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durante il tiro

Tecnica, tattica, sistemi e materiali di gioco

Messaggioda dado04 » sabato 10 marzo 2007, 13:02

Messaggio inserito da bracciostorto

Gomez meriterebbe una discussione a parte (se non addirittura un Forum a lui dedicato) intitolato "Nestor Gomez".
Non ho visto la staffetta, attendo quindi con ansia il lavoro impagabile di Saverio e Fabrizio, comunque ho visto i 5 birilli di coppia Gomez-Longo Vs Campostrini-Calzi (se non ricordo male).
Anche in quella occasione Gomez è stato spettacolare. Non colpirà come Quarta, Maggio, Aniello, ecc., ma l'eleganza, il senso estetico che dà al biliardo, la visione di gioco, la mimica facciale sugli errori mai volgare ma efficacissima nel descrivere lo stato d'animo, il suo memorabile ponticello, anche le sue ginocchia entrambe piegate tipiche della sua impostazione, LO RENDONO IL MIGLIORE.
E dal punto di vista televisivo, credo abbia la stessa efficacia nel bucare il video, del Gomez giocatore.


E' proprio quello che intendevo in un altro post quando si parlava di Maggio.


"Sicuramente Maggio ha un gioco pratico, redditizio senza sminuirlo sul gioco di sponda, ma per come intendo io il biliardo, il divertimento e l'ammirazione nel guardare è un'altra cosa.Personalissima opinione poi eh. ;) "


L'emozione è tutta un'altra cosa... ;)


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Rispetto, ma non condivido...così, per partito preso!!   :D ImmagineImmagineImmagineImmagine :D
dado04
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Messaggioda H5N1 » sabato 10 marzo 2007, 16:12

Messaggio inserito da issimo

Riporto quanto evidenziato da Maurizio Cavalli nella rivista "L'arte del biliardo".
"Le oscillazioni preliminari della stecca servono, come sappiamo, non solo a far maturare la percezione del tiro, ma anche a rifinire la mira. Attraverso veloci passaggi degli occhi da palla a palla, il giocatore ha modo di verificare che la stecca continui a puntare la battente esattamente dove dovrà colpirla, in modo da mandarla a bersaglio lungo la linea di mira prescelta. Se il tiro è senza effetto, tale linea coincide con il prolungamento della stecca, consentendo di mirare sulla palla avversaria direttamente con la punta dell'attrezzo. Una tecnica valida che risulta ancor più efficace quando si adotta una posizione molto abbassata al tavolo, che consente di mirare con la stecca come fosse un fucile. Quando, dopo un certo numero di oscillazioni preliminari - variabile, generalmente, da 5 a 10 -, il giocatore avverte che è il momento di lasciar partire il colpo (attenzione: non ci deve essere intenzionalità nel tiro, pena l'errore pressochè sicuro), gli occhi si fermano sulla battente per l'ultima verifica del punto attacco. Quando poi la stecca viene ritratta in modo controllato nel "backswing" (l'ultima oscillazione prima del decisivo attacco di palla), lo sguardo si fissa esclusivamente sul punto di mira scelto sulla palla avversaria, per dare all'occhio un tempo ottimale di messa a fuoco, in funzione di una migliore coordinazione occhio-braccio. Questo è il modo più naturale di guardare le biglie, dominante nei giochi di buche e prevalente anche nei 5 birilli e nella carambola. Un metodo che, basato sul guardare per ultima la palla avversaria, consente micro-aggiustamenti "in volo" del colpo di stecca, che permettono di mandare a bersaglio il tiro anche con una meccanica esecutiva imperfetta. In contrapposizione a questo sistema di gioco che possiamo definire "istintivo", ce n'è un altro -che chiamiamo invece "razionale"- in base al quale si guarda all'ultimo momento la battente, in modo da essere sicuri che la stecca vada a colpire la palla esattamente nel punto di attacco prescelto.  Un modo, questo, che sebbene non diffuso come il precedente, ha molti fautori, soprattutto tra i giocatori ad alto livello. Un dato lo prova: tutti i più grandi professionisti italiani dal dopoguerra al 1980 -Biagini, Lotti, Cavallari, Sessa, Coppo e Mazzarella- lo hanno adottato! Ciò che conta è colpire con precisione la battente: tutto il resto è una conseguenza.
Questo metodo ha il vantaggio di eliminare l'ultimo passaggio, ossia la messa a fuoco dell'elusivo punto di mira sulla superficie dell'avversaria, ma richiede una meccanica esecutiva più sicura, in quanto la direzione del colpo di stecca non può più essere adattata "in volo" al bersaglio, come accade con l'altro sistema. Conviene allora guardare la battente o l'avversaria? Consigliamo di inserire entrambi i metodi nel proprio gioco, adottando -di base- quello più naturale, ma considerando che, in posizioni ostiche, potrebbe essere meglio l'altro. Dopo altre considerazioni che non riporto in quanto già espresse in precedenza, riporto la conclusione finale che Cavalli esprime: " In conclusione si può forse dire, alla ricerca di una logica valida per tutte le specialità del biliardo, che se nel tiro si ricerca la grande precisione -come succede nella delicata fase dell'imbucata- la tendenza è quella di giocare senza effetto, guardando la palla avversaria. se l'obiettivo, invece, è una corretta distribuzione delle forze, da ricercare preferibilmente con l'effetto, allora è sulla battente che l'attenzione del giocatore tende a focalizzarsi nel momento clou del tiro".
Spero di essere stato di aiuto, scusate eventuali errori di battitura.
ISSIMO

