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bilanciatura stecca

Tecnica, tattica, sistemi e materiali di gioco

Messaggioda Bruce » mercoledì 1 dicembre 2004, 17:39

Sono talmente tante le variabili che se uno ci sta dietro va al manicomio.
Certo che dipendono dalla sbracciata del giocatore, non tutte le stecche sono unguali però, io avevo una stecca artigianale, per il mio braccio di allora era ingovernabile, tiravo a bloccare la palla e la battente tornava addirittura indietro. Se avesse avuto i pesi, ne avrei tolto qualcuno, siccome il manico era legno massiccio ho dovuto darla via, avrei dovuto cambiare troppo il mio modo di giocare, ciò vuol dire che anche l'attrezzo è importante, se uno ha "il braccio" giusto può giocare anche con la stecca della stecchiera e gioca bene comunque.



Scritto Da - Bruce on 01 Dicembre 2004  16:40:39
Bruce
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Messaggioda uass222 » giovedì 2 dicembre 2004, 11:01

Riporto dal vecchio forum di biliardo web un post del mitico al cavin

Salve a tutti,
sono toscano, gioco da 40 anni (benino, ma niente di più) a 5 quilles e goriziana, per passione e per sport, ho visto giocare e conosciuto personalmente grandissimi giocatori che hanno frequentato le sale della mia città (Firenze).
Dal mitico Emilio Biagini, allo Scuro, al Cappelli ..fino a Cifalà, al grande scomparso Nocerino a Zito, Martinelli e tanti altri, ma....nessuno mi ha mai risposto la stessa cosa a queste mie precise domande....

voi che cosa rispondereste????

grazie e ciao a tutti

Al


Una stecca:

colpisce più dritta (sbanda meno) se
è più lunga (1) o più corta (2)………………………………….
è più pesante (1) o più leggera (2)…………………………….
ha la punta di carbonio (1) o kevlar (2) o legno (3)………………….
È bilanciata più vicino al manico (1) o più vicino alla punta (2)…….


Trova più colpo (ferma meglio la battente) se
è più lunga (1) o più corta (2)………………………………….
è più pesante (1) o più leggera (2)…………………………….
ha la punta di carbonio (1) o kevlar (2) o legno (3)…………………
È bilanciata più vicino al manico (1) o più vicino alla punta (2)…….


Spinge (fa correre più l’avversaria) di più se
è più lunga (1) o più corta (2)………………………………….
è più pesante (1) o più leggera (2)……………………………..
ha la punta di carbonio (1) o kevlar (2) o legno (3)…………………
È bilanciata più vicino al manico (1) o più vicino alla punta (2)…….





Trova più effetto (fa girare di meglio la battente) se
è più lunga (1) o più corta (2)………………………………….
è più pesante (1) o più leggera (2)……………………………..
ha la punta di carbonio (1) o kevlar (2) o legno (3)…………………
È bilanciata più vicino al manico (1) o più vicino alla punta (2)…….



a ciascuna risposta mettete una x se reputate che la risposta sia: indifferente.

Al cavin


Da qualche parte avevo anche salvato un altro post dove al cavin spiegava come la pensava in merito e voi...

Ciao a tutti
uass222
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Messaggioda Bruce » giovedì 2 dicembre 2004, 11:28

E quì si chiude la discussione.  :D
Se tutti rispondiamo con delle domande non ce la caviamo più. E che domande !! :boh: !
Bruce
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Messaggioda uass222 » giovedì 2 dicembre 2004, 20:43

Eccola !!!!Era sul pc di casa la riporto pari pari ringraziando Al Cavin sperando possa essere d'aiuto..
Ciao a tutti




