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sbracciata

Tecnica, tattica, sistemi e materiali di gioco

Messaggioda Claus72 » giovedì 9 settembre 2004, 12:43

E questa da dove l'hai tirata fuori, Rino con la "i"?

Non sarà che si riferisce alla penetrazione?
Claus72
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Messaggioda luigi » giovedì 9 settembre 2004, 17:15

Per quanto riguarda la “meccanica esecutiva”, la stessa dovrebbe SEMPRE essere COMPLETA, una meccanica parziale è sempre un errore, anche se a volte dalla stessa può comunque uscirne un risultato accettabile, sta di fatto però che, potenzialmente, il tiro “nasce” già viziato da un errore, per cui è assai probabile (salvo le eccezioni, appunto) che anche il tiro che ne scaturisce sarà a sua volta errato. Per dirla a modo tuo direi che: “è corretto dire che esiste la meccanica incompleta, ma che è scorretto che essa... esista”. In effetti, se non si completa “completamente” ogni fase della meccanica esecutiva, è un po’ come se si usasse un’auto senza mai inserire la quinta, può anche succedere di fare viaggi lunghi senza fondere, ma ovviamente, a lungo andare, le probabilità di... restare a piedi... aumentano. Anche altre situazioni della vita richiedono che se ne completi la meccanica, altrimenti si dice... interruptus..! Sul tema della meccanica parziale, è mia assoluta convinzione (direi proprio “mania”) che essa dipenda, 9 volte su 10, dal fatto che il giocatore non mantiene la: immobilità post-steccata (o, come dicono gli spagnoli... post-tacada). A dire il vero (che modo stupido di iniziare una frase, come se di solito uno “dicesse il falso”), appunto per questa mia “integralistica” convinzione dell’assoluta importanza che riveste, la “immobilità post-steccata”, da tempo volevo aprire una discussione in tal senso. Infatti sono in tanti a pensare, e credere, che non abbia alcuna importanza ciò che il giocatore fa... “dopo” che la stecca ha colpito la palla. Non può esserci niente di più sbagliato di questa convinzione. Comunque, ora che con il Tuo post hai dato il via all’argomento, vedremo cosa ne pensano in proposito gli altri.
Appendice: non si deve nemmeno cadere nell’equivoco che una meccanica con steccata allungata sia completa, mentre un’altra con steccata corta sia parziale. Il tipo di steccata che si adotta è relativo alla dinamica del tiro che si intende eseguire, se ci vuole lunga si “allungherà”, se ci vuole corta la si farà “accorciata”, ma, in ogni caso, ENTRAMBI i gesti devono, in ogni caso, essere fatti “completamente”. Se proprio vogliamo fare una distinzione, possiamo dire che il non rispetto della fase di “immobilità post-tacada” incide in modo più negativo sulla steccata allungata e un po’ meno (ma incide sempre, e in modo negativo) su quella corta. Però, se vogliamo davvero giocare bene, perché permettere che qualcosa di, comunque - poco o tanto che sia – negativo, si intrometta nella nostra esecuzione, quando possiamo impedire che ciò succeda??? Certamente ci sarà chi controbatterà a quanto detto sopra, citando il fatto che Tizio o Caio, fra i “grandi”, non rispettano quasi per nulla questa regola tecnica del... post-steccata, quindi... Questa osservazione, giusta per altro, in quanto ci sono davvero fra i grandi qualcuno che non lo fa, però, per quanto mi riguarda, questa osservazione non intacca minimamente la mia convinzione, anzi, mi sento di dire che tali giocatori sono grandi “malgrado” questo difetto e che senza questa pessima abitudine, sarebbero ancora... “più” grandi. Vorrei anche suggerire a questi Amici di non guardare i grandi, ma, sotto questo aspetto, osservate gli “scarsi”, allora vi apparirà assolutamente chiaro che, con quel loro subitaneo rialzarsi dal tavolo, è praticamente impossibile che possano giocare “bene”. Ci sarà anche chi dirà: “No, No, io ci resto sul tiro, altroché”, comunque, io credo che molti fra noi non ci stiano “tutto” il tempo necessario, proprio perché sottovalutano l’importanza del... “post-tacada”.
Caro Rino, in effetti sei il solo del lotto, che ho visto giocare “live”, però in quella circostanza ho vissuto più il risultato che osservato la Tua tecnica, ma alla prossima, all’Olona metterò particolare attenzione per verificare com’è la Tua... tacada .... (gli esami non finiscono mai). Quella “prima” è ottima, lo so, ma... "post"?
Staremo avvede.
PS Dice bene Claus, la meccanica completa o incompleta, incide sulla penetrazione (ma non solo). Basterebbe comunque quella, dato che tutti sappiamo quanto la penetrazione sia fondamentale nell'esecuzione dei tiri. Inoltre, quanto detto sopra in relazione all'importanza di un certo comportamento, vale sia per i tiri diretti (esecuzione frontale), che per quelli indiretti. Quante volte si falla un tre sponde ben conteggiato, perchè ci scappa quel "tanto" di effetto in più... A parte le bestemmie, Vi siete mai chiesti... "perché"... scappa? Ma il perché "vero", mica le solite balle sulla stecca che sbanda, il girello che taglia, la sponda che stringe, la sfi.. o il biliardo che "pende"... E chè sarà mai, dove cacchio giocate?... a Tarascona...



