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break-palla 9

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break-palla 9

Messaggioda luigi » giovedì 14 ottobre 2004, 0:07

Immagine
Dedico questa foto, scattata con un tempismo perfetto, ai "fratelli" del Pool.
In essa vediamo il momento in cui il fuoriclasse Mike Siegel "Captain Hook" (Capitan Uncino), scaglia la sua bordata nel break d'apertura di una partita di Palla 9.
A parte il fatto di fare un omaggio agli appassionati di questa specialità, vorrei anche richiamare l'attenzione di tutti su di un particolare ben evidente nella foto. Guardate il puntale della stecca!!! Verrebbe da pensare che in America usano stecche di... gomma. Certo si sà che il tiro di apertura del Palla 9 è forse la steccata più violenta in assoluto fra tutte le specialità del biliardo, probabilmente compresa anche la carambola artistica, se però una deformazione simile, sia pur contenuta, avviene comunque anche su un "tre passate e mezzo", abbiamo un bel discutere di stecche... Come si fa a razionalizzare (o controllare) una simile flessione? Stecche che "sbandano"? Sic!

Qualche spunto di riflessione ci può venire anche dall'impostazione di Siegel. Molto alta, raccolta, braccio d'appoggio non disteso ma ripiegato, spalle parallele alla stecca, impugnatura avanzata... Per la parte di impostazione che "non si vede", cioè le gambe, posso cercare di descriverla in quanto ho un video dove proprio lo stesso Siegel spiega la tecnica del break d'apertura. In effetti il giocatore non resta immobile con il corpo durante le fasi di brandeggio, ma segue i movimenti di va-e-vieni della stecca, accompagnadoli con il corpo spostando il peso da un piede all'altro. In tal modo, sincronizzando i movimenti egli riesce ad abbinare al lancio della stecca anche lo slancio in avanti del peso del corpo, allo scopo evidente di enfatizzare al massimo la potenza impressa nella steccata. In pratica butta sulla palla battente non solo la stecca, ma anche... "se stesso". Probabilmente è da questa necessità di movimento del corpo e bilanciamento sui piedi, che deriva la necessità di mantenre una postura molto eretta e non piegata. Per eventuali errori od omissioni, ci rimettiamo agli Amici del Pool.



Scritto Da - luigi il 14 Ottobre 2004alle ore  00:27:18
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Messaggioda Ryno » giovedì 14 ottobre 2004, 8:05

Vorrei però invitare i poolisti a non imitare il Soggetto in questione,a meno che hanno azioni nella Gorina e nella Simonins :D
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Messaggioda mino » giovedì 14 ottobre 2004, 9:10

La spaccata... per me una brutta bestia.
Ovvero riesco ad ottenere una buona apertura iniziale e con spesso una o più biglie in buca.
Il problema è che quando utlizzo una stecca da break sento il tiro meno "naturale"e la biglia spesso mi salta fuori.
Dovrò lavorarci su.
Comunque voi che tipo di impostazione utilizzate per la spaccata?
Io mi avvicino con la bianca il più possibile alla sponda destra, appoggio la stecca sul bordo destro, la faccio passare tra l'indice e il medio della mano sinistra, e brandeggio,fino ad arrivare al tiro.

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Messaggioda Spiderman » giovedì 14 ottobre 2004, 12:48

