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DA COSA DIPENDE?

Tecnica, tattica, sistemi e materiali di gioco

DA COSA DIPENDE?

Messaggioda sinonparet » giovedì 1 luglio 2004, 11:25

Volevo chiedere a chi se ne intendesse da cosa può dipendere la diversa reazione della battente (colpita con due puntali di diverso materiale) a parità di quantità di palla colpita su avversaria, a parità di effetto applicato e con uguale steccata. Faccio l'esempio: battente a 15 di corta e 10 di lunga, avversaria a 25 di lunga e circa 10 di corta. Eseguo un raddrizzo di 3 passate e mezza colpendo piena l'avversaria e dando effetto ad aprire alla battente cercando filotto di 2 e terza e di andare in centro con la battente toccando la lunga. Ecco cosa mi succede: (1 CASO) - con un puntale quando prendo piena l'avversaria con effetto ad allargare questa "stacca" o devia molto poco e nel primo passaggio le due bilie passanno vicinissime e la battente guadagna "terreno" verso l'angolo del biliardo prima di toccare la lunga e quindi nn c'è pericolo di rimpallare. (2 CASO) - stessa quantità e stesso effetto ma l'avversaria già dal primo passaggio si apre molto, la battente devia subito sulla lunga e si porta verso il centro con la conseguenza che di 2 passata o di terza può mettersi in zona rimpallo. Inoltre la M descritta è meno ampia di quella del primo caso nonostante un primo passaggio + largo. Questo diverso comportamento è dovuto penso alle caratteristiche dei puntali ma nn so dire se quando devia meno (ma trasmette + effetto all'avversaria) sia per la maggior/minor rigidità o elasticità o cos'altro. Qualcuno me lo sa spiegare? (ammesso che abbia capito il tiro illustrato, dato che io stesso rileggendomi, ho preso carta e penna......)Ciao, grazie.
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Messaggioda billy » giovedì 1 luglio 2004, 12:18

[quote]
a parità di quantità di palla colpita su avversaria, a parità di effetto applicato e con uguale steccata.


[/quote]
Se sei in grado di ottenere quanto sopra....al prossimo mondiale punto su di Te.
billy
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Messaggioda Mike » giovedì 1 luglio 2004, 12:25

Sinonparet, sei un mostro. (fenomeno)
Ciao
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Messaggioda sinonparet » giovedì 1 luglio 2004, 13:07

O non avete visualizzato bene il tiro (molto probabile) o faccio cose mondiali io (molto ma molto ma molto meno probabile).... Resta la domanda e manca la risposta che è poi ciò che mi preme capire in quanto in prospettiva di acquistare un nuovo puntale, lo vorrei con le caratteristiche descritte nel primo caso.


P.S. Se il riferimento al "fare quanto sopra"  sta a sottolineare "solo" stessa quantità,stesso effetto, stessa steccata, beh, è ovvio che sono presunte in quanto cerco di ripetere, per quanto posso, le stesse cose nelle varie prove e, quando si ottengono risulati molto simili per + volte consecutive, per me significa che un q.cosa di uguale al precedente si è ripetuto. Se invece "il quanto sopra" è legato al tiro descritto vale la prima risposta che ho dato.
Ciao.


Scritto Da - sinonparet on 01 Luglio 2004  13:14:13
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Messaggioda luigi » giovedì 1 luglio 2004, 13:11

