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durante il tiro

Tecnica, tattica, sistemi e materiali di gioco

durante il tiro

Messaggioda giupix » giovedì 1 marzo 2007, 11:10

Non sapevo che titolo dare alla discussione, il fatto è che sono alla ricerca di un continuo miglioramento durante l'impostazione del tiro e della mira.
Cerco, durante le partite trasmesse in tv, senza successo, per mancanza di inquadratura, di intavedere nel gicatore di turno se l'ultima biglia che guarda durante il tiro è la battente o l'avversaria.
Chidevo :
voi come vi comportate, nel momento che tirate, l'ultima biglia che guardate è la battente o l'avversaria ?
Dipende forse dal tiro ?
è una questione di abitudine o cè di più sotto ?
mi piacerebbe ascoltare anche il parere di qualche prof che frequanta il forum. Grazie

Ciao giupix
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Messaggioda perseo » giovedì 1 marzo 2007, 11:18

L'impostazione guarda punteria e punto di mira, mentre i miei occhi guardano il cuore della battente.

FABIO

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Do not worry about your difficulties in Billiard. I can assure you mine are still greater.  ;)
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Messaggioda dado04 » giovedì 1 marzo 2007, 11:31

http://forum.biliardoweb.com/view ... hichpage=1

Me la ricordavo più lunga, comunque c'è roba interessante. ;)

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La Roma che conosco la porto sempre dentro, nei giorni di burrasca e in quelli senza vento.Tra vicoli, palazzi, bar, trattorie, sò centomila strade...e sono tutte mie. E sono tutte mie le facce della gente.Le donne sul balcone, il ricco, il mendicante.Posteggiatori, tassinari, barbieri e benzinai.La Roma che conosco non la conosci mai!La Roma che conosco c'ha sempre er sole addosso e quanno esco ride, e me lo presta spesso.E pure quanno piove sembra che non disturba.Te fracica, te frega...è come una donna furba.La Roma “se vedemo, dimo, annamo, famo!Non ti devi da preoccupare che tanto te richiamo!”.La Roma...”N'dov'è che devono andà tutti quanti?Moto, motorini, vespette...ottovolanti!”.La Roma che conosco, dù ore pe fa un metro…però mentre te blocca, te fa vedè San Pietro.La Roma che conosco è tavoli in eccesso e tutti addosso a tutti, ma stamo bene lo stesso.Basta che quel piatto rimanga sempre quello.Guanciale, pecorino...e un pò de quel vinello.Che ce fa uscì contenti tra i vicoli incantati, a ride con gli amici oppure innamorati.La Roma che conosco te insegna a fa l'amore e a ogni bacio aggiunge un pò, un pò del suo sapore.Così la porti dentro dovunque te ne vai.La Roma che conosco... non la conosci MAI!!
Non fà la stupida stasera, damme 'na mano a faje dì de si.Non fà la stupida stasera…
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Messaggioda paciuli » giovedì 1 marzo 2007, 11:35

Hai letto i consigli di Jeanette sulla routine pre-tiro?  :)
http://forum.biliardoweb.com/viewtopic.php?t=3412

--
Enrico

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Messaggioda Spiderman » giovedì 1 marzo 2007, 15:23

Tra tutte le specialità quella che richiede la precisione più chirurgica nel punto di mira è senza dubbio lo snooker, e tutti i maestri o manuali di quella specialità raccomandano, una volta sicuri di avere una posizione del corpo perfetta e soprattutto IMMOBILE, di guardare il punto da colpire mentre si scocca il tiro. Io l'ho sperimentato personalmente nel pool e devo dire che nei tiri che richiedono una maggiore precisione nella mira (specie quelli lunghi) le mie percentuali di riuscita si sono alzate vertiginosamente.  :)

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www.play-pool.eu - PlayPool, Pool Related Clothes

(in inglese fa più figo, vero?)
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Messaggioda Roby » giovedì 1 marzo 2007, 16:16

Faccio 2 esempi x esprimere meglio il mio punto di vista:

Se sto tirando un 3 sponde di misura guardo x ultimo il punto dove dev ocolpire la MIA bilia

Se sto tirando un filotto di 3 passate a tutto biliardo (ossia con la battente quasi a colla e avversaria quasi a colla) allora l'ultimo punto che guardo e' il punto dell'avversaria dove dovrebbe essere colpita.

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Messaggioda Biagio999 » sabato 3 marzo 2007, 10:57

giupix, prova a tirare ad occhi chiusi, scoprirai che non è importante sofermarsi a guardare la battente ma l'avversaria.

Biagio _ SALENTO : lu mare, lu sule, lu ientu_
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Messaggioda Gufo » sabato 3 marzo 2007, 11:08

Messaggio inserito da Biagio999

giupix, prova a tirare ad occhi chiusi, scoprirai che non è importante sofermarsi a guardare la battente ma l'avversaria.

