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Mira: la parola ai Pro

Tecnica, tattica, sistemi e materiali di gioco

Mira: la parola ai Pro

Messaggioda cj » venerdì 10 giugno 2005, 14:36

http://www.sfbilliards.com/PnB_aiming.pdf

Io penso che anche i Pro che dicono di andare di puro istinto all'inizio andava con dei sistemi poi giocando ogni giorno per 10anni come fanno loro allora si posso capire l'istinto. Comunque secondo me la cosa migliore per noi umani e usare entrambe i fattori sistemi e istinto nel punto in cui coincidono. Cioè mi spiego: mi è capitato diverse volte di aver mirato una palla con il classico dei sistemi ma mettendomi giu e guardando le biglie il mio istinto mi diceva che mirando in quel modo la biglia non sarebbe entrata ma ho voluto dare retta alla "scienza" e inevitabilmente ho mancato il tiro. Altre volte mi è capitato di non usare nessun sistema mirante ma solo si andare giu e di lasciare fare all'istinto ma inevitabilmente anche questa volta l'errore. In conclusione quando la mira  presa con un qualsiasi sistema coincide con il mio istinto(forse perchè ho maggiore convinzione) la biglia va dritta in buca.

E voi che ne pensate, sistemi o puro istinto?

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Messaggioda lupomarino » venerdì 10 giugno 2005, 15:11

Urca che ghiotta carne al fuoco!
Me lo leggerò con calma (il mio inglese è un poco arrugginito).
Quanto sarebbe bello che sulla Gazzetta dello Sport dopo 500 pagine di calcio ve ne fossero un paio di biliardo...!
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Messaggioda luigi » venerdì 10 giugno 2005, 17:23

Purtroppo il "mio" inglese è assai più che arrugginito, è... inesistente... Quindi mi sa che l'articolo scovato da cj, che mi sembra (a "sensazione") molto
interesante e probabilmente utile, almeno per quel che mi riguarda resterà "cosa morta". Posso solo sperare che, mosso da compassione, voglia intervenire il nostro comune Amico dalla Cina, il quale già in passato si è fatto carico del lavoro di traduzione. Sperèm...
In effetti sul discorso "mira" c'era anche tutto un libro (sempre in inglese) che trattava l'argomento, ma è sparito nel... limbo.

"Sistemi o puro istinto?"
Direi un minimo di riferimenti (non veri e propri "sistemi") e poi... lasciare fare alla natura. Soprattutto, tante, ma tante... "ore di volo". Questo detto solo in relazione alla "precisione", per quanto riguarda invece la qualità totale dell'esecuzione, allora alla "natura" occorre abbinare anche tecnica e conoscenza.
La precisione fa fare i birilli, tecnica e conoscenza mettono "a posto" le bilie.





Scritto Da - luigi on 10 Giugno 2005  17:32:50
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Messaggioda Spiderman » venerdì 10 giugno 2005, 20:58

Lasciamo Alessandro in pace, sperando di rileggerlo al più presto ma rispettosi dei suoi impegni di adesso.
Mi sono permesso di farne le veci, ho tradotto parte dell'articolo, molto lungo quindi per ora beccatevi questa, spero di avere il tempo per completare l'opera al più presto.