Caro Rino, non so se il nostro billy sia più “irritante” quando fa il poeta o quando fa il pragmatico, ma mi sa tanto che t’ha ... fregato.
Un abbraccio Luigi
PS Visto che mi hai battuto in velocità di smanettamento sulla tastiera, allora completo quanto sopra. Billy, nel suo breve messaggio, focalizza esattamente il nocciolo del problema. E' praticamente impossibile avere l'assoluta certezza di ripetere le componenti del tiro, da Lui evidenziate, perfettamente uguali ogni volta che tiri. Pertanto, in mancanza di questa certezza, come fai a fare confronti? Secondo me la cosa più saggia, volendo cambiare il puntale, è quella di provarne alcuni di diverso materiale, con un po' di tempo a disposizione e poi optare per quello che ci trasmette le "sensazioni" migliori. A mio avviso è sempre una scelta estremamente soggettiva.
PS 2 Oppure, come risponde il protagonista di un vecchio film francese alla domanda "Come sceglie un film?" "Come scelgo una donna... correndo dei rischi"
PS 3 Stavolta... come sotto..... idem (non io)
Ciao


Scritto Da - luigi on 01 Luglio 2004  13:36:25

Scritto Da - luigi on 01 Luglio 2004  14:06:04
luigi
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Messaggioda billy » giovedì 1 luglio 2004, 13:14

Sinon,se dai qualche caratteristica sulla tua stecca,marca ,materiali,puntali,dimensioni,pesi ecc..qualcuno (non io)potrebbe anche aiutarti.
ciao
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Messaggioda sinonparet » giovedì 1 luglio 2004, 14:04

Ciao Luigi, e ciao Billy (grrrr). Immaginavo che la sua puntualizzazione fosse relativa alle qualità equivalenti o addirittura identiche che, comunque, davo come presunte. Cosa avviene ogni volta che tiro per me è un dilemma anche nel solo accostare, ci mancherebbe che fossi in grado di ripetere, non una, ma un adecina di volte lo stesso tiro perfettamente uguale.... altro che mondiale (prendo Zito lo metto in tasca e quando ho tempo gli do 10 ai 60). L'idea di base nell'esecuzione è quella descritta ma ciò che mi preme, e torno a ripetermi, è sapere da cosa può dipendere.
Per la stecca, superBilly, la questione è complicata per il modello (Dayko e nn diko), uno dei due puntali è il fibra bianca (125 gr e 73,5 cm di lunghezza) l'altro è anch'esso in fibra, però di quel colore turchese (116 gr. 74,5 cm) che si vede in giro di recente ed è stato prodotto appositamente dalla   Thema (che attualmente è la stecca usata da Mannone). Infine peso dell'attrezzo con  puntale bianco = 625gr, bilanciamento a 41, con puntale turchese 616gr. e bilanciamento che scende di poco.
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Messaggioda Ryno » giovedì 1 luglio 2004, 14:16

[quote]
Caro Rino, non so se il nostro billy sia più “irritante” quando fa il poeta o quando fa il pragmatico, ma mi sa tanto che t’ha ... fregato.
Un abbraccio Luigi
PS Visto che mi hai battuto in velocità di smanettamento sulla tastiera, allora completo quanto sopra. Billy, nel suo breve messaggio, focalizza esattamente il nocciolo del problema. E' praticamente impossibile avere l'assoluta certezza di ripetere le componenti del tiro, da Lui evidenziate, perfettamente uguali ogni volta che tiri. Pertanto, in mancanza di questa certezza, come fai a fare confronti? Secondo me la cosa più saggia, volendo cambiare il puntale, è quella di provarne alcuni di diverso materiale, con un po' di tempo a disposizione e poi optare per quello che ci trasmette le "sensazioni" migliori. A mio avviso è sempre una scelta estremamente soggettiva.
PS 2 Oppure, come risponde il protagonista di un vecchio film francese alla domanda "Come sceglie un film?" "Come scelgo una donna... correndo dei rischi"
PS 3 Stavolta... come sotto..... idem (non io)
Ciao
[/quote]

Sinonparet si chiama pure Rino o stai facendo confusione? :)
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Messaggioda Ryno » giovedì 1 luglio 2004, 14:22