Ciao a tutti
Luigi, la foto che hai pubblicato, molto bella, risale, presumo, a un bel pò di anni fa. Mike Siegel, uno dei più grandi di tutti i tempi, specialmente nel "Pool continuo", in questa figura spacca da una posizione intermedia tra il centro e la sponda lunga. Oggi il novantacinque per cento dei giocatori di buon livello posiziona la bianca per la spaccata a una decina di centimetri circa dalla sponda lunga, come fa notare Mino nel suo post.
Per quanto riguarda la posizione del vecchio Capitan Uncino, parte molto più basso sul tavolo, e proprio il movimento oscillatorio che descrive Luigi porta il giocatore ad elevarsi sullo slancio e ad essere quasi in piedi quando la bianca sta per arrivare al rombo.
Oggi, come dicevo, la tecnica di gioco si è perfezionata, e si è capito che non è necessario colpire la palla al 100% della forza (causando evidentemente scompensi nella precisione) ma è sufficiente un buon 75-80% (che è comunque una palla molto veloce) con maggiore attenzione al controllo della bilia battente.
La cosa più importante nella spaccata da palla 9 è fare sì che la bianca "muoia" al centro del tavolo dopo l'impatto con la bilia 1, palla di vertice del rombo. Infatti, ammettendo l'imbucata di una palla, la maggiore possibilità di "vedere" la 1 per iniziare la serie è logicamente dal centro del tavolo. Tantopiù che con la giusta forza nella maggior parte dei casi la 1 dopo il break si va a posizionare vicino ad una delle due buche d'angolo dalla parte del giocatore che spacca.
Per bloccare bene la bianca a centrotavolo è necessario che l'impatto con la 1 sia pieno, e che il giocatore non impartisca alcun effetto (specialmente sotto o in testa) alla battente.
L'impostazione maggiormente usata al giorno d'oggi, per riassumere, è comunque bassa (per mirare bene palla piena), tendenzialmente con mano su sponda lunga, stecca tra indice e medio e bilia a una decina di centimetri dalla sponda. Dopo lo slancio, il giocatore può trovarsi in piedi, magari con la gamba posteriore sollevata(Bustamante è quello che accentua più di tutti questo movimento che, non so come, aiuta..) oppure sempre abbastanza basso, in caso di break più controllato e "soft" (Cory Deuel, campione americano o Mika Immonen, finlandese campione del mondo 2001).
Solo su questo specifico tiro e sulle sue varianti si potrebbero scrivere pagine su pagine, ma credo di aver gia raggiunto il mio scopo, quello di fare addormentare tutti, quindi mi fermo qui. Se avete problemi d'insonnia, basta chiedere e passerò ad approfondire ulteriormente l'argomento...Immagine :)

A proposito, date un'occhio alla foto sulla homepage di Niels Fejien, uno dei più forti in Europa al momento (che ho avuto il piacere-dispiacere d'incontrare in gara un paio di mesi fa... :ferito: ). La sua posizione di slancio dopo il break appartiene al primo tipo da me tentato di descrivere...

www.nielsfeijen.nl

Claus, non hai niente in archivio? :)

Ciao, e buon pisolino...
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Messaggioda Claus72 » giovedì 14 ottobre 2004, 14:13

Be', caro il mio coterraneo (anca mi sun de zena) mi hai praticamente tolto le parole di bocca...

C'è stata una grande evoluzione nella tecnica della spaccata rispetto agli anni '60~'70, anche perchè c'è stato un cambiamento culturale dettato dalla televisione: il sopravvento della Palla-9 sullo straight pool (oltre all'avvento dell'orda orientale capitanati dal tuo eponimo Reyes  ;) ).

Allo straight pool la spaccata non è mai stato importante, o meglio, è importante ne senso inverso alla spaccata della palla 9: si cerca di aprire il meno possibile il gioco e cercare una difesa (tradizionalmente almeno) mentre a palla 9 si deve andare subito all'attacco (il rombo e le regole del gioco ti obbligano). Quindi quando la TV ha iniziato a interessarsi al pool l'occhio è caduto immediatamente sulla specialità più spettacolare (per i profani, quelli che ci siamo dentro sappiamo che non è così), ovviamente tutti i giocatori dell'epoca volevano fare la loro apparizione in TV e si sono adattati al gioco, e la prima teoria è stata (secondo me logicamente): se devo proprio aprire il gioco tanto vale farlo con la maggior forza possibile per avere la possibilità di chiudere. Da lì la tecnica di Siegel (magrolino e striminzito ma capace di sprigionare un'energia incredibile con l'aiuto del sincronismo di movimenti descritto de Efren) oppure la spaccata assolutamente muscolare e poderosa di un Mizerak.