Scritto Da - luigi on 09 Settembre 2004  17:19:05
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Messaggioda sinonparet » sabato 11 settembre 2004, 1:14

L'argomento è piuttosto intricato. A proposito dell'immobilità post steccata, la prima cosa che mi viene da dire è che, sebbene molti abbiamo questo vizio o difetto (io concordo con te su questa tenuta fisico-comportamentale ai fini del buon esito di un'esecuzione)gli stessi, a meno di vistosi spostamenti o alzate repentine, nn se ne accorgono. Credo che la + diffusa di queste abitudini cattive sia quella di muovere il capo e quando l'alzata di testa è minima, diventa davvero difficile accorgesene da soli. La seconda in classifica e l'alzata di capo abbinata all'alzata del busto: si carica il tiro con tutto il corpo anzichè con il solo braccio. In questo ultimo caso le imperfezioni nel tiro vengono di certo accentuate e cioè è dovuto alla messa in moto di troppi ingranaggi contemporaneamente, tali da incidere negativamente sulla linearità della meccanica. Qualcuno di Torino (Raff o Mike dovrebbero aver di sicuro presente il soggetto in questione)conoscerà colui che l'ambiente ha ribattezzato DONDOLINO (chiedo scusa ma io nn conosco nemmeno il nome vero) ovvero un giocatore che nella fase di limage abbina, con ogni probabilità per problemi motorii, un continuo dx sx con la testa come a dire tante volte "NO" ma con un ritmo pari a quello del braccio che fa avanti e indietro con la stecca. Bene, tanti vista la pittoresca ed inedita situazione, si sono ingegnati nella ricerca del nomignolo, ma nn so quanti di loro si siano accorti che l'amico in questione, nel momento che effettua la pausa (che nn è in ritrazione ma vicino alla battente) è perfettamente immobile così come lo è nella fase di tiro ed in quella post tiro. Io personalmente so di mio che nn sono una statua, mi alzo un filino con il busto ma è il max. che sono riuscito ad ottenere. Tempo fa ho dedicato del tempo a questa pratica e credo di essere migliorato molto da quel punto di vista; nn sono riuscito ad andare oltre perchè se mi concentravo per restare immobile inconsciamente irrigidivo tutto il corpo e alla fine nn mi partivano le steccate. Trovata quella che considero una situazione accettabile, ho lasciato stare. Prima della buonanotte faccio una piccola digressione su un argomento simile a quello sopra ma per motivi diversi: chi di voi muove il corpo  dopo il tiro e a biglie già in movimento come a voler guidare la biglia verso il bersaglio? O chi compie spostamenti repentini delle gambe come a voler scansare un rimpallo? Se nn ricordo male questa abitudine si chiama "body english" ma nn ho mai capito da cosa derivi il nome e perchè english... I ns storici si metteranno in moto per scovare q.cosa in merito?
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Messaggioda Mike » sabato 11 settembre 2004, 1:52