Quando avevo 11 o 12 anni, iniziai a colpire palle intorno al tavolo di 8 piedi nella cantina di casa mia. Poco dopo, mio padre decise di insegnarmi alcuni fondamentali del gioco – sapete, le cose attraverso cui tutti devono passare, come posizione, steccata, e si, la mira. Per l’allenamento, mio padre disegnava dei diagrammi di tiri per me, indicando con una battente tratteggiata il punto in cui la bilia oggetto (l’avversaria per i birillisti, n.d.t.) avrebbe dovuto essere colpita in ogni tiro. Fu in questa maniera che io imparai a mirare secondo il sistema comunemente chiamato della “palla fantasma”. Più tardi, quando egli aprì il club di biliardo (ok, nel 1976 era ancora una “sala biliardi”), io ebbi il beneficio di sentire ciò che molti dei grandi e meno grandi giocatori pensavano a proposito della mira. Infatti, era un regolare argomento di discussione da Harold’s, e tra gli “abituali” venivano settimanalmente provate nuove teorie; alcune plausibili, altre, beh, semplicemente stupide.
Ma la cosa più interessante che veniva fuori ascoltando tutte queste teorie e guardando i loro attenti esperimenti era che ognuno sembrava avere un modo di mirare leggermente differente dagli altri, che funzionava per sé stesso. Ciononostante, ognuno di essi cercava sempre quel metodo perfetto, il fantomatico “segreto del pool” che non li avrebbe fatti sbagliare, mai più.

IL SEGRETO DEL POOL

Quindi un giorno, mio padre lo scoprì. “Questo, Shari,” mi disse “è il segreto del pool.” Spiegò con attenzione, il suo nuovo metodo di mira, messo giù semplicemente: immaginare la palla oggetto su dei binari di una ferrovia che la portano in buca. Ci provai, seguendo attentamente le sue istruzioni. Funzionò. Tirai ancora. Funzionò ancora. Funzionò per un’altra settimana, poi tornai al metodo della palla fantasma. Non era quello che aveva smesso di funzionare, era semplicemente, beh, troppo lavoro! E naturalmente, da allora egli scoprì un’altra dozzina di “segreti del pool”, così…
Oggi io credo ancora che il metodo migliore da insegnare a un nuovo allievo sia la comprovata teoria della “palla fantasma”, o “palla dietro la palla”. Tanti professionisti sono d’accordo. Altri hanno teorie completamente differenti. Durante le ricerche per questo articolo, sono andato a casa e ho provato i metodi che molti dei giocatori hanno dichiarato di usare. Ho anche provato quella che vi ho detto che io adotto. Sono stato sorpreso di scoprire che io stesso non la uso tanto come pensavo, e felice di sapere che in molti casi l’istinto ha la meglio sulla visualizzazione creativa. Ma per molti di noi, la visualizzazione creativa non è solo divertente, ma necessaria. Non importa quale sia il tuo livello di abilità, è sempre positivo avere qualcosa in cui rifugiarsi – una zona di conforto per quei giorni in cui i tiri proprio non li vedi.

LA “PALLA FANTASMA” E ALTRE VISIONI CREATIVE

Viene fuori che il metodo che ho imparato da bambina è quello che hanno mparato moti professionisti, e molti di loro tuttora lo sottoscrivono. Vicky Pasky, # 16 nel ranking WPBA e autrice della serie mensile “Annie and the Pro” proprio qui su P&B Magazine, dice:”Io immagino la palla fantasma, vedendo dietro la palla oggetto una palla che io voglio rimpiazzare con la bianca. Questo è molto più facile, per tante persone, di individuare un punto preciso su una superficie sferica e doverlo colpire con un’altra superficie sferica!”.
La # 11 Dawn Hopkins è d’accordo. “Quello che faccio è guardare la palla da imbucare, immaginare una bilia fantasma e tracciare la linea che congiunge la battente con la bilia oggetto”.
Il rappresentante ed articolista di Pool and Billiard Magazine Roger Griffis, ora #21 in classifica nel PBT, ha una leggera variazione sul tema. “Io uso la palla fantasma e divido la palla in 90 gradi. Entrambi ti danno un’immagine di dove colpisci la palla, dopodiché, una volta imparato, puoi iniziare a giocare d’istinto.”
La #24 Bonnie Arnold usa visualizzare il punto in cui la palla deve incontrare la buca. “Quando miro, guardo la buca e visualizzo il punto in cui la palla deve entrare. Poi guardo il punto sulla palla oggetto e visualizzo la linea immaginaria dalla bianca alla bilia oggetto alla buca.”
Allo stesso modo, Steve Mizerak dice:”Il modo in cui io trovo il punto di contatto sulla palla oggetto è visualizzare una linea immaginaria dal fondo della buca verso la palla oggetto. Durante i miei brandeggi preliminari, il mio sguardo va avanti e indietro dalla bianca al punto di contatto con la palla oggetto. Uso uno o due brandeggi più lenti, su tutti i tiri perché mi da la sicurezza di colpire la palla nel modo corretto, perché il fondo della bianca è il punto più solido sul quale costruire. Non ho trucchi particolari per tagliare una bilia o tirare una palla lungo sponda”.
Steve aggiunge che “E’ molto difficile dire a una persona come mirare. Imbucare le palle è un’abilità istintiva che deve essere imparata attraverso prove ed errori. Non può essere imparata giocando una volta alla settimana. Invece di provare un tiro 20 volte per impararlo, io lo provo 200. Non ho ancora trovato un metodo più facile!”.

