallato sulla terza sponda, quindi ovviamente un “no”. Non so se questi criteri vi sembrano equi, ma vi dico anche che forse a noi birillai convengono, in quanto, se per quel che ci riguarda, dovessimo segnare come giusti solo quei tiri che vanno a punti, forse la percentuale scenderebbe anche (e spesso) sotto il 50%, quindi direi che va bene così. Comunque il discorso è aperto e, come dice giustamente l’amico effeeffe, ogni opinione ha pari dignità e validità di qualunque altra, sia in merito ai parametri di giudizio che alle motivazioni degli eventuali “perché” questa disparità di perfezione si manifesta a tutto scapito dei birilli. Chiudo con due brevi (sic!) annotazioni, la prima per dire, non per la gioia del nostro genovese trapiantato ai carabi e mio “alleato” in questa crociata, ma perché ho avuto realmente questa sensazione rivedendo le varie specialità, che forse la più difficile in assoluto è proprio la “tre sponde”, a vederla giocata dai migliori, ci si rende conto che effettivamente pone dei problemi tecnici veramente notevoli da superare. La seconda per riallacciarmi all’accenno fatto circa il tennis, in effetti non so se le due cose siano assimilabili, da qualche parte ho letto che in linea di massima si ritiene che lo sport più affine al biliardo sia il golf, in quanto è l’unico, così come il nostro, che preveda il colpire con un attrezzo una palla ferma, mentre gli altri, che potrebbero in qualche  assimilarsi, come il tennis, richiedono il colpire una palla in movimento, al d là di questo, comunque, può darsi benissimo che una correlazione fra biliardo e tennis ci possa anche stare, la mia era solo una annotazione generica. Okay, per il momento fine della trasmissione, ora a Voi farvi un’idea e vederla assieme, se il dado è tratto, vediamo un poco, tutti insieme, se si riesce a guadare sto cacchio di Rubiconde delle percentuali.  

(*) E non è nemmeno un record, se così fosse si potrebbe presumere che si è trattato di un... caso, una cosa eccezionale che capita raramente, ma non è così, in quanto il record mondiale di serie alle tre sponde, in competizione ufficiale, è (o era, non so se ultimamente sia stato superato, probabilmente Claus potrà essere più preciso) di 24 carambole consecutive detenuto dallo stesso Blomdahl e si sa di un 28 del  giapponese Komori, ottenuto però non in competizione ufficiale.




Scritto Da - luigi il 11 Dicembre 2004alle ore  01:49:44
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Messaggioda Claus72 » venerdì 10 dicembre 2004, 21:15

Mes dámes et mes sieur, les jeux son ouvert...fate le vostre scommesse

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Messaggioda sinonparet » venerdì 10 dicembre 2004, 21:21

Sticaxxi "infasciati" come diceva un mio caro amico.... Gente, impostiamoci a dovere (e qui già si può prendere uno spunto per limare quel 30%) e vediamo che ne esce fuori.
Luigi se riesco a ritrovare due vecchie VHF, provo a fare la statistica su due incontri che Cavalli classificò come tra le + belle partite a cui assistette di persona: Zito vs Belluta (forse era ad udine mondiale pro) e Guerrera vs Fillia (Alfredo Felix, ora che abbiamo il figlio nel forum è meglio specificare  :) ) che credo fosse a Taranto. Se intanto anche Nicolas volesse dirci che ne pensa di queste osservazioni...
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Messaggioda Spiderman » sabato 11 dicembre 2004, 13:29