Caro Sinon, la tecnica del "body english" per quanto ne so io, viene messa in pratica per evitare di toccare un pallino o cmq. quando si prevede di toccare le biglie dopo il tiro, pena il tiro libero per l'avversario e punti regalati.
Di certo non ti do torto, ne vedo molti giocatori GRU, si li chiamo cosi perchè  dovrebbe attaccarsi il cartello che trovi nei cantieri "distare 3 metri dal raggio d'azione" alle volte non basta nemmeno.
Oltre a calci volanti con direzioni improvvise accompagnati da girelli, usano la stecca a mo di sciabola, quasi senti il fischio, il bello è che non se ne accorgono, sarà per via della concentrazione?
Chiudo qui perchè farei notte, anzi è già giorno, quindi buongiorno e vado a letto.
Ciao.
Mike
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Messaggioda Claus72 » sabato 11 settembre 2004, 2:48

Noi ne abbiamo uno che fa tant contorsioni durante il movimento delle biglie (soprattutto se c'è un rischio di rimpallo) che lo abbiamo battezzato Mr. Smith, avete presente quello di Matrix, che evita le pallottole piegandosi a 90 gradi all'indietro?...allora l'avete già visto!

Non vorrei dire una stronzata, ma credo che la denominazione "body english" venga dal fatto che in inglese l'effetto viene denominato appunto english...quindi cercando di tradurlo potremmo dire: far girare le biglie col corpo...in parole povere fare qualcosa di perfettamente inutile...

Per quanto riguarda l'immobilita post-steccata a me è stato tolto il vizio di alzarmi (ereditato dai miei tempi di giocatore di pool) con il seguente semplicissimo stratagemma da parte del mio maestro: lui, quatto quatto, si metteva dietro di me, impostato sul tiro, con una stecca in mano e ne sosteneva il manico quale spada di Damocle sulla mia ignara testa...la prima volta che mi sono alzato mi sono preso una bella zuccata, sono bastate 3 ore di questo semplice deterrente per togliermi il vizio per sempre. Ora il mio maestro se ne è andato e mi tocca calzare degli stivali un po' grandi, ma già so come togliere questo brutto vizio ai ragazzini alla prime armi.
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Messaggioda luigi » sabato 11 settembre 2004, 10:11

Che l'argomento introdotto da Rino (alias "sinoparet") mi intrigasse particolarmente, l'ho già detto in modo esplicito; purtroppo però, oggi, pur essendo sabato e quindi per molti di Voi (forse Tutti) si prospetta una faticosa giornata dedicata a vari replay di Sayginer, io sono in ufficio a tirare la carretta. Per cui non mi posso dilungare come vorrei (Ohhhh! Finalmente! Sia lodato...) sul discorso, ma... ci ritornerò (non è una minaccia, ma vedo che avete assunto l'espressione tipica del "dopo ladrata da 12 dell'avversario"...). Per intanto, velocemente, un paio di annotazioni: 1°) "body english", come dice Claus "effetto corpo", a questi giocatori, diciamo scomposti, Roger Conti diceva che: "il biliardo non è un discorso di tele-guida"; 2°) (con intento palesemente e volutamente provocatorio) Lo strataggemma del maestro di Claus è lo stesso che adottava l'insegnante di Steve Devis (pluricampione di snooker), il che ne testimonia la validità (e attesta anche la competenza del maestro di Claus), orbene, a qualcuno di Voi è mai capitato di assistere a lezioni di biliardo, tenute da più o meno blasonati campioni o ("sè"-dicenti) professori? O, meglio ancora, più crudele, ma più esplicito, quanti di Voi hanno frequentato corsi di biliardo? Ebbene, il "vostro" insegnante vi ha mai sottoposto a "trattamenti" del genere? Non importa adottasse lo stesso stratagemma, cioè la stecca sospesa sul capo, ma almeno qualcosa di simile, qualcosa di concreto, atto a darvi effettivamente la necessaria e  f-o-n-d-a-m-e-n-t-a-l-e "immobilità"?. Dato che a me è capitato abbastanza spesso di assistere a delle "lezioni", posso dire che non ho mai visto "nessuno" fare niente di simile, al massimo un commento a voce del tipo: "Devi stare fermo quando tiri" e basta. Non so se Claus pagasse il suo maestro? (dovessi fare un'ipotesi, direi di "no"). Nel qual caso avrebbe speso bene il suo denaro, ma gli altri...? Sapete perchè dico di "no"? Perchè tenere quella stecca sospesa per ore, costa fatica ed uno fa fatica, potendola evitare, solo se "vuole" farla, solo se vuole "realmente" insegnare, solo se ci "tiene", ma quando lo si fa solo per soldi e quella fatica la si può evitare (tanto che ne sà l'allievo?), ma chi glielo fa fare? L'incasso è assicurato comunque, e poi, per dirla tutta, ci sono anche un sacco di pseudo-luminari che, pur attribuendo la giusta importanza all'immobilità "pre", non hanno la minima considerazione (o cognizione) dell'altrettanta vitale importanza (a volte anche maggiore della prima) di quella... "post"... tacada.
Bene, non sono stato "breve", sono andato fuori "tema" e ho anche fatto (o istigato) "casino", non c'è male per iniziare il week-end!. In ogni caso Buon fine settimana a Tutti e ci risentiamo presto sul... post-steccata (o, per dirla in altro modo: "sul cosa "fare" di noi stessi" una volta che la battente è... "partita").
Rileggendo devo aggiungere un PS di corsa, altrimenti potreste pensare che sono "io" a ritenermi un luminare. Il fatto è che, come ho già detto, sono assolutamente "convinto" dell'importanza di questo aspetto del gioco e, prossimamente, metterò a Vostra disposizione gli stessi argomenti che mi hanno portato a questa convinzione, dopo di che vedremo se anche Voi sarete concordi oppure no. Potreste essere Voi a convincere me del contrario. Forse non incide per nulla sull'esito del tiro, quel che si fa "dopo" che la battente è andata incontro al suo destino, per il momento però io credo che incida e... TANTO. Tanto, da arrivare al punto di affermare che la maggior parte dei tiri che si sbagliano, si mancano proprio per quel che si "fa"... "dopo". Fuori di melone? Anche questo... non l'escluso. Ciao Ciao