BASIC INSTINCTS

Steve porta alla luce un punto fermo ripetuto da molti professionisti. La mira è passata in secondo piano, la memoria muscolare ha avuto la meglio. Prove ed errori su centinaia di migliaia di tiri fatti e mancati dai migliori professionisti in dozzine di anni di competizioni – diavolo, chi ha bisogno di visualizzare più? Secondo la #16 Kelly Oyama, “Non c’è un modo prestabilito per me. Guardo la buca, guardo la bilia e ritengo di sapere già dove devo colpirla. Ma leggerò l’articolo, magari c’è un metodo migliore!”
Forse no, Kelly. Troppi professionisti sono d’accordo con te. La grande giocatrice e direttrice di P&B Magazine Loree Jon Jones dichiara che “Mirare mi viene naturale, dove ho sempre pensato che la bilia andasse colpita. Per questo mi viene difficile insegnare alla gente a mirare.”
Mike Massey è un campione di Trick Shots e un giocatore completo, attualmente #7 della classifica. Lui spiega, “ho provato molti sistemi ma nella maggior parte dei casi devi giocare a istinto. Devi allenare tutti i tipi di istinto, provando tutti i tipi di colpo. Per iniziare, puoi usare l’angolo di mezza palla, perché è facile da giudicare. Devi solamente costruirti il tuo istinto e la tua memoria muscolare. Questo è quello che ho fatto io.”
Anche il #11 Tony Ellin si basa sull’istinto. “Direi che la mira è sostanzialmente tentativo ed errore e istinto, usando il tuo giudizio. Io posso guardare la traiettoria tra la buca e la bilia oggetto, ma ora non lo faccio quasi più. Sviluppi un istinto per la mira giocando sempre.”
Il #21 Howard Vickery dice, “Non c’è un modo per me di spiegare, se non colpirla con il giusto impatto. La tua coordinazione braccio-occhio compensa le differenze nella rotondità delle palle.”
Howard cita un’ ottima argomentazione qui. Qualunque sia stato il tuo iniziale metodo di mira, la coordinazione occhio-mano può compensare errori nel tuo metodo, illusioni ottiche o occhi stanchi? Se si, quanto tempo ci vuole?
Secondo Earl Strickland, attuale #4 e vincitore di numerosi eventi Pro, “Io ho giocato così tanto che non ci devo pensare più (Certo che se quando sbagli sculi è facile, eh?!... n.d.efren). Ma io le mando in buca anche con l’effetto, come fanno molti professionisti. Loro usano sempre molto effetto. I Pro imbucano con l’effetto e questo viene a sensazione. Se vuoi imparare la mira, devi imparare a gestire l’effetto e  ciò che comporta sulla palla oggetto. I dilettanti, che non usano l’effetto, hanno vita più facile nel mirare la palla diritta.”
Incontrando Mark Jarvis al Sands Regency, ora al # 24 del PBT, dice:”Io miro a porzioni di palla, non in un punto particolare, ma solo già nel tabellone dei perdenti! Seriamente, la porzione di palla che guardo dipende da dove voglio far andare la bianca (permettetemi un “Grazie al C....”, n.d.efren). Per me in gran parte è feeling e memoria derivata dall’aver eseguito un tiro molte volte.”