.....torno a ripetere che ciò che dirò è soltanto un parere personale e che quindi non tutti possono essere d'accordo, resta il fatto che anche se non sono mai stato un campione sono quasi 40 anni che gioco ed è dimostrato che anche i più ostinati dopo tanto tempo qualcosa imparano.quindi:Il bilanciamento è una cosa personale,serve a colmare lacune o ad esaltare caratteristiche proprie. Da ciò che ho potuto (o creduto) di capire in molti anni occorre seguire alcune regole elementari. 1) la stecca deve essere bilanciata in funzione della propria impostazione: le persone molto alte e con le braccia lunghe è chiaro che bilanceranno la stecca più indietro rispetto ai giocatori più bassi che, per avere una posizione di equilibrio corretta, dovrebbero giocare con stecche più corte o bilanciate più in avanti. In genere i pesi scorrevoli all'interno del manico dovrebbero essere distribuiti nella zona delle impugnature. Come si sa infatti l'impugnatura cambia in funzione del tiro: tiri di precisione più vicina alla punta, tiri di potenza più vicina al manico.Credo di poter affermare che occorra trovare il giusto compromesso seguendo questi principi fondamentali:
1) con una stecca bilanciata in avanti è più facile colpire dritto, ma spinge meno la palla avversaria e ferma meglio la battente.
2)una stecca bilanciata indietro è più reattiva sulla palla avversaria che corre di più e acquisisce più effetto indotto.

Due parole in merito al peso:più peso= più precisione (teoria dei fucili da gara) ma minor controllo per i giocatori "normali";
minor peso = più velocità di esecuzione quindi possibilità di eseguire colpi più difficili.
E' chiaro che, come accade in ogni sport dove entra in gioco un attrezzo, colui che riesce a maneggiare l'attrezzo più pesante con grande velocità, ha più potenza e quindi maggior varietà di tiri.Concludo queste mie esternazioni (ripeto molto personali) con un consiglio:non esiste la stecca perfetta!la stecca migliore è un compromesso di lunghezza, peso e bilanciatura che esaltano le proprie doti e limitano le proprie defezioni.Quindi un medio giocatore dovrà crearsi una stecca che non ecceda in nessuna delle caratteristiche che riporto qua sotto:Peso: da 590 a 640 grammibilanciatura da 37 a 41cm a partire dal gommino del manico.Consiglierei per il puntale come materiale il Kevlar perchè lo reputo il più facile e cioè quello che "perdona" più degli altri eventuali errori.bene porgo un cordiale saluto
Al Cavin
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Messaggioda Bruce » venerdì 3 dicembre 2004, 20:06

Perfetto, meglio di così non si poteva descrivere, alla fine, in parole più dettagliate è la stessa cosa che ho scritto io.
Bruce
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Messaggioda Bruce » mercoledì 15 dicembre 2004, 8:55

E buttate via le pinze ......
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Messaggioda luigi » mercoledì 15 dicembre 2004, 14:52