Scritto Da - luigi on 11 Settembre 2004  11:32:25
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Messaggioda Ryno » sabato 11 settembre 2004, 13:29

[quote]
O chi compie spostamenti repentini delle gambe come a voler scansare un rimpallo? Se nn ricordo male questa abitudine si chiama "body english" ma nn ho mai capito da cosa derivi il nome e perchè english... I ns storici si metteranno in moto per scovare q.cosa in merito?
[/quote]

Eh eh,questo termine deriva da una battuta fatta dal telecronista della partita,se non ricordo male,Cifalà-Albrito,in quell'occasione Carletto tirò un raddoppio evitando il pallino di un soffio,proprio in quell'istante diede istintivamente un colpo di reni,allora il telecronista disse:"..ed ecco Cifalà che evita il pallino aiutandosi col corpo ......è una nuova tecnica chiamata body english..." :D .....era solo una battuta ma vedo che molti l'hanno preso sul serio :D



Scritto Da - Ryno on 12 Settembre 2004  07:52:17
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Messaggioda sinonparet » sabato 11 settembre 2004, 15:26

Credo che il termine esista sul serio e il telecronista che tu richiami è Maurizio Cavalli: la partita è del 1992, siamo nei quarti di finale, mi sfugge la località, ma molti potrebbero ricordarla meglio come l'incontro delle 6 (dico sei!!!) garuffe consecutive infilate rispettivamente 3 per ciascuno. Ad un certo punto Cifalà tira un filotto (con ogni probabilità cercavo il due di seconda e la fila di terza)con il pallino al centro della corta sul secondo passaggio e, aprendo leggermente troppo l'avversaria, questa pare andare dritta dritta verso pallino e lui, facendo uno zompo verso dx... la palla passa e fa filotto di seconda!!!
Vinse Albrito 4 a 3 dopo che Cifalà manca di un soffio la chiusura tirando una traversino a girare di 5 sponde con la sua per il pallino da 4. Dico bene Ryno o sono partito per la tangente e tu intendevi tutt'altra partita?
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Messaggioda Mike » sabato 11 settembre 2004, 15:44

Luigi, ho letto il tuo post, anche tu credi che chi fa uso di questa tecnica possa giudare telepaticamente le bilie?
Guarda, nella vita ho imparato molto e ancora imparo, ma imparare questa tecnica per quanto mi sforzi non riuscirò mai.
Ciao
Mike
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Messaggioda Ryno » sabato 11 settembre 2004, 16:52

