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Allenamento nelle varie specialità.

Area aperta a discussioni su qualsiasi argomento, anche extra-biliardo

Allenamento nelle varie specialità.

Messaggioda Gianni » giovedì 6 gennaio 2005, 13:19

:D Salve, visto che il tema "il famigerato 30%" é arrivato a quasi 150 post, e leggerle tutte sarebbe ormai molto difficile...ho pensato di aprire un nuovo tema, su una cosa a mio avviso molto importante e che influenza sicuramente il "Famigerato 30%"

Forse la differenza tra le varie specialità…..sta nell’allenamento?
Vi sono tre situazioni per cui un giocatore si trova al tavolo:
1)        Il giocatore, si allena da solo al tavolo, di tanto in tanto con il suo allenatore.
2)        Il giocatore, gioca con un avversario in allenamento, simulando il torneo.
3)        Il giocatore, partecipa a un torneo.

4)        Ve ne sarebbe una quarta situazione, che però io scarto completamente, il giocatore, gioca a soldi con un avversario. Questo non centra per niente con il biliardo sportivo e ci riporta come sempre al cliscè(si scrive così?): fumo, alcol, gioco d’azzardo e malvivenza.

Qual'è la percentuale per la vostra disciplina? E la vostra filosofia?

Ciao
Gianni
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Messaggioda Gianni » giovedì 6 gennaio 2005, 13:23

;)  Incomincio io, da parte mia per il Pool: il tempo che passo al tavolo é cosi diviso:
40% insegno, nella mia scuola di Pool ed in vari club.
Il restante 60% é diviso cosi    
30% allenamento da solo
0%  gioco con avversario
30% partecipo a tornei.
Come si può vedere....o mi alleno da solo o faccio sul serio partecipando a tornei. Sono dell'idea che giocare ...ore su ore con giocatori poco motivati non aiuti a migliorare a nessuno dei due.
Gianni
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Messaggioda dffmade » giovedì 6 gennaio 2005, 16:20

Il mio tempo sul tavolo e' cosi' suddiviso:
- 95% mi alleno da solo utilizzando anche video e schemi di lavoro e allenamento preparati con l'aiuto del mio allenatore;
- 5%  gioco con un avversario che purtroppo non e' mai all'altezza.
Questo e' quanto sono costretto a fare in Cina, dove non esistono purtroppo gicatori di medio-alto livello e i risultati sono purtroppo poco soddisfacenti nel pool da torneo (palla 8-9-continuo) ed e' per questo che mi sono dato interamente al pool artistico nel quale vedo dei miglioramenti enormi, giorno dopo giorno.

Quando ero in Italia e avevo la possibilita' di partecipare a tornei o di confrontarmi con avversari degni di nota le percentuali erano queste:
- 45% allenamento con il mio allenatore;
- 45% partite con avversari di livello superiore al mio;
- 10% partecipazione a gare, tornei e campionati.
I risultati in questo caso erano piuttosto buoni nel gioco del pool, anche se passato un certo livello i miglioramenti sono moooooolto dilazionati nel tempo.

Il fatto di giocare con un avversario, a differenza dell'allenamento da soli, permette durante quei momenti di "relax" mentre tira l'avversario, di ragionare e riflettere sugli errori commessi, sia da se stessi che dall'avversario, anche se questo e' un novizio, e in questa maniera si puo' avere qualche spunto in piu' per il proprio gioco.
In sostanza credo che nei giochi dove sia richiesto il confronto diretto con un;avversario siano importanti tutte e tre le fasi di cui parlava gianni in quanto da ognuna si puo' ottenere un miglioramento, che nel caso di giocatori di livello medio alto (dalla 2^ cat in su) avviane molto lentamente.
C'e' da aggiungere che allenandosi da soli, specialmente nel pool che richiede una concentrazione costante per tutte e nove le palle, e' difficile mantenere la concentrazione per molto tempo, ad esempio allenandomi a pool continuo da solo dopo il 3^ triangolo inizio a perdere la concentrazione e l'allenamento diventa un disallenamento, quindi richiede qualcosa di diverso, che possa liberare la mente per quei 5 minuti che servono per riprendere la concentrazione. Quindi qui si spiega la necessita' del confronto (o allenamento in coppia) con un avversario che ovviamente deve essere motivato quanto noi ad allenarsi.
Il resto viene da se'.....
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Messaggioda Gianni » sabato 8 gennaio 2005, 16:49

:D  :D  Un giocatore dalla Svizzera e uno dalla Cina :D  :D

A quanto pare siamo gli unici due che si allenano da soli, e entrambi nel Pool.