Biagio _ SALENTO : lu mare, lu sule, lu ientu_


L'esperienza sul forum insegna che ogni metodo è giusto e tutti
sono "sbagliati", sbagliati l'ho messo apposta tra le virgolette x far
capire che ogni uno di noi ha un "Suo" modo.
A me ad esempio hanno insegnato ke una volta che ti sei impostato,
una volta che hai scelto la porzione o il punto d'attacco da colpire sia su una sponda che su una biglia, poi la concetrazione deve essere
focalizzata "SOLO" sulla battente.

Ciao

West Siiiiiiiiiiiiiide!!!
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Messaggioda giupix » sabato 3 marzo 2007, 11:40

Ringrazio tutti per le risposte e per i consigli, mi piacerebbero
ascoltare altri pareri.

ciao giupix
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Messaggioda issimo » sabato 3 marzo 2007, 13:17

Riporto quanto evidenziato da Maurizio Cavalli nella rivista "L'arte del biliardo".
"Le oscillazioni preliminari della stecca servono, come sappiamo, non solo a far maturare la percezione del tiro, ma anche a rifinire la mira. Attraverso veloci passaggi degli occhi da palla a palla, il giocatore ha modo di verificare che la stecca continui a puntare la battente esattamente dove dovrà colpirla, in modo da mandarla a bersaglio lungo la linea di mira prescelta. Se il tiro è senza effetto, tale linea coincide con il prolungamento della stecca, consentendo di mirare sulla palla avversaria direttamente con la punta dell'attrezzo. Una tecnica valida che risulta ancor più efficace quando si adotta una posizione molto abbassata al tavolo, che consente di mirare con la stecca come fosse un fucile. Quando, dopo un certo numero di oscillazioni preliminari - variabile, generalmente, da 5 a 10 -, il giocatore avverte che è il momento di lasciar partire il colpo (attenzione: non ci deve essere intenzionalità nel tiro, pena l'errore pressochè sicuro), gli occhi si fermano sulla battente per l'ultima verifica del punto attacco. Quando poi la stecca viene ritratta in modo controllato nel "backswing" (l'ultima oscillazione prima del decisivo attacco di palla), lo sguardo si fissa esclusivamente sul punto di mira scelto sulla palla avversaria, per dare all'occhio un tempo ottimale di messa a fuoco, in funzione di una migliore coordinazione occhio-braccio. Questo è il modo più naturale di guardare le biglie, dominante nei giochi di buche e prevalente anche nei 5 birilli e nella carambola. Un metodo che, basato sul guardare per ultima la palla avversaria, consente micro-aggiustamenti "in volo" del colpo di stecca, che permettono di mandare a bersaglio il tiro anche con una meccanica esecutiva imperfetta. In contrapposizione a questo sistema di gioco che possiamo definire "istintivo", ce n'è un altro -che chiamiamo invece "razionale"- in base al quale si guarda all'ultimo momento la battente, in modo da essere sicuri che la stecca vada a colpire la palla esattamente nel punto di attacco prescelto.  Un modo, questo, che sebbene non diffuso come il precedente, ha molti fautori, soprattutto tra i giocatori ad alto livello. Un dato lo prova: tutti i più grandi professionisti italiani dal dopoguerra al 1980 -Biagini, Lotti, Cavallari, Sessa, Coppo e Mazzarella- lo hanno adottato! Ciò che conta è colpire con precisione la battente: tutto il resto è una conseguenza.
Questo metodo ha il vantaggio di eliminare l'ultimo passaggio, ossia la messa a fuoco dell'elusivo punto di mira sulla superficie dell'avversaria, ma richiede una meccanica esecutiva più sicura, in quanto la direzione del colpo di stecca non può più essere adattata "in volo" al bersaglio, come accade con l'altro sistema. Conviene allora guardare la battente o l'avversaria? Consigliamo di inserire entrambi i metodi nel proprio gioco, adottando -di base- quello più naturale, ma considerando che, in posizioni ostiche, potrebbe essere meglio l'altro. Dopo altre considerazioni che non riporto in quanto già espresse in precedenza, riporto la conclusione finale che Cavalli esprime: " In conclusione si può forse dire, alla ricerca di una logica valida per tutte le specialità del biliardo, che se nel tiro si ricerca la grande precisione -come succede nella delicata fase dell'imbucata- la tendenza è quella di giocare senza effetto, guardando la palla avversaria. se l'obiettivo, invece, è una corretta distribuzione delle forze, da ricercare preferibilmente con l'effetto, allora è sulla battente che l'attenzione del giocatore tende a focalizzarsi nel momento clou del tiro".
Spero di essere stato di aiuto, scusate eventuali errori di battitura.
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Messaggioda lou peralta » sabato 3 marzo 2007, 14:45