[quote]
Credo che il termine esista sul serio e il telecronista che tu richiami è Maurizio Cavalli: la partita è del 1992, siamo nei quarti di finale, mi sfugge la località, ma molti potrebbero ricordarla meglio come l'incontro delle 6 (dico sei!!!) garuffe consecutive infilate rispettivamente 3 per ciascuno. Ad un certo punto Cifalà tira un filotto (con ogni probabilità cercavo il due di seconda e la fila di terza)con il pallino al centro della corta sul secondo passaggio e, aprendo leggermente troppo l'avversaria, questa pare andare dritta dritta verso pallino e lui, facendo uno zompo verso dx... la palla passa e fa filotto di seconda!!!
Vinse Albrito 4 a 3 dopo che Cifalà manca di un soffio la chiusura tirando una traversino a girare di 5 sponde con la sua per il pallino da 4. Dico bene Ryno o sono partito per la tangente e tu intendevi tutt'altra partita?


[/quote]

Non ricordo bene,ma dovrebbe essere proprio quello l'incontro :)



Scritto Da - Ryno on 11 Settembre 2004  18:13:16
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Messaggioda sinonparet » sabato 11 settembre 2004, 17:23

Nn so se Luigi pensa di poter guidare le biglie con la telepatia, anzi azzarderei che il nocciolo della questione che vuole trattare esuli del tutto dalla metafisica e si basi su precisi input di tecnica, ma... potrei sbagliare. Siccome oltre che a te, preme pure a me la faccenda, Luigi batti un colpo e accendi i riflettori sulla questione.
P.S. Se stai facendo la pennica pomeridiana post mattina lavorativa, svegliaaaaaa, che sono le 17,30!!!  Immagine
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Messaggioda luigi » domenica 12 settembre 2004, 1:02