E i giocatori di birilli.....??????
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Messaggioda dffmade » sabato 8 gennaio 2005, 16:59

e Claus dove lo metti? S.Domingo! pensa che io e lui siamo a 12 ore nette di fuso!!!
lui pero' ha dei validi giocatori da sfidare!!!
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Messaggioda Ryno » sabato 8 gennaio 2005, 17:13

Inizio io come 5birillista,la mattina generalmente gioco da solo cercando di migliorare soprattutto i miei punti deboli,un'oretta circa.
Il pomeriggio fino ad un mesetto fà,facevo sempre almeno 6 ore di cartiata,adesso un pò perchè gli avversari abituali mi evitano(sono antipatico :D ),un pò perchè ho capito che per rendere di più in gara è meglio la partita in allenamento..........quindi ho optato accontentandomi di qualche partitella pomeridiana della durata al massimo di 2 ore con avversari competitivi che trovo raramente in sala,se no preferisco dare vantaggi superiori di quel che potrei in realtà(la posta in gioco è solo l'orario ovviamente),ciò mi serve come stimolo per giocare concentratissimo ed al massimo delle mie capacità.
Gare invece preferisco farne non più di 2 al mese.
Le percentuali adesso fatele voi,non sono bravo a fare le statistiche.

Scritto Da - Ryno on 08 Gennaio 2005  22:48:25
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Messaggioda gt » domenica 9 gennaio 2005, 11:19

io personalmente gioco quasi tutti i gg 1/2 orette da solo per cercare di affinare sempre piu' i conteggi e le varie steccate. capisco anche che per mettere in pratica tutte queste cose bene quando si e' sotto pressione bisogna essere allenati a giocare con gente piu' forte di te...
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Messaggioda sinonparet » domenica 9 gennaio 2005, 11:33

Sarebbe interessante ( e l'ho già chiesto almeno 4 o 5 volte in altre occasioni) sapere quando giocate da soli che tipo di trainig effettuate e se seguite un iter specifico pre-ordinato... Qui se Ghost volesse dire la sua come giocatore di birilli nn sarebbe male  ;)
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Messaggioda amelie » domenica 9 gennaio 2005, 19:18

Ma qualcuno di voi lavora??!!!
Quando sento di gente che si allena mattina e pomeriggio mi vengono i brividi!!!!
Io personalmente, visto il poco tempo che ho, cerco di acaparrarmi qualche prima del mio csb e di fare un po' di partite..... ci scappa sempre qualcosa di nuovo! Poi, il giorno dopo o la sera stessa mi fermo un'oretta a provare questo qualcosa di nuovo.... si sa mai che mi entri in testa!
Un bacio belli!

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Messaggioda Spiderman » lunedì 10 gennaio 2005, 13:41

Eccomi qua. A sentire i ritmi di allenamento di quasi tutti voi, specialmente i miei colleghi poolisti, mi sento un po’ in imbarazzo. Devo premettere che questo per me è un anno particolare, perché mi sto finalmente laureando (difficile riprendere gli studi dopo averli lasciati per quattro anni…), e ho deciso di trascurare un po’ l’impegno agonistico (soprattutto dal punto di vista psicologico), per privilegiare la fine del mio “calvario accademico”. Così, per quest’anno, faccio meno gare, sia nazionali che europee, e più che allenarmi gioco per relax. Confesso che non vedo l’ora di terminare i miei studi anche per recuperare la capacità di concentrazione sul tavolo che avevo prima e ora, con la laurea “in sospeso”, sembra venire meno.
Comunque, in “tempi normali”, il mio ritmo di allenamento è comunque inferiore a quello che dovrebbe, sia come qualità che come quantità. Non ho un allenatore, e mi piacerebbe averlo (uno “alla Gianni”, che nella mia città non c’è..). Prima delle gare, una o due settimane, a seconda dell’importanza dell’impegno e del tempo a disposizione, faccio un paio d’ore di tecnica da solo al pomeriggio (con schede di allenamento) e partita la sera, se posso. Sennò, comunque almeno un paio di volte la settimana cerco di prendermi il tavolo da solo per esercitarmi su tiri che mi capita di sbagliare. Periodicamente, “revisiono” l’impostazione, un “tagliando” ogni tanto aiuta, anche se pensi di essere messo bene. Inoltre, cerco di tenermi sempre informato leggendo articoli su Internet, sul Mental Game e cercando di imparare sempre di più.
Bella anche questa discussione! Saluti...
Spiderman
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Messaggioda Gianni » lunedì 10 gennaio 2005, 15:51

:D Ciao a tutti

X Amelie: Si, io lavoro regolarmente le mie otto ore al giorno......purtroppo..... Le mie percentuali si basano su circa due ore al giorno, mentre al fine settimana gioco quasi sempre in gara, e normalmente gioco ......... abbastanza a lungo ;)
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Messaggioda amelie » lunedì 10 gennaio 2005, 16:15