E’ la prima volta che intervengo in una discussione che ha per oggetto la stecca, in precedenza non l’ho mai fatto perché non sono in grado, per mia ignoranza, di dare giudizi, pareri o valutazioni sull'argomento, quindi rispettando l’aurea regola: “Se non hai niente da dire o se non sai cosa dici... sta zitto”, così ho fatto. Devo anche dire che avendo avuto occasione di frequentare alcuni costruttori, trovo assai più competenza e “scientificità” negli scritti di Claus di quanta ne abbia mai riscontrata presso coloro che le stecche le produco. Premesso questo, intervengo per la prima volta in quanto un precedente scritto di Bruce mi ha suggerito una riflessione sulla quale mi piacerebbe sentire il Vostro parere. Bruce diceva: “tiravo a bloccare la battente e questa tornava addirittura indietro, viste queste risposte, non avendo modo di “lavorare” sull’attrezzo, ho dovuto cambiare la stecca, in quanto adattarvisi, avrebbero richiesto da parte mia uno stravolgimento del mio modo di giocare”. La domanda è: “Ha fatto bene, oppure sarebbe stato meglio fare il sacrificio di adattamento? Cioè, adattare il braccio alla stecca o viceversa? Esprimo la mia riflessione e poi aspetterò le Vostre (se vorrete darne). La mia riflessione-domanda è questa: dato che attaccando nel suo punto solito la battente e con la sua solita steccata, la palla invece di fermarsi, come si aspettava Bruce, retrocedeva, non è che si possa anche pensare che quella stecca aveva qualcosa “in più” di quella da Lui usata abitualmente? Certo quel qualcosa in più (ammesso ci fosse), giustamente come dice Bruce, avrebbe richiesto un adattamento da parte Sua, variazione del punto di attacco, variazione nella steccata, però, una volta fatto il sacrificio, non poteva anche essere che con quella stecca, per giocare lo stesso colpo a fermare la propria, si potesse attaccare la battente un poco più in alto o con minore sforzo e questo avrebbe potuto rivelarsi un vantaggio? Oppure no?
Visto che ci sono, sempre in tema di stecche, vorrei sottoporvi un’altro quesito. Tempo fa un pomeriggio che andai nella sala che Giorgio Colombo gestiva in quel di Codogno, lo vidi che armeggiava con una specie di smerigliatrice, lavorando sul gommino all’estremità del calcio. Ovviamente gli chiedo cosa cacchio sta facendo. Risposta: “Me l’ha detto Carlo (Cifalà – a quei tempi entrambi militavano nella Dyko), gli ho chiesto come mai il “suo” tappino fosse così basso e Lui mi ha detto che così la stecca... “cambia” (in meglio ovviamente) di parecchio. Ho provato e in effetti c’è qualcosa di diverso” “Diverso come?” chiedo io “Qualcosa di meglio, sento che così la stecca ha una risposta diversa da prima e migliore, è meglio....” I puntini finali non stanno a significare che non voglio dirvi cosa fosse questo meglio, stanno a significare che la spiegazione del  caro Giorgio finì lì. Una settimana fa, finale gara Olona, ho rivisto Giorgio, ora gioca con un’altra stecca (credo una Cittadino), ma il tappino anche di questa è ridotto ad un sottile strato, cioè l’ha limato anche su questa. Questa annotazione-aneddoto Ve la vendo come l’ho “comprata”, altro non so, forse sarebbe il caso che in nostro buon Sinon si lanciasse in una pressante azione di “tampinamento” di Giorgio sino a... fargli sputare il rospo per intiero, se ci riesce. Magari ne butta qualche suggerimento utile, chissà... Forse è solo una delle tante “invenzioni” di Cifalà, quel che però mi mette in sospetto è che Giorgio, conoscendolo, non ha le stesse “manie” (o supposte tali) di Carlo, Lui bada “al sodo”, se una cosa gli porta vantaggio la tiene, se no la molla, quindi, se la cosa la fa e continua a farla su qualsiasi stecca con cui gioca, vuol dire che “realmente” vi ha riscontrato un qualcosa di meglio. Bhò, speriamo nell’arte diplomatica di Rino.
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Messaggioda Bruce » mercoledì 15 dicembre 2004, 15:27

Hai perfettamente ragione Luigi, ci ho provato a cambiare modo di giocare, purtroppo da autodidatta e con scarsi risultati, se mi fossi affidato a qualche giocatore, con un poco di scuola ne avrei tratto vantaggio, era una stecca che aveva qualcosa in più ma non si gemellava al mio braccio.
Per quanto riguarda il girello, anche io lo preferisco molto basso, mi da più sicurezza sui tiri, come se la stecca avesse più sensibilità.
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Messaggioda luigi » mercoledì 15 dicembre 2004, 16:40

Bruce (o anche x sinon se legge) c'è un equivoco, il discorso su Colombo, non riguardava il "girello", cuoietto o gommino sul puntale. E' riferito proprio al gommino che c'è "in fondo" al calcio della stecca, quello che si appoggia a terra. Sul girello sono d'accordo anch'io che è preferibile basso, una volta (ma credo ancora ora) c'era il detto: "Il girello è "buono" quando... è ora di cambiarlo".
Rino, ricordati, nella Tua "missione" esplorativa presso Colombo, fatti mostrare la sua stecca e guarda il tappo di gomma sul calcio del manico, dopo di che... indaga.
Fidati, quanto ho detto risponde a verità (per strana che appaia, è così).