Hai fatto la prova dello scarto dei due puntali?
Menti la battente sul 10 della sponda corta a 10 cm o meno,l'importante e che tiri comodo,mira allo stesso diamante della sponda corta opposta forte e con molto effetto,se non l'hai mai fatto rimarrai molto sorpreso vedendo quanto puo' scartare un puntale :)
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Messaggioda sinonparet » giovedì 1 luglio 2004, 15:22

1) Siamo omonimi, y a parte.
2) conosco la prova del 10/10 (all'Olona lo facemmo provare al gestore, il sig.re Sergio, che stupito di cosa affermavamo ci liquidò con un inappellabile "ma qui rasentiamo la paranoia...." e noi tutti giù a ridere.
3) tutti e due i puntali sembrano scartare allo stesso modo (mancano il diamante su per giù) di mezza palla.
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Messaggioda luigi » giovedì 1 luglio 2004, 20:25

In effetti mi riesce sempre difficile rivolgermi a Rino come "sinonparet", in quanto, a differenza degli altri, ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente (ed anche il piacere di vederlo giocare... è bravo), per cui mi sembra più naturale farlo direttamente, e mi permetto anche una battuta in più. Premetto che non entro nello specifico del discorso in ballo, in quanto non ne so nulla, ne ho senite tante, ma personalmente faccio molta fatica a capire le differenze fra un puntale e l'altro. Quando mi è capitato di cambiare stecca o puntale. l'ho sempre fatto semplicemente... correndo dei rischi. Quello che voglio dirvi riguarda invece una annotazione che mi fece tempo fa Riccardo Belluta, sull'argomento sbandata. Lui disse semplicemente che non sono tanto le stecche che "sbandano", quanto certe steccate + o - forzate che "costringono" allo... sbandamento. Dalle sue parole mi è parso di capire che Egli imputa quesat risultante più all'azione del giocatore che non al puntale. Cioè è il gesto del giocatore che innesca la sbandata che non l'attrezzo. Ripeto che ve la vendo esattamente come l'ho comprata, non sono in grado di dire se quanto disse Riccardo sia vero oppure no, però ho sempre pensato che in tale concetto ci fosse una certa logica. A Voi farvi una vostra idea. Per quanto riguarda la prova che Ryno suggerisce, se sia valida o meno per valutare la resa di un puntale non saprei dirlo, però occorre fare una riflessione: se si colpisce a tutta forza e a tutto taglio, per pura legge fisica (e qui, probabilmente, è dove torna "buono" il discorso di Belluta) è inevitabile che la palla schizzi via dalla parte opposta a quella dove si è applicato l'impulso. Dato che questo, chiamiamolo "scarto" della palla, a sinistra se l'abbiamo colpita a destra o viceversa, è fisicamente inevitabile, come facciamo poi a trarre dalla prova stessa un giudizio obiettivo sulla resa del puntale? Io proprio non ne ho idea e quindi mi sa tanto che continuerò a.. correre rischi, se poi qualcuno dei presenti ha qualche buon suggerimento... sempre meglio andare sul sicuro che rischiare. Ciao Gente
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Messaggioda Ryno » giovedì 1 luglio 2004, 20:57

Non ho detto che la prova suggerita verificasse la resa del puntale,ma lo scarto,facendo rendere conto,per esempio,il perche' dei tagli angolatissimi a 3 passate,a tutto biliardo e a tutto effetto la maggior parte dei giocatori li sbaglia spesso sul grosso,lamentandosi che non riescono ad allargare l'avversaria sul castello :D


Scritto Da - ryno on 01 Luglio 2004  22:27:48
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Messaggioda Rafflesia » venerdì 2 luglio 2004, 0:40

[quote]
[quote]
a parità di quantità di palla colpita su avversaria, a parità di effetto applicato e con uguale steccata.