FINE PRIMA PARTE

Ciaoooo
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Messaggioda luigi » sabato 11 giugno 2005, 1:02

efren, a nome mio e di tutti gli altri "non anglofoni" del Forum.
GRAZIE GRAZIE GRAZIE
Luigi
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Messaggioda lupomarino » sabato 11 giugno 2005, 1:31

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...efren, a nome mio e di tutti gli altri "non anglofoni" del Forum.
GRAZIE GRAZIE GRAZIE...
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Sono commossa...Immagine
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Messaggioda Ryno » sabato 11 giugno 2005, 16:02

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efren, a nome mio e di tutti gli altri "non anglofoni" del Forum.
GRAZIE GRAZIE GRAZIE
Luigi



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Messaggioda trytrai » sabato 11 giugno 2005, 20:29

grazie davvero
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Messaggioda Spiderman » domenica 12 giugno 2005, 17:21

Ecco la seconda ed ultima parte, buona lettura.
(Luigi, non mi ringraziare troppo: con tutto il Sapere che hai generosamente e garbatamente condiviso con noi bisognerebbe aprire una sezione 10 del Forum: Ringraziamenti a Luigi... :) )

X MARCA IL PUNTO

In contrasto con la porzione di palla e la teoria basic instinct c’è il “singolo punto”. Quest’altro tema preferito tra i Pro si è focalizzato su un singolo punto sulla palla oggetto che la manderà ad imbucarsi esattamente nel punto designato. La #4 Ewa Mataya Laurence offre la più dettagliata spiegazione di questa teoria. “La mira è un processo in quattro passaggi. Primo, traccia una linea dalla buca al centro della palla per stabilire il punto esatto in cui vuoi colpirla. Poi, prima di andare giù sul tiro, se hai bisogno di applicare effetto o no. Trova il tuo nuovo punto esatto e tieni gli occhi su di esso. Una volta sceso sul tiro, muovi lo sguardo avanti e indietro tra la battente e la bilia oggetto. Tutti dicono “guarda la palla oggetto”, ma non è sufficiente: bisogna guardare quel piccolo punto preciso. Se sbagli, potrebbe essere allora un problema con la tua meccanica, non con la mira.
La #7 Nikki Benish spiega, “Così è come ho imparato, ma dubito di fare tuttora così, perché quando sei un professionista ogni tiro lo hai visto e tirato almeno conto altre volte. Sui tiri più difficili mi hanno insegnato a scegliere un punto preciso sulla palla oggetto, combinandolo con la palla fantasma. Per “trovare il punto” intendo che se la palla oggetto fosse una palla fasciata io potrei decidere che il mio punto è proprio sul bordo che separa la striscia dal bianco della palla, oppure dire a me stessa: colpisci proprio qui, poco più a destra del numero.
Allen Hopkins trova il punto, ma alla fine si basa sull’istinto. “Io miro un punto sulla palla oggetto con il centro della battente. Molto di questo però è feeling, quando giochi così tanto come faccio io è molto più facile trovare quel punto. A volte punto la stecca verso la buca attraverso la palla oggetto per trovare il punto esatto. Gorge Breedlove, #20 in classifica (e idolo del sottoscritto efren in quanto marito della bellissima Jeanette Lee, n.d.efren..) trova un punto anche lui, ma non sulla superficie della bilia.”So che quando tiro guardo la palla oggetto, ma io trovo il mio punto palla sul tavolo, guardando alla base della palla, dove tocca sul tavolo. Nessun vero punto sulla palla.”
Tommy Kennedy, vincitore degli US Open di palla 9 nel 1992 ed attuale #17, ha un’altra variazione. “Io guardo la bilia oggetto diritta. Poi sposto il mio sguardo a poco a poco sulla destra o sulla sinistra della palla, finchè non trovo l’esatto punto che mi permetta di arrivare nella parte più ampia della buca.”
La #14 Michelle Adams opta per muovere il suo corpo invece dei suoi occhi. “Io sto dietro la linea dritta tra la battente e la palla oggetto, poi mi sposto fino a dove so che devo colpire. Quando mi spiegarono questo metodo non lo reputai molto intelligente, ma funziona!”
Chi combina le teorie menzionate finora è il #1 Jim Rempe. Secondo Jim, “Prima di tutto devo mirare in modo diverso con stecche diverse, perché ogni stecca scarta in modo diverso dalle altre. Una stecca scarta di più o di meno anche a seconda della forza che impartisci al tiro. Io gioco con una Meucci, che non scarta (questa poi… la Meucci è la stecca da pool che scarta di più in assoluto, garantito! N.d.efren), quindi io miro il punto di contatto. Uso anche la teoria della “palla fantasma”, ma diventa automatico nella tua mente quando giochi tanto. In altre parole, io no visualizzo più la palla, è automatico.”
Belinda Bearden, attuale #8 della WPBA, concorda che lo scarto può essere determinante nel processo di mira. “Io scelgo il punto della bilia in linea con la parte di buca che deve essere colpita. A seconda dell’angolo, puoi dire quale parte di bianca colpirà la bilia oggetto. Ogni volta che usi l’effetto, una leggera compensazione deve essere applicata a causa dello scarto. A secoda della quantità d’effetto, mirerai con una diversa parte della bianca il punto di contatto con la palla da colpire.”