Scritto Da - luigi on 15 Dicembre 2004  15:43:15
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Messaggioda ares » mercoledì 15 dicembre 2004, 17:11

non centra del tutto col discorso, ma avete mai pensato di appesantire o allegerire la vostra stecca?
dovrei comprare dei pesi per provare una cosa dettami da un mio amico, voi sapete dove si acquistano?
la mia stecca è una LM ma andare fino a moncalieri per due pesini è poco, anzi, pochissimo conveniente

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Messaggioda Roby » mercoledì 15 dicembre 2004, 17:24

[quote]
non centra del tutto col discorso, ma avete mai pensato di appesantire o allegerire la vostra stecca?
dovrei comprare dei pesi per provare una cosa dettami da un mio amico, voi sapete dove si acquistano?
la mia stecca è una LM ma andare fino a moncalieri per due pesini è poco, anzi, pochissimo conveniente

Ares
[/quote]
Ragazzi ci e' cascato ancora ...
Le cose credo siano andate cosi':
Cico ha dato la "dritta" ad Ares e deve avegli detto piu' o meno che appesantendo la sua stecca di un buon mezzo chilo ... ecc. ecc. bla bla bla ...
ed Ares naturalmente ha abboccato ed ora guardatelo ........ sta cercando 2 pesini da 250 grammi l'uno ... :D

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Messaggioda ares » mercoledì 15 dicembre 2004, 17:31

ma dove è che cico mi ha scritto di appesantire la stecca?????
la sua stecca peserà forse 510 grammi in quanto il suo braccio è perfetto....

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Messaggioda amelie » mercoledì 15 dicembre 2004, 17:31

Ciao a tutti.... premetto che di stecche e di bilanciature non ne capisco una emerita mazza!
Quello che vi posso dire è che la stecca che usavo prima di tornare all'Alcalde era una DUBLEL a parere dei sapienti molto bella cmq. L'unica cosa che a me non riusciva di concepire era il fatto che fosse molto pesante "davanti", quando ho chiesto di alleggerirla mi è stato detto che quella stecca per andare bene doveva essere bilanciata così. Un'altro socio del circolo che l'aveva acquistata insieme con me ha invece tentato di spostare pesi avanti e indietro ottenendo risultati sempre peggiori. Alla fine quello che avevo era una stecca troppo pesante, bella ma troppo pesante poi un giorno mi è venuto il pallino di riprovare la mia Alcalde e..... ma questa è un'altra storia.
Nel mio circolo cmq c'è gente (come ho già scritto altre volte) che passa la giornata a mettere, togliere e spostare pesi quando poi magari deve tirare una misurissima e impugna la stecca in fondo e per tirare una dritta la prende a tre quarti di manico! E allora? A che serve?
Io veramente parlo da profana, mi fido di quello che mi dicono i saggi del mio circolo, credo che la bilanciatura della stecca non sia proprio una cosa da fare "su misura" come un vestito per il proprietario.... credo che una stecca va bene se è bilanciata bene. Poi certo è che dipende un po' anche dal nostro braccio, se di natura siamo già dotati di un gran colpo è inutile che cerchiamo una stecca che ci dia ancora più colpo e viceversa.

Prezzemolina.....

Amelie

Scritto Da - amelie on 15 Dicembre 2004  16:45:49
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Messaggioda Roby » mercoledì 15 dicembre 2004, 17:44

Dolce Amelie, parola sante e sagge le tue ...
Quando presi la mia FB chiesi ... e la risposta fu una domanda:

quando cambi le gomme della macchina le bilanci quando le monti e poi basta o vai dal gommista tutte le mattine a ribilanciarle ?

Roby

Scritto Da - roby on 15 Dicembre 2004  16:51:40
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Messaggioda Ryno » mercoledì 15 dicembre 2004, 18:09

