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da laurindo per luigi

Tecnica, tattica, sistemi e materiali di gioco

da laurindo per luigi

Messaggioda laurindo » mercoledì 20 aprile 2005, 13:25

Ciao Luigi e ciao a tutti.
Ogni tanto entro nel forum, do una sbirciatina, vorrei leggere tutto, ma il tempo è tiranno, e devo chiudere. Ho visto i quesiti che mi avete posto, taluni anche tostarelli, e vi ringrazio per la fiducia che riponete in me, che ritengo forse eccessiva visto che sono semplicemente Girolamo, e non Leonardo da Vinci. Comunque ho preso nota, sto ripassando, e fra Sabato e Domenica qualcosa esce.
Intanto x Luigi, ecco qualcosa.
Puntale conico o cilindrico, chi è costui? Chissà se don Abbondio avrebbe detto così.
Ho giocato per molto tempo con una stecca in lega leggera 1^ generazione, di qualità media, e non riuscivo a separarmene proprio perché aveva il puntale cilindrico con cui mi trovavo benissimo, anche se il mio livello di gioco era medio. Quando decisi di cambiare stecca, ne presi una di qualità alta, con il puntale conico, visto che non riuscivo a trovarla con il puntale cilindrico, e ho dovuto abituarmici. Ebbene, anche il mio livello di gioco è aumentato, ma non so se è merito del puntale o del fatto che, invecchiando, uno comunque migliora…come il vino buono. A parte tutto, il puntale conico mi dà la sensazione del fine corsa sul ponticello, proprio perché durante il brandeggio si sente la variazione del diametro che aumenta e diminuisce, e questo mi rende più sicuro poi sia sul punto sia sull’intensità del colpo.
E come dice una persona simpatica: sotto con gli allenamenti!
Ciao da Laurindo alias Girolamo
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Messaggioda luigi » mercoledì 20 aprile 2005, 18:17

Ciao Laurindo... "alias Girolamo", grazie delle delucidazioni. La mia domanda era più che altro una curiosità, visto che in tutte le specialità e in ogni parte del mondo le stecche hanno forma conica, propabilmente si è arrivati alla conclusione che "quella" è la più funzionale. In effetti, sarà anche per abitudine, ma è vero che la stecca conica la si "manovra" meglio di una cilindrica, ci si sente più a proprio agio tenedola in mano, inoltre è anche buona cosa che sia così, dal momento che i puntali cilindirci... non si trovano più. A dire il vero in questo momento sarei tentato di farTi anche un'altra domanda, sempre in tema di stecche, questa più "malandrina", in quanto dopo 20 anni di "sintetiche", da qualche giorno mi è venuta una forte nostalgia di cose "naturali"... forse mi sono beccato una... legnite acuta. Tu che ne penseresti? Trovi che sia una domanda troppo "cattiva"? Allora faciamo una bella cosa... condividiamola con tutto il Forum... Faciamoci anche noi un nostro referendum... Gente, legno o fibra?
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Messaggioda sinonparet » mercoledì 20 aprile 2005, 18:50

Io nostalgia del legno nn la potrò avere mai dato che ho iniziato con il carbonio. Di recente mi è capitata per le mani una S.C. di un amico con un puntale in legno... dopo il primo giro di colpo a tutto biliardo sono sbiancato: pensavo mi si fosse spezzato in due il puntale ed invece, mi sento dire che è normale e che quello è il suo suono naturale.
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Messaggioda Claus72 » mercoledì 20 aprile 2005, 20:46

E continuiamo imperterriti a fare casino...anche se questo è un tentativo di fare ordine...ma io mi accingevo a rispondere di là, nel "Quiz".

Ho dato la mia opinione rispetto ai puntali in diverse discussioni: a mio giudizio il puntale cilindrico, sebbene è più comodo per molti, ha il grave difetto di essere troppo flessibile, indipendentemente dal materiale un profilo conico è più rigido di uno cilindrico.
Piccola puntualizzazione: il puntale cilindrico (veramente è cilindrico solo per gli ultimi 30~40 cm, alla base è conico) che normalmente viene chiamato "profilo Pro", è il più usato nel pool, mentre il puntale cilindrico è appannaggio delle altre specialità. Già raccontai come il profilo Pro sia nato da un equivoco, molti fabbricanti, nell'intento di copiare i prodotti del grande Herman Rambow credettero che i suoi puntali fossero cosí, per metà conici e per metà cilindrici, la verità è che i puntali di Rambow avevano un profilo tutto particolare...ma non avevano nessuna sezione cilindrica, si trattava di una serie di sezioni coniche con variazioni molto lievi di inclinazione...da sembrare cilindrici a prima vista.
Molto si discute nel mondo dei fabbricanti sul profilo del puntale, ognuno crede di avere LA soluzione, altri più umili fanno diverse proposte, gli stessi giocatori fanno invenzioni di ogni genere: Komori inventó il proilo parabolico, che era leggermente più grosso a metà del puntale che non alla base; Ceulemans usò per alcuni anni un puntale ibrido dove la base era conica continuava cilindrica per un po' e finiva a cono (in questo modo la flessione si concentra a metà del puntale piuttosto che vicino alla punta) prima di tornare al tradizionale cono; Mazin Shooni usa qualcosa di simile; poi c'è un certo Törbjorn Blomdahl che dice usare profili diversi a seconda del tavolo...e se lo dice lui...ci deve essere una buona ragione  ;)

Per quanto riguarda l'inchiesta di Luigi...che altro può dire un carambolista? Legno ad oltranza!!!