Arrivo, arrivo, davo per scontato che, come spesso accade nel fine settimana, ci fosse un po' di stasi quindi me la sono presa comoda, comunque arrivo. Caro Mike, non credo assolutamente che un giocatore che "tira" o si produce in contorsionismi vari, possa in qualche modo guidare le bilie, penso invece una cosa molto più semplice, che è... scarso. E che tale resterà a lungo se non perde quell'abitudine, altrochè teleguida. Dirò di più, ritengo talmente negativa questa abitudine che potrei spingermi ad affermare che, quando c'è, essa è indice di un certo processo psicologico il quale può essere, addirittura, l'ostacolo più forte all'appredimento ed al miglioramento del proprio gioco. Quindi, Te lo dico da Amico, sforzati più che puoi, ma per... "non"... apprenderla. Venendo invece al discorso tecnico che mi sollecita Rino, prima di entrarvi più a fondo faccio una premessa, in quanto credo, onde evitare equivoci, sia importante definire esattamente su cosa stiamo discutendo. Il mio concetto del gioco segue due linee guida: 1) "eseguire" 2) "giocare", esse sono ovvimente connesse, ma "distinte"; ci può essere un giocatore che "esegue" bene, ma "gioca" male, così come un'altro che "esegue" male, ma "gioca" bene. L'optimum, è ovvio, è farli bene "entrambi" (certo che se dovessi pagare i diritti  d'autore a colui che ha inventato le virgolette... sarei rovinato). Ho fatto questa premessa perché sia chiaro che se trattiamo argomenti tecnici quali: immobilità pre o post, vuol dire che il discorso attiene unicamente all'ESEGUIRE. Quindi se siamo nell'eseguire, di fronte ad una esecuzione sbagliata, la domada è: "Perchè" ho sbagliato?. Le risposte possono essere diverse, però nove volte su dieci la risposta più giusta (assai più dolorosa che non il dare la colpa alla stecca, ovvio, però più vera) è: "Perchè non ho rispettato esattamente, completamente e compiutamente TUTTI i sacri dettami tecnici che quella esecuzione richiedeva", altro che colpa della stecca... colpa NOSTRA. Ebbene uno dei più sacri dettami tecnici di qualunque esecuzione è: L'IMMOBILITA' ASSOLUTA prima-durante e dopo la... tacada, come potrà confermare Claus, che tiro in causa in quanto ritengo che i carambolisti (anche gli snookeristi e i pool..isti, se per quello) sono assai più "ferrei" per quanto riguarda il rispetto della tecnica di quanto lo siamo noi italianisti, che siamo invece assai più... pressapochisti. Orbene, se per quanto riguarda la immobilità "prima e durante", so che mi direte che non è una novità (ma la rispettate davvero come si deve?), su quella "post - attacco", nutro più forti dubbi, eppure è importante quanto l'altra. Spiegarne l'importanza, di per sè è semplice, mentre invece spiegarne il perché "non" la si rispetta, è un po' più lungo e complesso, quindi rimando questa seconda parte alla prossima puntata, per ora occupiamoci della prima. Dunque, se il tiro che si intende eseguire richiede che si usi la tecnica della steccata allungata, con una penetrazione ideale di, diciamo 20 cm., come potrà il giocatore allungare davvero la steccata sino a quei 20 cm se appena tocca la palla si rialza quasi subito? Nel momento in cui si è rialzato forse la punta era arrivata a 15, magari 18 cm, ma sicuramente non ai 20 ottimali, ecco che allora la battente ha troppo colpo, ecco che non va dove deve andare, ecco che doveva passare, ma invece era ancora "lì" quando è arrivata l'altra e quindi ha rimpallato, ecco che... ecco che... ecco che... HA ESEGUITO MALE! E la colpa di chi è? Della stecca? Del biliardo? Della sfi..? Della giornata storta? Della moglie? (questo può essere...), e no, la colpa oggettiva è nella mancanza di quei 2 cm., ma la colpa "vera" è quella soggetiva, cioè "sua", in quanto, per essersi rialzato troppo presto (magari per dare inizio alla "danza" del tiraggio) non ha completato la meccanica esecutiva di quei 2 cm. e quindi "ha" eseguito male. So benissimo che molti arrivati a questo punto diranno: "Ecco, ci mancava che arrivsse "l'esperto" a dirci questo sacco si banalità, tutto questo lo sapevamo benissimo anche prima". Certo, però ditemi una cosa? Se di fronte ad un vostro errore d'esecuzione, doveste chiedere a qualcuno che ritenete esperto: "Perchè" ho sbagliato, e quello vi rispondesse: "Hai sbgliato perchè ti sei rialzato troppo presto", Gli credereste? O dentro di Voi direste: "Ma và a ......".
Ho visto troppe volte quell'espressione ironica, per non conoscere la risposta, eppure quell'esperto, Vi ha detto la cosa giusta. Solo che, non recependone il messaggio, la prossima volta quei due centimetri... mancheranno... ancora. Invece se aveste recepito il messagio e foste rimasti giù, quei 2 cm non sarebero mancati ed avreste eseguito bene e, magari, vinta la partita. Sia chiaro che non si sbaglia solo perchè ci si rialza, si sbaglia anche quando non si colpisce esattamente il punto ideale della battente perchè ci si muove prima o durante o perchè non si impungna nel modo giusto o perchè il gesto non è corretto, o perchè per rispettando la tecnica, quest'ultima non è quella appropriata al tiro che si voleva fare, ecc. ecc., i perchè sono tanti, ma sono TUTTI o tecnici o per scarsa conoscenza. Quest'ultima è scusata, sbagliando si impara, ma la tecnica se è conosciuta, va solo rispettata, in caso contrario non ci sono scuse. L'immobilità dopo l'attaco è solo uno di questi perchè, quello in discussione al momento, non certamente l'unico. Ma sempre di tecnica si tratta e di... "rispetto" assoluto della stessa. Carambolisti... docet.
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Messaggioda Ryno » domenica 12 settembre 2004, 7:43

Luigi sei un grande maestro!
Dico questo perchè finalmente mi hai fatto comprendere il perchè dell'immobilità post-tiro,il perchè quel giorno che non sbagliavo un raddoppio alla fine ne ho mancato uno decisivo e di parecchio,mancava la penetrazione visto che mi sono rialzato repentinamente....e così molti altri tiri in vita mia.
Aggiungerei che il rialzarsi troppo presto dopo il tiro è sinonimo d'insicurezza.
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Messaggioda Mike » domenica 12 settembre 2004, 11:21

Luigi, ti ringrazio del consiglio che da sempre metto in pratica. Il termine migliore (forse) era Telecinesi, in questo campo (devo ammetterlo) sono una vera frana.
Condivido alla grande l'altro punto che metti a fuoco con grande maestria, la penetrazione, argomento spesso sottovatutato, infatti molti nella pratica danno più importanza all'effetto, al ponticello, insomma alle altre varie parti della meccanica esecutiva.  
Ti ringrazio per aver chiarito come la pensi, infatti i giocatori Gru sono mooolto amatori.
Ciao.