Personalmente credo che in parte questa differenza di percentuale sia anche dovuta al fatto che sia snooker che pool che carambola sono specialità che permettono il gioco di "serie", cioè il giocatore, mentre esegue il tiro si posizione al meglio le bilie per il tiro successivo, quando è in serie non trova l'opposizione dell'avversario (che rimane seduto) e se è bravo come i campioni citati da Luigi può rimanere al tavolo molto tempo, beneficiando della "sua" costruzione del gioco. Nell'italiana ogni tiro è quello che ti lascia il tuo avversario, e sebbene abbia comunque una sua giusta esecuzione, che puoi azzeccare o no, l'approccio mentale è diverso, perchè non è qualcosa che ti sei preparato tu. Mi è capitato, giocando a pool, di chiudere 5, 6 partite consecutive a palla 9 (quindi percentuale del 100%), ma il tavolo lo governavo io, e finchè tutto andava liscio...
Senza contare che la possibilità di rimanere sempre al tavolo ti dà la possibilità di raggiungere un livello di concentrazione maggiore (entrare in steccata, come diciamo noi) di quello che si ha facendo un tiro per uno.

Questa, di prim'acchito, è la mia "opinabile opinione", ci sono senz'altro altre componenti che non vedo l'ora di leggere da voi! (anche a me farebbe piacere sepere l'opinione del nostro nuovo membro Nicolas, che saluto con piacere!)
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Messaggioda Ryno » sabato 11 dicembre 2004, 13:48

Sicuramente anche perchè a 5birilli la maggior parte dei tiri,con un buon avversario,li fai di calcio,e se vedi palla per poter fare i birilli l'avversaria deve toccare almeno una sponda mentre a pool il gioco è quasi sempre diretto.
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Messaggioda Claus72 » sabato 11 dicembre 2004, 14:20

[quote]
Sicuramente anche perchè a 5birilli la maggior parte dei tiri,con un buon avversario,li fai di calcio,e se vedi palla per poter fare i birilli l'avversaria deve toccare almeno una sponda mentre a pool il gioco è quasi sempre diretto.
[/quote]

Giusto...ma questo ragionamento va in fumo se lo applichi alla carambola a 3 sponde

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Messaggioda luigi » sabato 11 dicembre 2004, 14:36

Entrambe le opinioni, sia di efren che di Ryno, le trovo tutt'altro che "opinabili", anzi, sono molto concrete e condivisibili. In particolare  quanto dice efren rispecchia diverse cose che ho appena finito di inserire in quello che sarà uno dei miei prossimi interventi. Vi avviso comunque che non andrò per questo a variare quanto già scritto, quindi scusatemi sin d'ora per la ripetizione, ma sono osservazioni che anch'io ritengo valide e attendibili. Però di per sè non mi bastano a giustificare il divario di perfezionismo. Così come non mi basta quanto dice Ryno, pur se giusto, è vero che noi dobbiamo inviare una palla verso un preciso punto di sponda per fare i punti, ma il farlo correttamente dovrebbe comunque essere una questione di precisione ne più ne meno che inviare una palla "precisamente" verso una buca. Se una palla la tocchiamo nel punto preciso che la manda nel punto preciso di sponda dal quale la stessa poi si dirige precisamente nei birilli, il farlo dovrebbe avere lo stesso grado di difficoltà del toccare una palla nel punto preciso che la mandi nel punto preciso dove c'è la buca e "lì" si infili... rimanendoci. In fondo tutto il nostro "lavoro" attiene alla traiettoria che intercorre fra battente e aversaria, tutto il resto è... consequenziale. Preciso il primo tratto, preciso tutto il resto, impreciso il primo tratto... niente birilli e niente buca.

Ero tornato per modificare il testo, appunto per aggiungervi un accenno alla carambola, ma vedo che il mio "socio" mi ha preceduto, quindi...
Buona Domenica e Tutti

Scritto Da - luigi on 11 Dicembre 2004  13:38:55
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Messaggioda sinonparet » sabato 11 dicembre 2004, 14:44