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Scritto Da - claus72 on 21 Aprile 2005  00:20:43
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Messaggioda franco » mercoledì 20 aprile 2005, 23:25

Per Claus !
Pensavo di scriverti una mail sull' argomento, ma l' occasione mi spinge a scrivere qui .
Io gioco solo a carambola 3-sponde ( e un giorno, hush-hush, ti racconterò personalmente il perchè ) e attualmente, consigliato da Marco Zanetti ( non mi conosceva ma rispose gentilmente alla mia richiesta di consulenza ), uso una Leonardo della Longoni, con puntale PRO 2PIU' : il tutto rigorosamente di legno.
Mi trovo bene, anche se capisco Dick Jaspers quando dice che forse il puntale da 11,7 è da preferire a quello da 12.
Ma il problema di base è , secondo me, quello del puntale: di fronte alla necessità di certi tiri a tutto biliardo, eventualmente con effetto, e con la speranza che la carambola venga dopo un doppio giro, mi chiedo se un puntale più rigido non garantisca la possibilità di tirare più "dritto".
Quest' idea deriva dal fatto che in questi tiri sbaglio troppo spesso, secondo me,  la porzione di biglia mirata ! Tu mi ricorderai delle tante volte che hai scritto di deflessione, scarto, ecc, ma c'è, mi chiedo, una ragione anche tecnica legata alla eccessiva flessibilità del puntale ?
Giorni fa ho comprato una Ghiazza usata con puntale di carbonlegno, per provarla in questi tiri.
Ma tu, che giochi a tutti i giochi del biliardo, che dici dei miei dubbi ?

Qual'è la differenza di mira e di tiro fra la carambola da me descritta e una raddrizzata a tutto biliardo e con forza di 3 passate e mezzo ?
Ciao
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Messaggioda franco » mercoledì 20 aprile 2005, 23:39

Per Laurindo !
Benvenuto ( finalmente te lo auguro anch' io...ero un pò distratto...) fra noi, e grazie se ci permetterai di condividere almeno parte delle delle tue riflessioni tecniche !
A questo proposito, ti vorrei rivolgere 2 domande :
- dove posso trovare i tuoi scritti ? capisco che la maggior parte di essi sono estremamente tecnici, e io non ho la laurea in Fisica, ma le spiegazioni dei nessi causa-effetto mi hanno sempre affascinato ( come molti di noi, di fronte all' incertezza ricerco spesso la spiegazione razionale, e spendo in questa ricerca molto tempo )!
- in quale di questi scritti si trovano i calcoli della Garuffa e dell' Angolo 20 citati da Ryno ?

La ragione di queste domande è che anch' io, come alcuni di noi, mi sto preparando a rivolgere a tutti ( sapendo che fra questi ci sei anche tu ) di riprendere in esame qualche problemino tecnico che è stato solo sfiorato, ma che non ha, a suo tempo, trovato risposte chiare e affidabili.

E ora non ti spaventare, e continua a rimanere fra noi, nonostante queste minacciose prospettive !
Ciao
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Messaggioda luigi » giovedì 21 aprile 2005, 0:41

Sinon rumore a parte, com'è venuto quel giro a tutto biliardo? Perché in fondo è poi "questo" ciò che conta. A dire il vero però è proprio il fattore "suono" che mi lascia indeciso, infatti ho già avuto tempo fa una stecca in legno, che poi ho venduto proprio per il fatto che non riuscivo ad abituarmi al suono che produceva, dopo qualche tiro mi accorgevo che mentalmente "anticipavo" il rumore e questo mi distraeva e deconcentrava, da qui la vendita (comunque pentita). In effetti però ho sempre avuto e conservo ancora la chiara e precisa impressione che certi tiri come mi venivano con quella stecca, non c'è stato carbonio o kevlar che sia mai stato all'altezza. Per cui... certo però che se poi non mi adatto al suono del legno, sono soldi buttati. A dirla proprio tutta ho la mezza intenzione di chiedere ad un Caro Amico o/e ad una Cara Amica, enrambi amanti dello... gnocco fritto, se mi concedono (prima di cena) il privilegio di fare qualche tiro con la loro... dopo di che... chissà.

PS x Claus, ... a mio giudizio il puntale "conico", sebbene è più comodo per molti, ha il grave difetto di essere troppo flessibile, indipendentemente dal materiale un profilo conico è più rigido di uno cilindrico.