Quoto in pieno, personalmente uso il secondo metodo. Col primo metodo faccio molti birilli, ma controllo peggio la battente, errori di conduzione che si evidenziano principalmente sui tiri veloci che mi risultano differenti a seconda che vengano tirati da sinistra o da destra.
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Messaggioda issimo » sabato 10 marzo 2007, 17:43

Io guardo la battente, mi permette di seguire meglio il movimento della stecca durante il brandeggio, e quindi di portare più correttamente il colpo di stecca. Uso anche questo metodo perchè porto gli occhiali e quindi la messa a fuoco mi è più facile sulla palla battente che è più vicina, certo devo rifinire prima di pormi sul tiro la linea di mira prescelta. Per fare questo indietreggio di alcuni passi dal tavolo,scelgo la quantità di palla da colpire e la linea che unisce la palla battente con l'avversaria, a questo punto mi avvicino al tavolo e mi imposto allineandomi a questa traiettoria.
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Messaggioda giupix » domenica 11 marzo 2007, 8:30

Messaggio inserito da H5N1

[i]

Quoto in pieno, personalmente uso il secondo metodo. Col primo metodo faccio molti birilli, ma controllo peggio la battente, errori di conduzione che si evidenziano principalmente sui tiri veloci che mi risultano differenti a seconda che vengano tirati da sinistra o da destra.


Idem

ciao giupix
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Messaggioda ciccarello » mercoledì 14 marzo 2007, 19:22

Parliamo sempre di grandi giocatori,io personalmente,sono un tifoso del grande Cifalà e anche di Riccardo Belluta, anche se questultimo risulta lento nel gioco,ma il piacere e che non sai mai che tiro eseguono,perche anno una grande visione di gioco, e una grande fantasia,quanti siete daccordo con me?
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Messaggioda Biagio999 » giovedì 15 marzo 2007, 10:14

e il Bomba dove lo metti? Tutti i suoi incontri hanno la firma.

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Re: durante il tiro

Messaggioda strisciofortesteola » venerdì 13 gennaio 2017, 1:39

Prima di mettermi sul tiro guardo l'avversaria, mi metto sul tiro e guardo la mia e punteria, quindi guardo un paio di volte mia e avversaria, quindi tiro, e lo faccio mentre guardo l'avversaria (anche perché se non la guardo, non posso vedere se colpisco dove ho mirato).
Ultima modifica di strisciofortesteola il venerdì 13 gennaio 2017, 1:39, modificato 3 volte in totale.
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Re: durante il tiro

Messaggioda birillorosso » venerdì 13 gennaio 2017, 8:39

approfitto della discussione per cercare di chiarire un esecuzione....nei tiri di tre sponde di calcio e delle bricolle, da che parte leggete le uscite? nel caso leggiate dalla parte della battente che accorgimenti prendete....grazie e buona giornata a tutti
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Re: durante il tiro

Messaggioda jk11ul » domenica 15 gennaio 2017, 16:49

Per le tre di calcio, io leggo dalla battente (a meno che l'avversa non sia molto vicina alla sponda).
Prima assegno il valore del birillo rosso a seconda della posizione della battente, poi traguardo il birillo rosso col valore assegnato meno cinque della terza sponda. Quindi mi sposto in parallelo fino al punto in cui voglio colpire l' avversa, e questo è il mio valore di uscita. Gioco con effetto 2 e il sistema funziona bene.
Anche per la bricolla sempre dalla battente a meno che non sia troppo vicina alla seconda sponda.
Ultima modifica di jk11ul il domenica 15 gennaio 2017, 16:49, modificato 2 volte in totale.
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Re: durante il tiro

Messaggioda Erne Favro » mercoledì 18 gennaio 2017, 22:52

Ciao, riesci a mettere uno schema del sistema con relative numerazioni?
Grazie
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Re: durante il tiro

Messaggioda Bata_Reyes » giovedì 19 gennaio 2017, 12:18

Per fare schemi vi suggerisco questo. Quando l'hai disegnato si può salvare on-line e quindi si può postare il link dello schema creato.

https://pad.chalkysticks.com

Per il tavolo da birilli scegliete "billiards" nel menu in alto a sinistra (table).
Ultima modifica di Bata_Reyes il giovedì 19 gennaio 2017, 12:18, modificato 2 volte in totale.
Pentiteve diauli!
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Re: durante il tiro

Messaggioda jk11ul » giovedì 19 gennaio 2017, 15:01

Non voglio ingarbugliarmi con schemi, ma se non è chiaro provo a spiegarmi meglio, anche se lo fa certamente meglio di me Nascimbene in una delle prime lezioni della Billiard School.
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Re: durante il tiro

