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Giocare a biliardo è difficile?

Tecnica, tattica, sistemi e materiali di gioco

Messaggioda Mike » lunedì 11 aprile 2005, 20:59

[quote]
..si diventa buoni giocatori quando si riesce a fare bene il semplice, e quando il gestore della sala biliardi sorride quando entri perchè ( GRAZIE A TE ) si è appena cambiato la macchina.. :D


[/quote]

Per giocare bene a biliardo non basta sapere le regole. :D
Il biliardo è un arte, ogni arte si impara con il sostegno di un'artigiano, con la qualifica da apprendista.
Ma ne passeranno di anni prima di fargli le scarpe. (è vero, Billy ?  ;) )

Ciao. :)





Scritto Da - Mike on 11 Aprile 2005  21:19:27
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Messaggioda Claus72 » lunedì 11 aprile 2005, 21:21

Tutto dipende dalla prospettiva...quindi da cosa si intende per "giocare a biliardo".

Se si vuole giocare decentemete in modo da non far brutta figura in alcuni tornei o in rutinarie sfide con gli amici...non è poi così difficile.
Se si vuole essere un campione, un giocatore capace di rendere in gara al massimo...la cosa si complica, e parecchio, già che bisogna a imparare anche a controllare la propria mente.
Se si vuole conoscere in profondità l'arte di far rotolare le biglie...e poter dipingere pesci moribondi alla luce di lampadine da 25W...è veramente difficile, e ci vuole tutta una vita.

La cosa grandiosa è che sia quale sia l'approccio...il biliardo è bello comunque. L'unica altra cosa che io ho trovato che abbia questa caratteristica è la chitarra.
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Scritto Da - claus72 on 11 Aprile 2005  21:24:16
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Messaggioda billy » venerdì 29 aprile 2005, 12:29

Da  V.V.(un'amica)

Di fronte a una delusione si può reagire con comportamenti diversi. Gli ottimisti ritengono che il fallimento sia determinato da fattori modificabili e quindi agiscono attivamente per cambiarli in modo da potersi garantire futuri successi. I pessimisti, invece, pensano che il fallimento sia determinato da carenze personali e che non possono fare niente per modificare la situazione.
Il reale successo di un individuo, dunque,  dipende non solo dal talento ma anche dalla capacità di sopportare la sconfitta.
Troppo spesso invece non si riesce ad accettare l’insuccesso come esperienza utile per imparare e si ha paura del fallimento perchè la sconfitta è vista solo come una conferma della propria incapacità. Ma proprio questi sentimenti di inadeguatezza, di fragilità e di mancanza di autostima immobilizzano l’individuo nel suo fittizio senso di fallimento. Chi non ha fiducia in se stesso, crea la propria debolezza, e non riesce  a fare emergere la forza e le potenzialità che ha in sé. Se è il primo a non vedere queste potenzialità, esse rimarranno sempre nascoste e inutilizzate.
Le convinzioni che le persone nutrono sulle proprie capacità hanno un profondo effetto su queste. La convinzione di essere in grado di affrontare le sfide permette lo sviluppo di una competenza, la quale rafforzerà questa  convinzione aumentando la disponibilità dell’individuo a  tentare imprese sempre più difficili. Superare queste difficoltà aumenterà la sensazione di riuscire ad affrontare altre sfide e così via.
Chi invece si blocca davanti ad una sconfitta, prepara egli stesso il terreno per la frustrazione. Non riuscire a superare un ostacolo e non avere il coraggio di continuare, proprio perchè ci si sente incapaci, non farà altro che cristallizzare la concezione di sè come fallito e non ci si lascerà la possibilità di dimostrare il contrario. Gli obiettivi non saranno raggiunti perchè mancherà la perseveranza necessaria. Infatti ci si impegnerà in una determinata attività e si porteranno a termine determinati compiti solo se si avrà fiducia che le proprie capacità permetteranno di raggiungere il risultato desiderato.
Avere fiducia di riuscire è però indipendente dalle capacità reali. Anche un atleta molto dotato può essere incapace di reggere una sconfitta e sentire di non avere le capacità necessarie per vincere perchè il sentimento di inadeguatezza non dipende dalla capacità oggettiva ma dalla struttura emotiva e mentale dell’individuo.
Non possiamo parlare di vittoria senza parlare di una personalità vincente. Ma se è vero che alcuni sono più dotati di altri e  che non tutti potranno arrivare ad essere dei “prof”, è pur vero che è possibile migliorare sempre più i propri livelli di prestazione sportiva e riuscire a gestire gli ostacoli e i fallimenti in modo non solo da confermare la propria autostima ma anche di incrementare sempre più le proprie competenze e la  fiducia nelle proprie capacità.
Quindi alleniamo il corpo per la gestualita’,la mente con la ricerca,le emozioni contemplando la vita,poi quello che butta...butta.




Scritto Da - billy on 29 Aprile 2005  12:33:06
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Messaggioda Bruce » venerdì 29 aprile 2005, 12:41

Hai perso la tua proverbiale sintesi Billy, io dico solo una cosa che ho sentito dire a un bravo: "A biliardo si può anche giocare bene"! Meditate gente, meditate.....

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Messaggioda billy » venerdì 29 aprile 2005, 12:44

(Ctrl c-Ctrl v) dalla posta privata.
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Messaggioda Bruce » venerdì 29 aprile 2005, 12:52

:boh:

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Messaggioda Claus72 » venerdì 29 aprile 2005, 16:28

[quote] (Ctrl c-Ctrl v) dalla posta privata.