Scusa Claudio ma quel "conico" iniziale è un errore di battitura e volevi dire "cilindrico"?
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Messaggioda Claus72 » giovedì 21 aprile 2005, 0:44

Sí...già corretto...pensavo non se ne fosse accorto nessuno  ;)


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Messaggioda luigi » giovedì 21 aprile 2005, 9:09

Amico mio, la correzione altro non è che un complimento. Sta solo a significare che Ti si legge sempre con la massima attenzione.
Ciao
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Messaggioda sinonparet » giovedì 21 aprile 2005, 9:10

Luigi ad essere sincero nn ricordo come venne quel giro, sarà che mi ero troppo spaventato dal rumore. Quello che però ricordo bene era la facilità con cui eseguivo i filotti di palla piena a crescere senza attraversare la mezzaria con la battente. Quel tiro, con quella stecca, sembrava un fisso e mi dava un bel margine di errore
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Messaggioda marco marche » giovedì 21 aprile 2005, 12:25

Dico anche la mia sul legno? ... si, la dico  :) . E la dico perché sono uno che ha cominciato a giocare mooolti anni fa: c'erano le buche nei biliardi, biglie grosse e ...solo stecche di legno. Le più semplici erano le "fraschette": piuttosto rigide, adatte per colpire di prima, per l'italiana; poi c'erano le "arlecchino" fatte con complicatissimi assemblaggi di legni diversi, coloratissime, molto belle, e flessiiiibili! (qualcuna ti vibrava in mano un quarto d'ora dopo ogni tiro  :) ).
Certo non erano il massimo se dovevi tirare un raddrizzo d'effetto...ma quanto a sensibilità su tiri morbidi, mezzi colpi e effetto erano ottime (ho ancora una vecchia arlecchino "Vaula").
Alla fine del discorso...prima di passare al sintetico ci ho messo parecchio, sono stato uno degli ultimi a lasciare il legno e ...non l'ho mai lasciato del tutto. Ho ancora nel mio fodero, oltre alla mia FB anche una "Alcalde" in legno e devo dire che quando la riprendo...niente da invidiare al kevlar, anzi. Il legno è "vivo", la stecca la senti molto di più, però il legno bisogna conoscerlo, sui raddrizzi a effetto devi sapere di quanto e come sposta. Diciamo che non è adatto per chi inizia.
Per quanto riguarda il "rumore" che fa il legno, come ha detto qualcuno, dipende dal suolino troppo duro. Se monti un buon suolino il suono del legno è pastoso e compatto più del sintetico, certo se tiri una mattonata a tutto effetto con la rincorsa...
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Messaggioda luigi » giovedì 21 aprile 2005, 13:13

Ciao marco marchi... Tu parli al mio cuore... figurati che la mia prima stecca è stata proprio una "arlecchino", della Zenith però le Vaula erano  introvabili o a prezzi da antiquariato. Succevimanente ho messo le mani su una "fraschetta" Vaula, mai più mollata sino a quanto hanno... tappato le buche. Quindi le tue parole mi riportano ai bei tempi in cui i capelli non solo... "c'erano", ma erano anche più scuri.

A proposito del "rumore" delle stecche di legno (quelle di oggi sia chiaro, quelle di cui parla marco marchi non "schioccavano" affatto, o forse eravamo troppo giovani per sentirle...), qualcuno mi ha detto che questa particolarità sarebbe ovviabile semplicemente frapponendo un sottile strato di carta fra il cuoietto ed il puntale... sarà vero? Qualcuno di Voi ha mai fatto un simile esperimento?
Visto mai che questa sia una soluzione semplice e geniale?
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Messaggioda Claus72 » giovedì 21 aprile 2005, 14:14

Grazie Luigi per...l'attenzione

Per quel che riguarda questo fantomatico "rumore"...sinceramente non capisco di cosa stiate parlando, ovviamente il legno ha un "suono" diverso dal sintetico, ma da lì a qualificarlo come "rumore", scusate, ma ce ne passa...e anche tanto. I puntali sintetici siccome sono vuoti dentro hanno un suono più grave e ovattato, mentre il legno ha un suono un po' più...legnoso  :D , più acuto ma mai sgradevole. C'è un vecchio teorema che dice che in una stecca ben costruita con un buon puntale, il suono deve solamente incrementare d'intensita con l'aumentare della velocità dell'impatto ma non cambiare tonalità...ovviamente, per dirla con Jannacci, bisogna avere orecchio... :D

Credo che sarebbe opportuno chiamare in causa i nostri Cari Amici (Billy ed Amelie) che possiedono o hanno posseduto stecche di entrambi i tipi, affinchè diano un'altro testimonio su questo argomento.

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Messaggioda luigi » giovedì 21 aprile 2005, 17:30

Chiedo scusa agli aficionados del "legno", in effetti come dice Claus la definizione corretta è "suono" e non rumore e la diversa tonalità va inquadrata fra "acuto" e "ovattato". Il fatto è che vent'anni di abitudine alle sintetiche, quando si passa alla tonalità acuta del legno crea disagio. Probabilmente è solo questione di darsi un certo periodo di adattamento, però all'inizio la cosa disturba e distrae.
In ogni caso di suono si tratta e non di rumore. Aspettiamo lumi da Billy e Amelie.
Ciao
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Messaggioda billy » venerdì 22 aprile 2005, 0:07

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la LM sussurra,l'ALCALDE strilla gli ordini con il megafono,se imparo la lingua ...quelle palle sempre sorde....
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