MIRARE CON LA BIANCA

Belinda fa riferimento alla parte della battente che tocca la palla oggetto, il che ci porta ad un’ulteriore teoria, mirare con la bianca.
La #12 Nesli O’Hare ci spiega cosa le è stato insegnato. “La tecnica che uso mi venne insegnata da Efren Reyes. Secondo Efren, si può colpire una bilia oggetto in tre modi diversi. Primo, si guarda dal centro della bianca al punto di mira, se il tiro è un contatto a palla piena. Sennò, puoi dividere la palla oggetto in quattro quarti, fissando il bordo della battente al cambiamento del punto di mira. Con effetto a uscire, miri un sedicesimo di pollice più piena la bilia oggetto di quanto normalmente faresti. Ma non c’è più nulla di sicuro quando usi una steccata molto morbida, a causa dello scarto, etc..
Efren Reyes, #5 e vincitore il mese scorso del titolo al Sands Regency, spiega poi:”Quando impartisci molto effetto alla battente compensi un po’, spesso mirando esattamente al punto di contatto di una palla oggetto. Così, dipende molto dal mio tiro successivo come mirerò.” (non riesco a capire bene il senso, ma forse questa è la differenza tra l’Efren vero e quello “tarocco” di BW…n.d.efren)
Sammy Jones, giocatore professionista e marito-allenatore di Loree Jon Jones, è d’accordo. “Dipende dal tiro stesso. Quando miri palla piena, miri entrambe le palle direttamente al centro. Per un taglio molto fine, immagini il bordo della battente che colpisce il bordo della palla oggetto.”
Chi offre una spiegazione più dettagliata è il nuovo guru tecnico di P&B Mag, Ray Martin, un giocatore della BCA Hall of Fame con tre titoli mondiali alle spalle. “Io uso le parti della bianca. In altre parole, se tu hai un tiro diritto, miri con il centro della battente verso il centro della palla oggetto. Ora diciamo che la bilia oggetto rimane nello stesso posto e tu sposti la battente sei pollici sulla sinistra. Ora stai mirando solo con una parte della bianca. Se hai un taglio molto fine, allora miri con il bordo della battente. Non cambierò di mezza o un quarto di palla, perché è uno scarto troppo ampio, la differenza potrà essere di due gradi o di un sedicesimo di pollice! La cosa importante da capire è che il punto sulla bilia oggetto non cambia mai. E’ una costante.”