[/quote]
Se sei in grado di ottenere quanto sopra....al prossimo mondiale punto su di Te.
billy


[/quote]

Su queste affermazioni ci sono delle verità ma anche il tipico "messaggio dei buoni" che per quanto provi e ti alleni non riuscirai mai a dare sempre lo stesso effetto, stesso colpo, stessa sbracciata uguale quantità di palla..
In fondo un po è vero ma non completamente:
Nel momento che sei in grazia sul panno verde come è possibile giocare bene in sequenza più tiri?
Semplicemente perchè ripetiamo le stesse sbracciate che la memoria conserva dentro di noi e in quei frangenti fa emergere.
E' perfettamente logico che la rimanenza non sarà sempre uguale ma anche perche la posizione delle bilie non sarà perfettamente uguale..

Se non fosse possibile riprodurre quasi perfettamente tutte le sbracciate non esisterebbero campioni come Cifalà, Albrito, Zito, Gomez, ecc...

Più ti avvicini a ripetere più sei buono!
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Messaggioda luigi » venerdì 2 luglio 2004, 0:53

Errata corrige:
1) "irritante" non mi piace, "indisponente" mi suona meglio (scusa billy);
2) lo scarto della palla credo dipenda più da una legge meccanica che fisica;
Non intendevo mettere in discussione la prova da Te suggerita, Ryno, non ho elementi per farlo, essendo totalmente ignorante in materia. Intendevo soltanto inserire, nella discussione in atto, un ulteriore elemento di valutazione, cioè l'opinione di Belluta, in merito al dibattuto problema dello "scarto". Lui quello mi disse e quello ho ripetuto, a Voi adesso valutarlo e vedere se vi convince. A me personalmente il concetto piace, ma non perchè a dirlo sia stato Riccardo Belluta, giocatore di cui tutti conosciamo il valore e la profonda conoscenza del gioco, nonchè pluricampione, ma semplicemente perchè trovo che nel concetto che espime c'è logica e buon senso. Poi potranno anche dimostrarmi che è un'idea sbagliata, però, fintanto che, come alternativa, mi si offrono unicamente prove empiriche di cui non riesco ad afferrare il nesso con il problema e quindi non vi riscontro un certo grado di logica, preferisco quella. In effetti, se vogliamo, il tutto si riduce in fonso a due semplici espressioni, un giocatore sbaglia il tiro e dice: "Ho tirato lì e la palla è andata là, questo puntale scarta", un'altro di fronte allo stesso errore dice
(o pensa) "Porca put... L'HO fatta scartare", io concettualmente mi metto fra quest'ultimi e mi sembra che, in fondo, sia un po' questo quanto voleva dire Riccardo. Ma, ripeto, è solo un'opinione, che vale quanto qualsiasi altra, non posso nemmeno escludere di avere totalmente frainteso il pensiero di Belluta. Per riassumere come la penso sul problema scarto, diciamo che per il momento non ho ancora "sposato" nessuna soluzione, ma mi sono "fidanzato" con quella di Riccardo. Se avete di meglio da propormi, magari una prova "SCHARAPOVA", me la sposo SUBITO. Se qualcuno ha guardato Wimbledon... mi capirà. Ciao
luigi
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Messaggioda Ryno » venerdì 2 luglio 2004, 8:48

Luigi,se tu sei ignorante in materia di biliardo,io sono proprio un ciuccio :)
Il mio non voleva essere un richiamo,visto che nutro il massimo rispetto nei tuoi confronti,ma una precisazione.
Ora su quello che dice il grande Belluta dovrebbe essere verissimo,steccata morbida(ma non troppo)e lo scarto dovrebbe almeno contenersi,ma se si sta giocando una partita importante e tesissima,hai il taglio angolatissimo per chiudere,se lo sbagli perdi,quante sono in questo frangente le persone che riuscirebbero a controllare la steccata?...ne ho visti troppi,e anche bravi,tirarli in modo troppo morbido non riuscendo a fare neanche 2 passate e mezza,o troppo rigidi(che poi e' il classico errore sul grosso per via dello scarto)non allargando a filotto.
Ryno
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