Luigi, se ricordi, quando all'Olona abbiamo inziato il discorso, anche noi abbiamo parlato della questione del gioco in serie e tu, con riferimento allo snooker, mi avevi detto che effettivamente, se questi giocatori portano a segno le prime 2 o 3 steccate poi è quasi impossbile che sbaglino (efren parla anche lui di "entrare in steccata"). Che allora questa sia una variabile così importante? D'altronde anche noi dei birilli in allenamento, dopo 4 o 5 filotti consecutivi, acquisiamo una certa precisione e padronanza della steccata. Chissà poi se i nostri professionisti sono al corrente di queste enormi differenze di risultati tra le varie specialità??
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Messaggioda Ryno » sabato 11 dicembre 2004, 15:30

[quote]
è vero che noi dobbiamo inviare una palla verso un preciso punto di sponda per fare i punti, ma il farlo correttamente dovrebbe comunque essere una questione di precisione ne più ne meno che inviare una palla "precisamente" verso una buca. Se una palla la tocchiamo nel punto preciso che la manda nel punto preciso di sponda dal quale la stessa poi si dirige precisamente nei birilli, il farlo dovrebbe avere lo stesso grado di difficoltà del toccare una palla nel punto preciso che la mandi nel punto preciso dove c'è la buca e "lì" si infili... rimanendoci. In fondo tutto il nostro "lavoro" attiene alla traiettoria che intercorre fra battente e aversaria, tutto il resto è... consequenziale. Preciso il primo tratto, preciso tutto il resto, impreciso il primo tratto... niente birilli e niente buca.
[/quote]
Considera anche che nei biliardi internazionali,se l'avversaria tocca una sponda e la forza esce in modo leggermente diverso,o ti scappa magari un goccino d'effetto che a pool avresti comunque fatto buca,le traiettorie d'uscite possono risultare molto diverse........scusate,ma cerco di trovare i perchè.
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Messaggioda sinonparet » sabato 11 dicembre 2004, 18:15

Ryno, tutte le considerazioni che facciamo possono essere utili ma dobbiamo partire da un presupposto assoluto: un goccio d'effetto in + può scappare a me, a te o ad un pinco (per Roby panco, n.d.r.) pallo qualunque, ma nn dovrebbe e nn deve succedere ai professionisti. Loro sono i migliori al mondo in questo gioco e quindi la tecnica esecutiva deve essere un "momento di perfezione assoluta"! O magari nn sono così tecnicamente preparati come si spererebebbe che fossero?
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Messaggioda fabrisoft » sabato 11 dicembre 2004, 20:14

[quote]Così come non mi basta quanto dice Ryno, pur se giusto, è vero che noi dobbiamo inviare una palla verso un preciso punto di sponda per fare i punti, ma il farlo correttamente dovrebbe comunque essere una questione di precisione ne più ne meno che inviare una palla "precisamente" verso una buca. Se una palla la tocchiamo nel punto preciso che la manda nel punto preciso di sponda dal quale la stessa poi si dirige precisamente nei birilli, il farlo dovrebbe avere lo stesso grado di difficoltà del toccare una palla nel punto preciso che la mandi nel punto preciso dove c'è la buca e "lì" si infili... rimanendoci.  [/quote]

però c'è anche da considerare il fatto che la buca sta lì, il punto è univocamente identificato dalla sua posizione; nei 5 birilli siamo noi a dover scegliere il punto in cui mandare la palla e questo introduce una nuova variabile che, essendo scelta dall'essere umano, porta ad un ulteriore "possibile" errore che influenzerà la riuscita totale del tiro. Mi sbaglio?
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Messaggioda Spiderman » sabato 11 dicembre 2004, 21:44

Bene bene, la discussione sta decollando.. Su una cosa mi permetto di fare un appunto: qui si sta naturalmente parlando di livello di gioco molto alto, quello in cui, in teoria, potresti non sbagliare mai. A questo livello, secondo me, le difficoltà tecniche da specialità a specialità si equiparano. Cioè, un 147 a snooker può essere come 100 palle a pool continuo o tot carambole o l'equivalente ai birilli. Qui, a mio avviso, si parla di tenuta psicologica. Altro mini-appunto, il "goccino d'effetto" che "dovrebbe" esserti perdonato al Pool, in realtà perdona molto meno del previsto, lo dico per esperienza personale: quando sei fortunato (raramente) la palla va in buca lo stesso (dipende anche dallo scarto della stecca), ma l'effettino in questione 9 su 10 pregiudica il posizionamento per la successiva e la continuazione della serie. Cioè, anche se hai imbucato palla, hai sbagliato lo stesso.
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Messaggioda Ryno » sabato 11 dicembre 2004, 23:08