SULLA STECCA
Spostandosi indietro dalla palla oggetto alla battente, abbiamo un gruppo di giocatori che mira con la stecca stessa, ma con una vasta gamma di differenze nei loro metodi.
Il #7 in classifica del PBT Reed Pierce dice: “Io prendo la stecca e cerco di allinearla. Io scelgo il punto nel centro della palla oggetto, e miro là. Anche se hai bisogno di tagliare molto la palla, hai bisogno di un contatto solido, così miri al punto di contatto con la stecca.”
La #2 della WPBA Robin Bell aggiunge: “Quando mi allineo con la bianca sulla palla oggetto, visualizzo innanzitutto il posto sulla bilia oggetto su cui ho bisogno di effettuare il contatto. Poi metto la stecca in direzione di quel punto. Quando sono sul tiro, mando la stecca dritta verso quel punto della palla oggetto. Visualizzare in quel modo mi consente sempre una buona penetrazione.”
La WPBA Pro Mary Guarino offre un nuovo spunto. “Io miro con il puntale della mia stecca. Se il tiro è su palla dritta, ovviamente la tua stecca è al centro. Io immagino la bianca divisa in quarti. Ad esempio, per tagli di 15 gradi, dividi il quarto. Per un taglio di 30 gradi, io divido il bordo con il mio puntale e per 45 gradi io uso il bordo del mio puntale.” (questa l’amica Mary me la dovrebbe spiegare meglio… magari in italiano… n.d.efren)
Se riesci a fare questo, non avrai problemi con le parole di saggezza del #14 Nick Varner. Nick spiega, “Quello che faccio è usare linee parallele. La prima linea che vedo è quella dal bordo della battente verso il punto di contatto sulla palla oggetto. Tengo il mio puntale su una linea parallela a quella, e se taglio la palla a sinistra, quella linea sarà a destra. Ma se usi effetto a sinistra, sarà la stessa linea, mentre con effetto al centro o a destra la linea sarà parallela. Una volta che tiro, i miei occhi saranno puntati sul punto di contatto sulla bilia oggetto.”

UN ALTRO ANGOLO ANCORA

E’ questo, mirare con gli angoli. Loree Jon, che prima ci ha spiegato che il più delle volte i tiri li “vede” e basta, ha anche ammesso che a volte controlla l’angolo sui propri tiri. “Qualche volta guardo l’angolo tra la battente, la bilia oggetto e la buca, e tiro attraverso quel punto, guardando per ultima la bilia oggetto.”
E Jeff Carter, #21, dice che anche lui guarda gli angoli. “Ogni tiro ha un’angolazione, a destra o a sinistra, giusto? Ecco, io guardo quegli angoli per mirare… Se il tiro è dritto naturalmente è una linea retta, ma la maggior parte dei tiri ha un angolo.”

GUARDA OLTRE…

Jeff Carter continua la sua spiegazione dicendo quale palla guarda per ultima, cosa che ha suscitato un altro argomento di discussione, su cui molti professionisti hanno una opinione ben definita. Secondo Carter, “Che cosa guardi per prima o per ultima, tra la battente e la bilia oggetto, varia da tiro a tiro. Su un tiro lungo, naturalmente guarderò la bianca andare verso la palla oggetto. Lascia i tuoi occhi andare dove vogliono, in modo naturale, ma tieni la testa giù, questa è la cosa più importante.”
Michelle Adams propende verso la teoria più comune di guardare la bilia oggetto per ultima, “eccetto che sulla spaccata, o sul massè o sul jump, tiri in cui hai bisogno di fare attenzione al punto di contatto preciso tra il cuoietto e la battente.”
Sammy Jones opta per l’onestà. “Mi piacerebbe saperlo! Direi che guardo per ultima la palla oggetto, ma non me ne sono mai accorto. E’ interessante notare che quando i migliori pro si impostano sul tiro, Buddy Hall è un buon esempio, il cuoietto è alla distanza di un filo di rasoio dalla bianca.”
Lorre Jon spiega che questo prova solo la teoria della palla oggetto per ultima. “E’ come quel trick shot in cui ti imposti, poi togli la stecca dal ponte, la rimetti nel ponte, guardi da un’altra parte e tiri. Una volta allineato sul tiro, non hai più bisogno di guardare la battente, un giocatore forte sa che è lì.”
Riassume la teoria più comune Allen Hopkins che dice:”Io guardo prima la battente, poi la bilia oggetto, quindi avanti e indietro tra le due, sempre guardando per ultima la palla oggetto.”