[/quote]

Vuol dire che non l'ha scritto lui*...l'ha ricevuto da un'amica via mail e lo ha copiato qui.


* E SI VEDE!!! Neppure l'uso della punteggiatura è quello di Billy.  ;)

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Messaggioda Bruce » venerdì 29 aprile 2005, 16:29

Ah, grazie. Infatti non era il suo stile.

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Messaggioda cj » venerdì 29 aprile 2005, 18:29

Io direi che come molte cose iniziare a giocare a biliardo è difficile(proseguire lo è ancore di più :D )perché come si diceva accettare gli errori e non entrare nello sconforto perché non è mai facile ma all'inizio è normalissimo sbagliare cose che sembrano semplicissime anche perché la semplicita delle cose dipende unicamente dal livello di gioco e quindi per uno che inizia niente è semplice!!!
Bisogna solo avere tanta pazienza e amore per questo meraviglioso soprt(arte).

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Messaggioda amelie » sabato 30 aprile 2005, 7:23

[quote]
.... non è mai facile ma all'inizio è normalissimo sbagliare cose che sembrano semplicissime anche perché la semplicita delle cose dipende unicamente dal livello di gioco e quindi per uno che inizia niente è semplice!!!
[/quote]

Io la vedo un po' al contrario.... iniziare è semplice... continuare lo è 1000 volte di più!.

E' facile all'inizio sbagliare le cose semplici.... COSE SEMPLICI... perchè? Ne esistono in questo gioco? Io credo che un fisso in chiusura di partita con l'avversario a 2 punti dalla chiusura non sia un tiro semplice!
Guardavo alcuni incontri su raisport questa settimana e ho visto i campioni del ns. sport sbagliare raddrizzi comodi, giri apparentemente "semplici" .... nemmeno il termine sbagliare è corretto... diciamo che non hanno realizzato. Però non erano principianti, ma gente che è stata campione italiano, europeo ecc...
Io non credo che in questo sport ci siano cose semplici.... e sbagliare, purtroppo fa parte del gioco. Per questo credo che il testo che ha riportato Billy sia estremamente vero. Se questi campioni non avessero la "fiducia in se stessi" descritta da Billy avrebbero già smesso da un po'.... invece sanno perfettamente accettare i loro errori, sfruttandoli al meglio.
Questo il mio pensiero...
Un bacione a tutti!


ps: cj, il mio post non è una polemica nei confronti del tuo... ho citato il tuo post perchè mi ha dato lo spunto per il mio. Tutto qua.

Sotto con gli allenamenti!
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Messaggioda Falcohap » lunedì 2 maggio 2005, 21:28

una vecchia stecca mi diceva " supponendo una scala da 1 a 100 in poco tempo arriverai a 50 ma ricorda che il difficile sarà crescere di un punto la volta perchè subentreranno molte altre componenti " leggendo questi post mi è tornato in mente e credo che sia moooolto vero.
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Messaggioda GHOST » martedì 3 maggio 2005, 11:03

personalmente ho cominciato ad imparare a "giocare" da quando una sera parlando con il grande vecchio mi ha detto" vede sig."ghost" ci sono due modi di sbagliare, uno e' quello giusto e l'altro invece e' quello sbagliato, mi scusi ma credo di non avere capito, e' facile uno serve ad imparare l'altro serve ad inventare scuse. :)

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Scritto Da - ghost on 03 Maggio 2005  11:04:45
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Messaggioda jerruzzo » martedì 3 maggio 2005, 11:03

La cosa difficile (e più affascinante) in questo gioco meraviglioso, è che una partita non sarà mai e poi mai uguale all'altra.
Insomma, lo stimolo c'è sempre (per chi se lo va a cercare).

Un saluto a tutti quelli che si avventurano sul magico tavolo verde.

Mi illumino di immenso.
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Messaggioda sinonparet » martedì 3 maggio 2005, 11:32

[quote]
personalmente ho cominciato ad imparare a "giocare" da quando una sera parlando con il grande vecchio mi ha detto" vede sig."ghost" ci sono due modi di sbagliare, uno e' quello giusto e l'altro invece e' quello sbagliato, mi scusi ma credo di non avere capito, e' facile uno serve ad imparare l'altro serve ad inventare scuse. :)

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Scritto Da - ghost on 03 Maggio 2005  11:04:45
[/quote]

Wow, una vera perla questa frase! E bravo sig.re Ghost che te la sei ricordata  ;)
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Messaggioda CANGO » martedì 3 maggio 2005, 13:53

Anche per me, dipende dalla prospettiva, sì la prospettiva che uno ha quando mette la sua bella manina sul panno verde sotto la luce del neon, solo al pensiero mi sento uno sfigato che qui alla mia giovane età mi trovo a lavorare mentre scrivo e non a giocare, comunque dicevamo dipende dalla prospettiva perchè se giochi per cazzeggiare allora ti deve andare bene di tutto vincere e perdere se giochi per pasione, ed è proprio questa quella che frega, perchè cambia tutto indipendentemente da se tu faccia tornei oppure no, ho giochi per denaro o solo per "divertimento".
Cambia tutto perchè vuoi mostrare... Mostrare a tutti quanto il gioco del biliardo ti da e quanto ricambi a lui.

Vorrei salutare/ringraziare GIANNI che, a me neo acquisto del forum ha sempre risposto. (senza nulla togliere a tutti voi)


SALUTI A TUTTI

CANGO



Scritto Da - cango on 11 Maggio 2005  13:43:41
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