(premessa:
prima di dire la mia mi viene da sorridere pensando a me stesso, perchè penso che se non sono un mago del biliardo magari posso dire delle stupidaggini, altrimenti dovrei far seguire a un'opinione corretta dei risultati almeno ottimi. Infatti se qualcuno pensa: "ma che ci vuole insegnare quel LUO, Lou ,o chicchessia che non ha mai vinto nemmeno un campionato di condominio", gli do perfettamente ragione, tuttavia faccio per fare due chiacchiere con voi).
Io sono tra quelli che dicono che è meglio tirare ad occhi chiusi, o guardando da un'altra parte se hai vergogna delle critiche, o - se la sensazione d'imbarazzo ti spinge a vergognarti anche di guardare altrove
fare finta di guardare su qualunque punto della traiettoria che congiunge la battente con l'avversaria. Ammettiamo infatti
a)che il giocatore abbia prefigurato in modo corretto prima le traiettorie di tutte le biglie interessate nel tiro
b) conseguentemente abbia stabilito il punto d'attacco della stecca ed il punto d'impatto della battente
d)che tenendo conto di questa visione "panoramica" si sia correttamente impostato, anzi, "appostato" in modo che la sua postazione sia corretta e stabilissima
c) che abbia apportato una finale, millimetrica correzione per spostamento parallelo della stecca ruotando di qualche decimo di secondo di grado la stecca
e) che abbia prodotto in maniera sequenziale una serie di "brandeggi"
in modo da verificare direzione, velocità di slancio, peso della stecca, ecc.,
A questo punto basta lanciare la stecca senza farsi assolutamente influenzare da null'altro.
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Messaggioda ciccarello » sabato 10 marzo 2007, 9:15

Giupx, un consiglio che ti do e molto semplice specialmente se non sei un gran colpitore, un giorno nella sala dove io mi passo il tempo e venuto per una esibizione Gomez e alla domanda se poteva darmi un consiglio per quanto riguarda i vari ragrizzi mi a detto una cosa che mi a colpito, e un po mi a fatto anche migliorare,devi penzare che la palla avversaria e un tuo nemico in cui devi metterci tutta la grinta per abbatterlo. a me e servito, spero anche a tè, vorrei anche sapere cosa ne penzano gli altri amici
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Messaggioda giupix » sabato 10 marzo 2007, 9:28

Messaggio inserito da ciccarello

Giupx, un consiglio che ti do e molto semplice specialmente se non sei un gran colpitore, un giorno nella sala dove io mi passo il tempo e venuto per una esibizione Gomez e alla domanda se poteva darmi un consiglio per quanto riguarda i vari ragrizzi mi a detto una cosa che mi a colpito, e un po mi a fatto anche migliorare,devi penzare che la palla avversaria e un tuo nemico in cui devi metterci tutta la grinta per abbatterlo. a me e servito, spero anche a tè, vorrei anche sapere cosa ne penzano gli altri amici



Grazie per il consiglio, in effetti non sono un gran colpitore. A proposito di gomez, ieri ho visto la staffetta in tv. Spettacolare.

ciao giupix
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Messaggioda dado04 » sabato 10 marzo 2007, 12:13

Messaggio inserito da giupix




A proposito di gomez, ieri ho visto la staffetta in tv. Spettacolare.

ciao giupix


Concordo!Ieri Gomez ha fatto questo doppio angolo a morire dietro al pallino con una misura impressionante!Uno dei più bei tiri che abbia mai visto! ;)


Immagine:
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Rispetto, ma non condivido...così, per partito preso!!   :D ImmagineImmagineImmagineImmagine :D
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Messaggioda bracciostorto » sabato 10 marzo 2007, 13:43

Gomez meriterebbe una discussione a parte (se non addirittura un Forum a lui dedicato) intitolato "Nestor Gomez".
Non ho visto la staffetta, attendo quindi con ansia il lavoro impagabile di Saverio e Fabrizio, comunque ho visto i 5 birilli di coppia Gomez-Longo Vs Campostrini-Calzi (se non ricordo male).
Anche in quella occasione Gomez è stato spettacolare. Non colpirà come Quarta, Maggio, Aniello, ecc., ma l'eleganza, il senso estetico che dà al biliardo, la visione di gioco, la mimica facciale sugli errori mai volgare ma efficacissima nel descrivere lo stato d'animo, il suo memorabile ponticello, anche le sue ginocchia entrambe piegate tipiche della sua impostazione, LO RENDONO IL MIGLIORE.
E dal punto di vista televisivo, credo abbia la stessa efficacia nel bucare il video, del Gomez giocatore.
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