Scritto Da - Mike on 12 Settembre 2004  11:28:00
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Messaggioda luigi » domenica 12 settembre 2004, 21:40

Un saluto a Tutti, spero abbiate passato una buona domenica.
Visto che era rimasto in sospeso una parte del discorso, vediamo di completare il tutto, con questo 2° round, che mi auguro potrà interessarvi. Però, prima di proseguire, faccio una precisazione a quanto già scritto. Dicendo che la prima reazione di fronte al consiglio dell’esperto, è quella di mandarlo a… non offendo nessuno, in quanto tale reazione è abbastanza naturale. Quando uno chiede consiglio sulla causa di un errore, di solito si aspetta di ricevere spiegazioni tecniche più o meno complesse, magari “segreti” misteriosi, quindi di fronte alla banalissima “dovevi stare giù…” si sente anche preso in giro. Ma cosa centra? Una volta che ho colpita la palla…? Se non voleva dirmelo…? Ma va… E invece il consiglio era giusto, infatti quasi sempre, a meno di errori macroscopici, tipo dare il colpo in testa anziché sotto, la causa di una esecuzione sbagliata è abbastanza “banale”, ma è appunto la sua semplicità che ne rende difficile l’individuazione. Chiusa la postilla, passiamo alla seconda parte del problema. Nella prima si è visto come la non immobilità-post produce, come risultato oggettivo, il non completamento della meccanica e quindi i famosi 2cm mancanti, adesso vediamo da cosa dipende questo non rispetto di detta immobilità. La causa è essenzialmente soggettiva, in quanto di natura… psicologica. Vi dissi che vi avrei fornito gli stessi elementi che a suo tempo convinsero me dell’importanza della cosa, ebbene tali elementi li trovai in un libro spagnolo dl titolo “Billar a tres bandas “vademecum”. L’autore, Josè Luis Vàzquez Rey, dedicava un intero capitolo alla: “IMMOBILITA’ “POST-TACADA”, fornendone la seguente spiegazione:
“Durante i movimenti del brandeggio e incluso durante la steccata... muoviamo lo sguardo..., l’avambraccio, il polso e la mano..., però una volta effettuato l’attacco GIOCATORE e STECCA DEVONO RIMANERE IN POSIZIONE “CONGELATA”, come minimo per almeno 5 secondi.
Data la fondamentale importanza che riveste questo particolare, per quanto riguarda il raggiungimento della perfezione esecutiva di qualsiasi tiro, il giocatore dovrebbe darsi la ferrea regola di “rimanere sul tiro”, se i percorsi delle bilie lo permettono, sino a quando le bilie si sono fermate. Ribadiamo che, per la sua importanza, in questo fattore non si sbaglia mai per “eccesso”, ma sempre per “difetto”. La nostra attitudine davanti al biliardo per l’esecuzione, non termina nel momento stesso in cui questa diventa effettiva, ma dobbiamo prolungarla per un poco più di tempo, che quantifico in più o meno 5 secondi. Questo è necessario perché questa nostra “costruzione”, che abbiamo composto psico-dinamicamente nell’esecuzione della steccata, e che è il risultato di una elaborazione minuziosa, per quanto l’abitudine la porti a diventare molto “meccanica”, venga ad essere sostituita da un’altra “attitudine”, la quale corrisponde “all’ansia del risultato”. Or bene, se passiamo rapidamente da una situazione all’altra, corriamo il rischio di sovrapporle nel tempo e nello spazio, col risultato di ritrovarci mentalmente in una fase “ibrida” indesiderata. Intercaliamo quindi una fase temporale intermedia che separi le cose.