IL SEGRETO FINALE

Eccoli qua, i segreti del come mirare da dozzine di grandi pro che lo sanno fare al meglio. Ma ancora, il segreto è veramente stato rivelato? Il #2 C.J.Wiley dice che si deve mirare prima di andare giù sul tiro, allineandosi nel modo corretto, ma aggiunge che, per quanto concerne i suoi metodi di mira, “Ci sono certe cose che non si possono dire. L’ultima volta che ho scritto qualcosa sulla mira, qualcuno l’ha copiato e ha iniziato a venderlo.” Ho pensato alla tortura cinese dell’acqua, ma non credo che C.J. avrebbe ceduto.
Immagino che il segreto sia ancora là fuori, da qualche parte…

FINE
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Messaggioda luigi » domenica 12 giugno 2005, 18:34

Personalmente, a fronte di messaggi troppo "sdolcinati" li ho intesi come ironici e mi hanno infastidito, nel Tuo caso però, caro efren, Ti prego di credere che è vera gratitudine. La traduzione in sè, per Te che conosci la lingua, non sarà stata un grosso problema, ma il trascriverla è stato certamente un impegno non da poco, per cui almeno "un" GRAZIE, mi sembra il minimo.
Sei un Amico
Ciao
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Messaggioda Gianni » domenica 12 giugno 2005, 19:35

Ma bravo il nostro Efren  :D  ;)

Non occorre la tortura cinese per C.J.Wiley, ho visto il suo video "I segreti di C.J.Wiley" e ti posso dire che mira dividendo la bilia oggetto con 9 linie.

Immagina di guardare una bilia, la linea numero 1 é tutta a sinistra e corrisponde al punto più esterno della bilia, la linea numero 5 é al centro e la linea numero 9 é tutta sulla destra.

Trovo che mirare sia una cosa istintiva, ognuno lo fà a modo suo.

Adesso devo andare, é in tavola  :D  :D  :D  ;)
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Messaggioda cj » domenica 12 giugno 2005, 19:55

Credo sia questo a cui si riferisce Gianni.
http://www.sfbilliards.com/PnB_aiming.pdf


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Messaggioda cj » domenica 12 giugno 2005, 21:53

Oops vlevo dire
http://www.sfbilliards.com/tucker_system.pdf

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Messaggioda Gianni » lunedì 13 giugno 2005, 7:21

Per dire la verita assomiglia più a questo:

Pagina 26
http://www.sfbilliards.com/Shepard_apapp.pdf

Non so voi, ma io mi sento male quando vedo cosi tanti numeri, formule e calcoli  :D  ;)
un pò di sistemi paralleli possono andare, ma tutti sti calcoli, alla fine uno si dimentica che sta facendo qual'cosa di divertente :D  :D
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Messaggioda jerruzzo » lunedì 13 giugno 2005, 8:42

Grande Efren!
Non mi dire che l'hai tradotto mentre eri allo stadio? :D

Comunque la biglia fantasma penso sia il metodo più intuitivo da fare apprendere alle nuove leve.

Un quesito: a primi anni della vostra esperienza, è vero che avevate più mira? poi quando uno inizia a usare con gli effetti...la mira sembra essere calata.

Mi illumino di immenso.
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