Ciao Gianni!
Ti ho appena scritto anche di là.... nella sezione che riguarda il triatlon!
Certo che i tuoi livelli devono essere ottimi, visto anche che insegni.
Credo che a pool sia più facile, o meglio, meno stancante giocare da solo in quanto il gioco di serie facilita un po' questa cosa (correggimi se sbaglio ok?) mentre all'italiana, a meno che uno non sia un fenomeno e voglia dedicarsi anima e corpo, è difficile tenere duro a lungo da soli. Un conto è fare esercizi su porzioni e punti palla, un'altro è provare un tiro particolare che comporta, ad ogni esecuzione, il riposizionamento delle bilie. Dopo un po' hai bisogno dell'avversario. Non sto criticando il giocare da soli, per carità, come ho scritto prima lo faccio anch'io a volte, però credo che sia diverso tra internazionale e pool.
Poi sai, biliardo per me vuol dire anche socializzare, compagnia, uscire per incontrare gente e quindi molte volte hai voglia di liberare un po' di stress e divertirti senza starci troppo giù con la testa ..... ma qui non parliamo più di allenamento!
Cmq vedo che anche tu concili lavoro e biliardo!
Un bacio.


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Messaggioda luigi » lunedì 10 gennaio 2005, 19:15

Girovagando in Internet, tempo fa, casualmente, trovai un sito in cui il giocatore americano Paul Gerni, famoso principalmente nel circuito dei trick shot, elencava una serie di regole per giocare a biliardo, una delle quali era: “Non è l’allenamento che rende perfetto il giocatore, quanto il… “perfetto” allenamento”. Evidentemente con ciò voleva dire che non dipende tanto dal numero di ore che uno dedica ad allenarsi che lo fa progredire, quanto dal “modo” o metodo con cui uno si allena in quelle ore. In fondo questo “metodo” è appunto quanto, da tempo, va chiedendo sinonparet... senza per altro ricevere risposte soddisfacenti, ne aspettatevi, proseguendo la lettura, che sia io a dargliele e non certo perché “non voglio”, quanto perché “non saprei che dirgli”.
Tutt’al più mi sento di dare due suggerimenti che forse sembreranno banali, ma che forse banali non sono: 1° anche quando giocate da soli posizionate tutti i birilli, non cedete alla pigrizia di non metterli, certo è una bella rottura ogni volta rimetterli in piedi, però è importante farlo per non perdere il riferimento “visivo” del castello (mettere solo “il rosso” NON basta); 2° provando una giocata, posizionate le bilie nel modo “peggiore” possibile, sempre in riferimento comunque alla giocata che volete eseguire. Mettete le bilie sempre lontane e la battente sempre abbastanza vicina alla sponda. Il perché è ovvio, se ne acquisite la padronanza nelle condizioni peggiori, poi il “facile” lo farete… “quasi” facilmente. Se Vi sembrano banalità, fate come preferite, io però non le sottovaluterei.
Sempre in tema di allenamento, una volta Consagno, personaggio simpaticissimo e spassoso, disse che Lui per allenarsi giocava anche molte partite con i più scarsi della sua sala. “Più scarsi sono, meglio è”. Giorgio Colombo, presente alla discussione, si meravigliò di quella affermazione, sostenendo che così non si impara nulla, ma che è giocando con quelli forti che si migliora. “Certo - replicò Peppino - lo so, però in questo modo… vinco sempre, e “vincere” fa bene! Fa bene al morale, poco importa se hai battuto uno scarso. Vincere “sempre” fa “comunque” bene”.
Quella di Consagno era probabilmente soltanto una battuta, ma a pensarci bene, in fondo non è nemmeno tanto sballata, forse c’è del sano buon senso spicciolo in questa cosa.
D’altra parte, Lotti nei suoi commenti televisivi non ripeteva spesso che: “Il Biliardo è questione di morale”? E niente da più morale del… vincere.
Comunque, al di là dell’aneddoto di Consagno, credo che il discorso sull’allenamento sia estremamente importante ed interessante, ma anche di difficile trattazione, in quanto non mi sembra proponibile una metodica “universale”, cioè uguale per tutti, anzi, forse la stessa dovrebbe essere estremamente personalizzata, in base alle singole caratteristiche e soprattutto al singolo livello di capacità.
Infatti, per tornare al concetto di “perfetto allenamento”, consigliato da Gerni, è ovvio che se un giocatore, il quale abbia dei difetti, diciamo, “strutturali” e, malgrado questi, si alleni ore al tavolo, provando e riprovando sistemi, tiri o quant’altro, ma senza però focalizzare il suo esercizio al superamento di quei difetti, non solo non farà un perfetto allenamento, ma addirittura quelle ore saranno negative, in quanto altro non farà che rendere cronici i suoi difetti. Quindi, come si può ragionevolmente suggerire delle metodiche, senza prima vedere “com’è messo” colui che poi seguirà tali metodiche?
Il farlo “a scatola chiusa”, comporta anche l’assumersi una certa dose di… “responsabilità”.

PS Fra la ventina di regolette elencate da Gerni, spiccava anche la seguente:
"LA FORTUNA E' IL PEGGIOR NEMICO DEL GIOCATORE"

Chissà che forse anche su "questo" varrebbe la pena di spendere due parole...
 




Scritto Da - luigi on 10 Gennaio 2005  19:34:59
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