Messaggioda mdegren » giovedì 2 febbraio 2017, 15:03

Bello aver ripreso una discussione 10 anni dopo. C'era ancora Paciuli :D ... e si parla del Bomba :(
Comunque parlando con Gomez jr, a me suggeriva di guardare la battente soprattutto nei filotti.
Devo dire che non mi viene naturale ma facendo cosi la steccata risulta più lineare e soprattutto non "tolgo" l'effetto, cosa che mi capita se invece guardo l'avversaria.
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Re: durante il tiro

Messaggioda duesponde » martedì 7 marzo 2017, 20:51

una volta che hai mirato l'avversaria non si sposta,e quel che conta è il trattamento della battente,si gioca con la battente l'avversaria fa quello che la battente le trasmette;poi personalmente cosi' facendo verifico la linearità della steccata e la quantità di effetto che ho deciso di dare.Se quando tiri e non sei allineato correttamente guardi l'avversa per corregerti al volo fai il peggiore errore che puoi commettere perchè hai un vizizio d'impostazione che invece di correggere compensi,e la tua steccata non sarà rettilinea.
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Re: durante il tiro

Messaggioda damiraguilar » mercoledì 8 marzo 2017, 14:56

Ciao a tutti mi permetto di condividere il Mio  pensiero dato da mie esperienze, che va a toccare il come "pensare" il gioco biliardo sempre imho. Le tecniche che impariamo (se valide e ferrate) sono TuttE valide indiffferentemente, non c 'é ne una che sia la panacea di tutti i mali e che prevalga su altre e che per noi diventa l'unica "verità" da difendere a spada tratta a tutti i costi. Lo scritto del buon Cavalli coglie abbastanza ciò che penso, le tecniche sono degli " strumenti" che abbbiamo e che a seconda del tiro dobbiamo impiegare quella che decidiamo sia migliore per l'occasione anche da qui si distingue un ottimo giocatore. Come sà chi mi conosce io gioco a pool e quando ho cercato di dare consiglio ai birillai subito a dire è  un altro gioco altre bilie è  un gioco da ragazzini, e quindi ora desisto, anche perché molti pensano che il loro gioco è il più bello e difficile di tutti gli altri. Ora scusate la divagazione ma era per vedere di esssere d'accordo su alcuni punti, se io riesco ad esssere più preciso e a mandare la bilia nel punto preciso dove ho mirato, giova in qualsiasi specialità del biliardo, importanti poi sono le porzioni di bilia che vado a ricercare che sono preponderanti per corse e risultato a parità di efffetti e non, e penso che anche questo punto sia comune a tutti. Ora ,per me, va da se che quando gioco a snooker e ho una bilia molto piccola su cui lavorare,... quasi nulla di effetto o proprio nulla se posso,   (per noi piccola per gli snookeristi è normale) e la bilia  da colpire a 3 metri distanza per me e ovvio abbasssarmi completamente sulla stecca in modo che  i miei occhi per illusione ottica non percepiscano piu la " profondità" e la bilia ogggetto mi appaia vicina alla bilia battente in modo da "controllare o lavorare" porzione e relativo punto bilia e una volta controllato l'attacco della battente tutta la mia attenzione è focalizzata sulla bilia ogggetto, d'altro canto giocando a carambola in cui ho la bilia da battere dietro al pallino in linea alla "buca" devo far parabolare leggermente la bilia per entrare in sponda lunga corta "spostare" la bilia di misura e concludere caranbola sul palliino, qui la mia attenzione dopo l'impostazione e la ricerca del punto d'attacco sulla sponda lunga a cui in questa fase dò massima attenzione mirandomela addirittura abbassandomi sulla stecca e di conseguenza trovando la linea di tiro o come preferisco il "binario" dove passerà la battetnte e portando il corpo in corretta posizione mi preparo a lasciare andare il tiro, e questa volta la mia attenzione e tutta per l'attacco sulla battente. Qualcuno avrà notato che ho speso più parole in descrizione del "che succede prima" su questo esempio rispetto all'altro, perché constatato sulla mia persona quando il tiro da eseguire e la relativa tecnica che decido mi portano a scegliere per concentrarmi sull'attacco della battente spesso non dò la giusta attenzione ,antes, alla perfetta indivduazione della linea di tiro e relativa precisione sul primo punto di arrivo, sia  esso sponda o bilia ecco è secondo me una mancanza che si commette spesso nel gioco dei birilli e che fà la differenza tra un tiro che " puo andare" con uno con messs e birilli fatti per un buon risultato c'è bisogno di un ottimo inizio. Ecco ho finito un pò prolisso ma scrivo ogni 4 mesi, chiedo venia penso di aver messo qualche incipit spero graditi e vogliate scusarmi se da neofita dei birilli ho detto la mia magari errando, ma secondo me certe basi e concetti e relative tecniche sono "universali" in questo mondo biliardo governato molto più dalle leggi della fisica che non dalla geometria sempre imho un saluto ciao.
Ultima modifica di damiraguilar il mercoledì 8 marzo 2017, 14:56, modificato 1 volta in totale.
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Non posso perdere ...........con willy il penguen.
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