[quote]
E’ la prima volta che intervengo in una discussione che ha per oggetto la stecca, in precedenza non l’ho mai fatto perché non sono in grado, per mia ignoranza, di dare giudizi, pareri o valutazioni sull'argomento, quindi rispettando l’aurea regola: “Se non hai niente da dire o se non sai cosa dici... sta zitto”, così ho fatto. Devo anche dire che avendo avuto occasione di frequentare alcuni costruttori, trovo assai più competenza e “scientificità” negli scritti di Claus di quanta ne abbia mai riscontrata presso coloro che le stecche le produco. Premesso questo, intervengo per la prima volta in quanto un precedente scritto di Bruce mi ha suggerito una riflessione sulla quale mi piacerebbe sentire il Vostro parere. Bruce diceva: “tiravo a bloccare la battente e questa tornava addirittura indietro, viste queste risposte, non avendo modo di “lavorare” sull’attrezzo, ho dovuto cambiare la stecca, in quanto adattarvisi, avrebbero richiesto da parte mia uno stravolgimento del mio modo di giocare”. La domanda è: “Ha fatto bene, oppure sarebbe stato meglio fare il sacrificio di adattamento? Cioè, adattare il braccio alla stecca o viceversa? Esprimo la mia riflessione e poi aspetterò le Vostre (se vorrete darne). La mia riflessione-domanda è questa: dato che attaccando nel suo punto solito la battente e con la sua solita steccata, la palla invece di fermarsi, come si aspettava Bruce, retrocedeva, non è che si possa anche pensare che quella stecca aveva qualcosa “in più” di quella da Lui usata abitualmente? Certo quel qualcosa in più (ammesso ci fosse), giustamente come dice Bruce, avrebbe richiesto un adattamento da parte Sua, variazione del punto di attacco, variazione nella steccata, però, una volta fatto il sacrificio, non poteva anche essere che con quella stecca, per giocare lo stesso colpo a fermare la propria, si potesse attaccare la battente un poco più in alto o con minore sforzo e questo avrebbe potuto rivelarsi un vantaggio? Oppure no?
Visto che ci sono, sempre in tema di stecche, vorrei sottoporvi un’altro quesito. Tempo fa un pomeriggio che andai nella sala che Giorgio Colombo gestiva in quel di Codogno, lo vidi che armeggiava con una specie di smerigliatrice, lavorando sul gommino all’estremità del calcio. Ovviamente gli chiedo cosa cacchio sta facendo. Risposta: “Me l’ha detto Carlo (Cifalà – a quei tempi entrambi militavano nella Dyko), gli ho chiesto come mai il “suo” tappino fosse così basso e Lui mi ha detto che così la stecca... “cambia” (in meglio ovviamente) di parecchio. Ho provato e in effetti c’è qualcosa di diverso” “Diverso come?” chiedo io “Qualcosa di meglio, sento che così la stecca ha una risposta diversa da prima e migliore, è meglio....” I puntini finali non stanno a significare che non voglio dirvi cosa fosse questo meglio, stanno a significare che la spiegazione del  caro Giorgio finì lì. Una settimana fa, finale gara Olona, ho rivisto Giorgio, ora gioca con un’altra stecca (credo una Cittadino), ma il tappino anche di questa è ridotto ad un sottile strato, cioè l’ha limato anche su questa. Questa annotazione-aneddoto Ve la vendo come l’ho “comprata”, altro non so, forse sarebbe il caso che in nostro buon Sinon si lanciasse in una pressante azione di “tampinamento” di Giorgio sino a... fargli sputare il rospo per intiero, se ci riesce. Magari ne butta qualche suggerimento utile, chissà... Forse è solo una delle tante “invenzioni” di Cifalà, quel che però mi mette in sospetto è che Giorgio, conoscendolo, non ha le stesse “manie” (o supposte tali) di Carlo, Lui bada “al sodo”, se una cosa gli porta vantaggio la tiene, se no la molla, quindi, se la cosa la fa e continua a farla su qualsiasi stecca con cui gioca, vuol dire che “realmente” vi ha riscontrato un qualcosa di meglio. Bhò, speriamo nell’arte diplomatica di Rino.



[/quote]

Infatti qualche spettatore(e pure qualche avversario bastonato :D )mi racconta che durante le sue leggendarie sedute,Cifalà all'inizio andando un pò lungo nelle misure aggiungeva(sembra strano,ma aggiungeva peso invece di toglierlo)un giro di nastro adesivo nel calcio della stecca proprio in prossimità del gommino,questo fin quando l'avversaria non rimaneva perennemente per ore ed ore :ferito:  sempre in mezzo ai birilli.
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