Da qui l’importanza fondamentale della “immobilità dopo la steccata”, la quale serve appunto da antidoto alla smania del giocatore di “vedere subito” il risultato del tiro appena scoccato. Il nostro cervello, stimolato da questo irrefrenabile desiderio, immediatamente dopo che la stecca ha colpito la palla, sposta subito l’attenzione del giocatore (ma di riflesso anche il suo corpo ed i suoi arti) su quanto succede sul tavolo, il problema sussiste per il fatto che la mente si muove ad una velocità enormemente superiore a quella dei muscoli, per cui, di fatto, si verifica che l’ordine mentale che sposta l’attenzione, arriva una frazione di tempo “prima” che i muscoli abbiano realmente terminato la loro opera e quindi “prima” che il girello abbia fisicamente terminato il proprio impatto sulla palla. Per cui da questo sovrapporsi di pensiero e gesti, spesso ne conseguono errori che incidono profondamente sulla perfetta tecnica della steccata, capita di non completare completamente la penetrazione o che non si attacchi esattamente la palla nel punto voluto, in quanto, sulla spinta della mente, ci si sta’ già sollevando per vedere “come va a finire”, una frazione di secondo prima che il girello materialmente arrivi su quel punto di attacco, etc. Un numero incredibile di tiri vengono sbagliati per questo motivo, pertanto il giocatore deve darsi una ferrea autodisciplina circa la IMMOBILITA’ POST-STECCATA”.Fine del capitolo.
Sulla base di questa spiegazione, che trovai molto logica, e quindi dall’osservazione attenta (“attenta” soprattutto a questo aspetto) di molti giocatori, ma non i bravi, quanto invece quelli scarsi, mi sono sempre più convinto che tantissimi dei loro errori esecutivi nascevano proprio da questa “ansia”, non controllata attraverso l’immobilità-post, che ne comprometteva la tecnica esecutiva, che pure, di per sé, spesso non era sbagliata teoricamente, ma veniva inficiata da un vizio comportamentale. Tra l’altro, in fondo, è proprio questa bramosia del risultato, amplificata, che costringe certuni ai famosi balletti del “tiraggio”. Concludo aggiungendo che un’altro modo per frenare “l’ansia dell’esito del tiro”, in aggiunta all’immobilità, è quello di affrontare la fase esecutiva con l’atteggiamento mentale tempo fa suggerito sia da Billy che da Claus (in altra sezione del Forum), cioè quello di “giocare contro il tavolo e non contro l’avversario”. E’ un ottimo consiglio, in quanto con tale atteggiamento si può riuscire a tacitare l’ansia del risultato, certo non è facile, specialmente in gara dove ci si deve misurare con il carico emotivo di tensione che l’agonismo provoca. Quindi facile a dirsi, ma a farsi in partita… molto difficile, specialmente in un gioco di contrapposizione come l’italiana, forse più semplice nella carambola, dove la natura stessa del gioco è quella di giocare contro il tavolo o, meglio ancora, contro… se stessi. Comunque, per quanto difficile, credo che l’entrare in quest’ottica mentale possa essere di grande utilità, proprio per mantenere la freddezza necessaria ad eseguire correttamente i tiri, rispettandone la meccanica esecutiva completamente, dall’inizio alla fine, quindi senza “correre” a dare un occhio se quei maledetti birilli vanno… giù. E se proprio questi suggerimenti non bastano, allora usate il solo e semplice buon senso, è lapalissiano, ma innegabile che i birilli andranno giù solo e soltanto se l’avversaria ci passa sopra, che li si guardi o no, a “Loro”, non gliene frega un "tubo", non si fanno influenzare per così poco. E se guardarci vi fa sbagliare di più e non serve a nulla… che senso ha?
PS L'immobilità, che aiuta ad eseguire completamente la meccanica e quindi la penetrazione, è utile anche quando il tiro richiede un allungo minimo, fossero anche solo 5 i centrimetri ottimali, se arriviamo a 3 il tiro nasce errato. Che la penetrazione sia una (o forse "la") caratteristica più importante è innegabile, se poi consideriamo che forse l'80% dei tiri si eseguono con steccata "alungata"..., ci rendiamo conto di quanto sia fondamentale eseguirla perfettamente.
luigi
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