[quote]
Altro mini-appunto, il "goccino d'effetto" che "dovrebbe" esserti perdonato al Pool, in realtà perdona molto meno del previsto, lo dico per esperienza personale: quando sei fortunato (raramente) la palla va in buca lo stesso (dipende anche dallo scarto della stecca), ma l'effettino in questione 9 su 10 pregiudica il posizionamento per la successiva e la continuazione della serie. Cioè, anche se hai imbucato palla, hai sbagliato lo stesso.


[/quote]

Invece per mia esperienza personale quando tiri un piazzamento a pool,cerchi di farlo in una determinata zona del biliardo con un certo margine di tolleranza,che non è certo di una palla,mentre a 5birilli il goccettino d'effetto che sulla distanza potrebbe sviluppare anche solo la differenza di una palla potrebbe costarti persino una palla in mano(vedi garuffa,bricolla d'effetto ecc.),o un filotto mancato nel raddoppio o peggio una copertura ecc.



Scritto Da - Ryno on 11 Dicembre 2004  23:16:24
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Messaggioda Bruce » domenica 12 dicembre 2004, 0:14

x Sinonparet: VHS, sono VHS, le VHF sono le Very High Frequency, in pratica frequenze radio, ciao.  :D  :D
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Messaggioda luigi » domenica 12 dicembre 2004, 0:40

Una postilla al metodo di valutazione statistico.
Ho detto che la scelta di tiro non è oggetto di valutazione e così deve essere, ma comunque è ovviamente evidente che la stessa in qualche modo incide sul risultato finale. E’ chiaro che se il giocatore sceglie la soluzione con il maggiore coefficiente di difficoltà, più facilmente potrà sbagliare il tiro e quindi in tabella verrà segnato un “no”. Viceversa, se nella stessa situazione avesse optato per un tiro più facile, probabilmente quel no avrebbe potuto più facilmente diventare un “si”. Tutto ciò però, a mio avviso, non inficia il risultato statistico, in quanto la nostra valutazione verte solo sulla perfezione o meno del fattore esecutivo, se il tiro che è stato scelto viene eseguito bene prenderà un si, se viene sbagliato si beccherà un no. Alla fine si tirano le somme dei si e dei no. D’altra parte se la superiorità esecutiva delle altre specialità (vera o presunta che sia) fosse dovuta solo al fatto che Loro scelgono sempre il tiro più facile (sia esso per imbucare o per carambolare) denoterebbe comunque una superiorità da parte Loro se non nel puro e semplice fattore esecutivo, almeno sotto il lato strategico. Significherebbe infatti che “Loro” hanno capito in pieno la seconda antica regola (la "prima" è quella di... prendere palla) e la rispettano al massimo, regola che anche Noi sappiamo da sempre, ma che, evidentemente, non rispettiamo con altrettanto rigore, la quale recita: “A biliardo vince chi fa bene il... facile”. Comunque io non credo minimamente che gli altri eseguono meglio perché “scelgono” meglio, per me eseguono meglio perché hanno una superiore conoscenza tecnica e, anche qualora ci fosse parità di conoscenza, Loro hanno un superiore rigore applicativo di tale conoscenza. Rigore che attiene a tutto ciò che riguarda tutte quelle particolarità e sfumature che stanno alla base del fattore esecutivo e che è indispensabile rispettare, se si vuole che il risultato del tiro scelto si traduca poi in un concreto risultato ottimale.




Scritto Da - luigi on 11 Dicembre 2004  23:44:05
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