E poi? E poi arrivarono i filippini, con una filosofia di gioco completamente diversa, votata completamente all'attacco, fondata sul controllo e la precisione. Fisicamente meno dotati degli americani dovettero sormontare l'ostacolo della spaccata con il cervello, ecco che allora la battente cominciò a spostarsi dal centro del tavolo per andare più vicina all'angolo, si cominciò a colpire senza effetto un pelo al di sopra del centro...e il resto lo ha già detto Efren.

Ecco qui la foto di Feijen che mostra lo slancio finale della sua spaccata.
Immagine

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Messaggioda billy » giovedì 14 ottobre 2004, 14:36

sembra un "angelo" da sci acrobatico,lo sci curverebbe a destra,ma la palla no?



Scritto Da - billy on 14 Ottobre 2004  14:39:36
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Messaggioda luigi » giovedì 14 ottobre 2004, 15:36

E' assolutamente esatta l'osservazione di Efren circa la datazione della foto di Siegel, infatti è dei primi anni '80. Il video invece, da cui ho tratto la sommaria descrizione dei movimenti delle gambe, è successivo e infatti in esso, Siegel, spiegando il break d'apertura, posiziona la palla molto più vicina alla sponda lunga ed effettua il tiro avendo la mano d'appoggio sulla stessa sponda lunga, esattamente come descrivono essere la tecnica attuale sia Efren che Claus.
Certo che guardando l'immagine di Feijen, mi è tornata in mente una frase che ho letto in un sito dedicato al Pool: "The pool player is like a dancer" (Il giocatore di pool è come un ballerino), tra l'altro ha pure una certa, vaga somiglianza con... Nureyev. Alla faccia della... "immobilità" esecutiva.
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Messaggioda sinonparet » giovedì 14 ottobre 2004, 22:03

Ah ah ah pensavo la stessa cosa io. Se lo vede Winkler gli piglia un coccolone!!
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Messaggioda Spiderman » venerdì 15 ottobre 2004, 15:03

Effettivamente, guardando le due foto in questa discussione, verrebbe da dire che nel pool l'immobilità esecutiva non è così importante. Naturalmente è il contrario: stare immobili, nel pool come in tutte le altre specialità, è fondamentale.
Va da sè che il tiro di spaccata è un tiro "anomalo", e tenere la posizione bassa e immobile fino a fine esecuzione sprigionando tale potenza è impossibile. Per questo si è compensato con una tecnica "a parte" per la spaccata, tramite la quale, con molto allenamento, si può ottenere un gesto in grado di unire alla potenza il controllo necessario.
Per l'imbucata, invece, l'immobilità è fondamentale, basti guardare i giocatori di snooker.
Un'ultima annotazione che può interessare non so quanti... Alcuni professionisti americani, per lo più della generazione di Siegel, avevano introdotto una tecnica chiamata "body English" (effetto col corpo), nella quale, per aumentare la dose di effetto, muovevano letteralmente tutto il corpo in orizzontale, nella direzione della rotazione desiderata. Alcuni di loro hanno ottenuto ottimi risultati (Keith "the Earthquake" McCready, che impersonò Gready Season del "Colore dei Soldi", il messicano Ismael Paez, vice campione mondiale 2000 e il gigante canadese Alain Martel, terzo ai mondiali 2001 e soprannominato "the Dancing Bear", l'Orso Ballerino, proprio per questa caratteristica), ma si tratta di una corrente atipica e "in estinzione", poichè inaffidabile e (anche) esteticamente sgradevole.
Alla prossima...
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Messaggioda Claus72 » venerdì 15 ottobre 2004, 15:30

Una piccola puntulizzazione: il body english non è nato nè è stato introdotto dalla generazione di Siegel (anni '70~'80), già Willie Hoppe ne parla nel suo libro, datato 1941. E la definizione credo sia stata coniata da Welker Cochrane, giocatore già in attività negli anni '20.
Comunque per tutti questi campioni questo era considerato un gravissimo difetto piuttosto che una tecnica esecutiva.

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